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Strada dei Parchi, tunnel per accorciare la tratta? «Progetto inaccettabile»

Protesta il sindaco di Pratola Peligna Antonio De Crescentiis

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Strada dei Parchi, tunnel per accorciare la tratta? «Progetto inaccettabile»

PRATOLA PELIGNA. Comincia a far discutere la notizia pubblicata da PrimaDaNoi.it nelle scorse settimane sulla nuova iniziativa della società Strada dei Parchi che vorrebbe realizzare 40 chilometri di nuove gallerie a doppia canna che consentirebbero di accorciare l’autostrada, sforbiciando le zone piene di curve, trasformando un tracciato in un lungo rettilineo.

Il progetto è stato già depositato due anni fa al Ministero e si sta aspettando il via libera.

La trasformazione parte sull’A24 all’altezza di Roviano, nel tratto laziale, dove una nuova galleria accorcerebbe di ben 3 km il tracciato esistente che sbocca in Abruzzo. Tripletta di tunnel, invece, nel tratto Carsoli- Torano che porterebbero il tracciato di oggi di 27,3 km a 23,9 km. Sulla A25, invece, prevista una tripletta di tunnel da Cerchio fino a Bussi- Popoli.

 Il progetto è clamoroso perché, come avevamo svelato nelle scorse settimane, andrebbe a tagliare un “ramo secco” che partendo da Pescina (il casello è in una situazione già precaria, e teoricamente è vietato il transito ai mezzi di oltre 7.5 tonn.) in realtà bypassa, nel tratto abruzzese, Pratola Peligna e quindi Sulmona.

L’attuale tracciato Cerchio Bussi è di circa 45 km che con il progetto di Strada Dei Parchi diventerebbero poco meno di 28.

Ma da Pratola Peligna arriva il primo no secco: «dispiegheremo ogni azione utile per contrastare anche la semplice idea di realizzare un tunnel da Cerchio a Bussi con la conseguente eliminazione dei caselli di Pescina, Cocullo e Pratola Peligna-Sulmona», spiega il sindaco Antonio De Crescentiis.

Secondo il primo cittadino non è accettabile che l'avvicinamento di "10minuti" tra Roma e Pescara passi come «un carro armato su un ambiente che dobbiamo preservare e sulle speranze di intere comunità della valle Peligna e dell'alto Sangro».

«Si chiama Autostrada dei Parchi», insiste De Crescentiis, «e con questo progetto si chiude a sette mandate ogni possibilità di accesso al Parco nazionale della Majella».

Secondo il sindaco in realtà ci sarebbe bisogno di un nuovo sviluppo della zona industriale di Sulmona, area in profonda crisi: «si pensa di allontanare da questa zona la connessione autostradale spegnendo definitivamente ogni speranza di rilancio con nuove attività economiche e mettendo a serio rischio la competitività di quelle esistenti».

«L'Ospedale di Sulmona, alla luce di una riforma», insiste il primo cittadino, «potrebbe garantire meno prestazioni rispetto al passato e si decide di rendere ancora più difficili e tortuosi i collegamenti con gli ospedali più grandi. Mentre le amministrazioni comunali sono al lavoro per aumentare le potenzialità turistiche del territorio puntando anche sui grandi numeri della città di Roma si scaraventano la valle Peligna e l'alto Sangro indietro di 40 anni allontanando la capitale da questa parte della provincia. si annunciano investimenti sui bacini sciistici ma poi si chiudono i caselli per collegarli a Roma».

Secondo De Crescentiis esiste il serio rischio di spezzare i rapporti tra la Marsica ed il resto del territorio.

WWF: «OPERA INUTILE E DEVASTANTE PER L’AMBIENTE»

«Un progetto sostanzialmente inutile per la collettività e dannoso per l’ambiente, da bocciare senza mezzi termini»: questo il sintetico ma inequivocabile giudizio del delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio sulla ipotizzata nuova bretella autostradale tra i caselli di Cerchio (sulla Teramo-Roma) e di Bussi-Popoli (sulla Pescara-Roma), ipotizzata con l’intenzione di far diminuire i tempi di percorrenza tra il capoluogo adriatico e la capitale.

