IL BANDO

Immigrati, in arrivo altri 500 extracomunitari nel pescarese

Forza Italia dice no: «in città quartieri ghetto»

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Immigrati, in arrivo altri 500 extracomunitari nel pescarese

PESCARA. Altri 500 immigrati in arrivo a Pescara e in provincia nei prossimi giorni ma Forza Italia non ci sta e chiede di fermare questa ondata.

Ieri in Prefettura a Pescara è cominciata l’apertura delle buste per affidare il servizio di accoglienza di 500 nuovi presunti profughi in arrivo dal primo febbraio (presunti in quanto dovrà essere una commissione apposita a verificare se abbiano diritto allo status di profugo o debbano lasciare l’Italia). Una nuova ondata, dunque, che andrà a sommarsi ai circa 500 extracomunitari già presenti sino a oggi sul territorio dislocati tra gli alberghi sulla riviera di Montesilvano, a Città Sant’Angelo, ma anche a Pescara, come nella struttura privata di San Donato e nel dormitorio della Caritas di via Alento e in quello di via Gran Sasso.

Ora, dopo un periodo di apparente silenzio, arriva un altro bando per individuare su Pescara e provincia le strutture capaci di accogliere altri cittadini extracomunitari  per quello che Forza Italia definisce un «business da 6milioni di euro», visto che per ciascun immigrato lo Stato verserà la quota di 35 euro al giorno, oltre ai benefit come il diritto al telefono al cellulare, o le ricariche.

«Il nostro territorio non può sopportare un tale sbarco», denuncia il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri. «Chi sorveglierà quei flussi, visto che a oggi non sappiamo neanche dove siano finiti i 500 immigrati arrivati nel 2015; chi garantirà che quei 500 nuovi arrivati non facciano perdere le proprie tracce dopo pochi giorni, com’è già avvenuto nei mesi scorsi; da dove arrivano e con quali documenti i 500 immigrati previsti. E poi: come intende affrontare tale emergenza sociale il sindaco Alessandrini visto che una buona quota di quei profughi finiranno di nuovo nel quartiere San Donato, dove si respira un forte clima di tensione? Oggi di nuovo Forza Italia dice ‘no’ a un business vergognoso, di nuovo chiediamo al sindaco Alessandrini, di fronte all’ineluttabilità dei numeri, di salire le scale del Palazzo del Governo e di andare dal Prefetto dicendo chiaramente che Pescara, a fronte dell’emergenza sociale in atto, non può accogliere altri immigrati».

Secondo Sospiri Pescara non può veder investire 6milioni di euro per il sostentamento di presunti profughi, «mentre ci sono 130 famiglie, quelle dei precari della Attiva, e quelli della Maiella Morrone, che sono senza lavoro, senza stipendio, senza un euro per comprare il pane e che vivono sotto una tenda, dinanzi al Comune, nella totale indifferenza di una classe dirigente-Pd incapace di affrontare le urgenze e di scegliere le priorità». Forza Italia annuncia una mobilitazione.

Secondo Sospiri «senza alcuna velleità di strumentalizzazione», anche il duplice omicidio verificatosi domenica a Pescara sarebbe il frutto di una seria condizione di disagio vissuta dai giovani stranieri che decidono di tentare fortuna lontano dalla loro terra: «manca il lavoro, mancano i mezzi per garantire loro piena integrazione, e la microcriminalità è pronta a fare nuovi adepti».

 Sono mesi che Forza Italia continua a lanciare allarmi e denuncia la nascita di quartieri interi trasformati in ghetti, «inaccessibili ai pescaresi, e anche in pieno centro, non è necessario spostarsi nelle periferie: via Mazzini, via Piave, via Silvio Pellico, via Gran Sasso, via Maiella, ci sono strade intere dove l’italiano non è più la prima lingua».

2.620 SBARCHI NEL 2016

Nel 2016 fino ad oggi si è registrato lo sbarco di 2.620 migranti sulle coste italiane, in calo rispetto ai 3.528 dello stesso periodo dello scorso anno. Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Domenico Manzione, nella sua audizione alla commissione Diritti umani del Senato. I dati sulla nazionalità degli arrivi, rileva Manzione, indicano la totale scomparsa di siriani ed eritrei: i più numerosi provengono da Guinea (281), Marocco (239), Gambia (239), Senegal (219) e Mali (201). Il sistema di accoglienza ospita invece quasi 105mila persone.