LA SVELTINA

Nomine Istituto Zooprofilattico. Il Ministero della Salute denuncia D’Alfonso

Il presidente ha nominato Mattioli senza aspettare il via libera

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Nomine Istituto Zooprofilattico. Il Ministero della Salute denuncia D’Alfonso

D'Alfonso e Mattioli

ABRUZZO.  Una  denuncia ai carabinieri contro il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso nell’ambito delle nomine all’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

E’ quella presentata nei giorni scorsi dal Ministero della Salute che certifica quantomeno una scarsa volontà di discutere o confrontarsi tra le parti. A quanto risulta dalla ricostruzione del sottosegretario della Salute, Vito de Filippo, il Ministero non ha tentato chiarimenti diretti o un dialogo ma si è rivolta direttamente alle forze dell’ordine. E se è vero che magari il protocollo prevede di far scattare subito la segnalazione, quella in corso potrebbe essere una sconfitta politica anche in vista del presunto dialogo avviato con i tavoli romani sulla riforma della sanità.

Una riforma che non vede la luce per il mancato assenso del Ministero.

Ma ripartiamo dal principio. Le due vittorie (anticorruzione e Tar) di Manola Di Pasquale per la nomina nel cda dell’Izs non sciolgono definitivamente i problemi dei nuovi ingressi all’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

Dopo una interrogazione del deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, si è infatti scoperto che il Ministero ha deciso di ricorrere alla Procura della Repubblica per la nomina conferita da D’Alfonso di direttore generale al professor Mauro Mattioli.

Mattioli è l’ex rettore e docente di Veterinaria dell’università di Teramo, già fondatore dell’ospedale veterinario di Piano d’Accio e noto per essere «eccellente ricercatore». Si è sempre occupato di fisiologia e riproduzione animale. Nel suo curriculum però mancherebbero requisiti specifici richiesti per occupare la poltrona del direttore generale. Per aspirare all’idoneità bisognava avere, infatti, una comprovata esperienza nel settore della sanità pubblica veterinaria (Spv) e della sicurezza alimentare.

Così se per la nomina di Di Pasquale la risposta dell’Autorità Anticorruzione pare aver chiuso il caso («nessuna inconferibilità») per Mattioli la strada sembra ancora in salita.

LA NOMINA SENZA ASPETTARE IL VIA LIBERA

D’Alfonso lo scorso 23 dicembre ha comunicato formalmente al Ministero della Salute il nominativo di Mattioli per acquisire il parere. «Resto in attesa del passaggio di vostra competenza, normativamente previsto», aveva scritto il governatore, «prodromico alla formalizzazione del decreto di nomina».

Ma la nomina è stata formalizzata  il 9 gennaio dallo stesso D’Alfonso che non ha aspettato il parere del Ministero.

Solo l’11 gennaio, infatti, il Ministero ha rilasciato un parere «non favorevole», motivato proprio dall’impossibilità di riscontrare, sulla base del curriculum, il requisito prescritto per l’incarico di direttore generale relativa alla «comprovata esperienza nell’ambito della sanità pubblica veterinaria nazionale e internazionale e della sicurezza degli alimenti».

Ma secondo il Ministero ci sarebbero state anche «alcune criticità» nel procedimento di nomina non meglio chiarite ma riferite addirittura ai carabinieri.

Nel question time la risposta del sottosegretario ha confermato le troppe «criticità verificatesi sul procedimento di nomina del professor Mattioli», sono le parole del Sottosegretario, tanto che ha condotto il ministero a fare «opportuna segnalazione, per tramite del Comando dei Carabinieri per la tutela della Salute, alla competente Procura della Repubblica», sempre le parole del Sottosegretario.

«La cosa grave è che in un rapporto di interlocuzione tra un Governo nazionale e regionale deve svolgersi attraverso l’azione della Procura della Repubblica», denuncia il deputato Di Stefano dopo aver letto la risposta al question time.

«Questo dimostra la scarsa fiducia che il Ministero ha nei confronti della gestione D’Alfonso e il credito che la Regione Abruzzo a guida D’Alfonso ha a Roma. E non si può neppure parlare di una scorrettezza politica in quanto Governo nazionale e regionale sono entrambi di centrosinistra. Se questa è la considerazione che il Governo ha di D’Alfonso allora si giustifica perché l’uscita dal commissariamento più volte annunciata, prima dell’estate, poi in autunno ed ora con data da definire, resta ancora lontano e su questi presupposti difficilmente concretizzabile a breve, tutto a discapito dei cittadini abruzzesi».

D’ALESSANDRO: «TUTTO SECONDO REGOLE»

«L’onorevole Fabrizio Di Stefano può mettersi l’anima in pace», replica Camillo D’Alessandro: «la nomina di Mauro Mattioli alla direzione dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo è stata effettuata dalla Regione Abruzzo nel pieno rispetto delle regole, che prevedono di «sentire» il Ministero. Il sentito ministeriale è stato acquisito, poi è stata perfezionata la procedura.  La procedura seguita - spiega D’Alessandro - rispetta le norme sulla trasparenza e la legge di riordino elaborata dal Governo, che prevede una partecipazione consultiva (e quindi non vincolante) del Ministero della Salute. La logica della norma è chiara: poiché l’istituto è di supporto alle Regioni (Abruzzo e Molise) che lo coordinano, il Ministero ha una funzione attenuata nel merito».

Per D’Alessandro «la volontà di alcuni politici abruzzesi di strumentalizzare questa vicenda è un atto becero perché degrada un ente del territorio solo per testimoniare la propria esistenza in vita. Ricordo che Mauro Mattioli è stato Rettore dell'università di Teramo, oltre che medico veterinario e Preside della facoltà di Veterinaria, dunque possiede a pieno titolo quella «comprovata esperienza nell’ambito della sanità pubblica veterinaria» richiesta dalla legge. A tal proposito giova sapere che l'idoneità curricolare è riservata solo ed esclusivamente alla speciale commissione appositamente insediata, la quale ha validato pienamente la consistenza curricolare di Mattioli. Altri saranno gli accertamenti che verranno richiesti e che si riveleranno utilissimi; inoltre vi sarà una ricostruzione cronometricamente puntuale, curata personalmente dal Presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso, delle volontà direttorial/ministeriali di commissariamento a prescindere. Qualora fosse confermata nei comportamenti, la cosa sarebbe molto grave e soprattutto verrebbe da chiedersene il motivo».

Interrogazione Risposta MATTIOLI