La bretella andrebbe tra l’altro a incidere proprio sull’area delle sorgenti del Pescara, delicatissima. «Lì, nel sottosuolo, c’è il bacino imbrifero più grande d’Italia e forse d’Europa, e sulla superficie un SIC e una riserva regionale di importanza strategica per la natura in Abruzzo. Pensare di metterle a rischio forando le montagne quando le costosissime autostrade esistenti – aggiunge Di Tizio – sono largamente sufficienti per il limitato traffico tra l’Abruzzo e Roma è una vera follia. La posizione del Comune di Popoli, che si è già pronunciato con una delibera di giunta, e degli altri che si dicono preoccupati per questo intervento, è assolutamente condivisibile».

«Al presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, che avrebbe parlato di questo progetto in un incontro con le associazioni di categoria, diciamo invece – conclude il delegato regionale del WWF - che lo sforzo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe concentrarsi piuttosto sul trasporto ferroviario: la linea ferrata Pescara-Avezzano-Roma ha tempi di percorrenza che sono più o meno gli stessi di 80 anni fa; lì sì che servirebbero interventi, altro che una costosa nuova infrastruttura, nel cuore di una delle zone più belle e delicate d’Abruzzo, con un impatto ambientale notevole e solo per risparmiare una manciata di minuti».

 Anche le associazioni ecologiste Organizzazione Regionale Pro Natura Abruzzo e Co.N.Al.Pa. Onlus si schierano contro il progetto di Toto Spa della variante del tratto autostradale A25 Cerchio - Bussi sul Tirino che «va a minacciare le Sorgenti del Pescara, una delle più belle e famose riserve naturali d'Abruzzo e del Centro Sud Italia».

 Secondo gli esperti naturalisti si tratta di un vero e proprio assalto a uno dei paesaggi simbolo dell’ Abruzzo verde oltre che al più importante bacino imbrifero d'Italia.

«Colpire la Riserva Naturale significherebbe distruggere per sempre un importantissimo centro di attrazione del turismo naturalista con un indotto fondamentale per il Comune di Popoli», dicono le associazioni. «Oltre al contraccolpo economico sulle varie realtà turistiche che operano intorno all'area protetta, il danno ambientale sarebbe incalcolabile. Un paesaggio estremamente pittoresco e amato da fotografi e naturalisti di tutta Italia e non solo sarebbe violentato dai piloni del viadotto della variante e dai tanti cantieri al seguito».

«Non ci faremo seppellire da progetti che non abbiamo condiviso e non condividiamo», spiega il sindaco.

«Porteremo la vicenda all'attenzione del Consiglio comunale e chiederemo a tutte le Amministrazioni Comunali della Valle Peligna e dell'Alto Sangro di adottare un atto che dica no a questo progetto. Nessuna possibilità di trattativa, nessuno venga a proporci un progetto che preveda un tunnel da cerchio a Bussi, oscurando la valle Peligna, facendoci credere che il tratto esistente Pescina - Cocullo- Pratola verrà lasciato aperto comunque tipo "asse attrezzato"».

L'argomento verrà portato anche all'attenzione del Consiglio Provinciale poiché gli interventi annunciati da Toto prevedono modifiche al tracciato anche in altre parti della provincia aquilana. Inoltre sarà chiesto al presidente D'Alfonso un intervento definitivo «che scongiuri con atti ufficiali questo progetto. Fino a quel momento nessuna sosta nella battaglia a difesa del futuro della comunità che amministriamo».

Anche la senatrice Stefania Pezzopane dice no: «questi lavori di ammodernamento dovrebbero migliorare il servizio - prosegue Pezzopane - ma se, a fronte di un tragitto piu' breve di pochi chilometri, una fetta importante di utenza e un intero territorio, gia' penalizzato dal trasporto su ferro, vengono tagliati fuori, non vedo a chi possa giovare un progetto cosi' poco razionale e faraonico nei costi. Senza contare l'impatto ambientale che la realizzazione di un tunnel avrebbe su una zona protetta e limitrofa al parco. Semmai facciamo funzionare l'autostrada che abbiamo e rendiamola piu' economica».