PIANO DEMANIALE

Piano spiaggia Pescara, Alessandrini: «nessuna cementificazione»

Acerbo contesta: «nega l’evidenza»

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Piano spiaggia Pescara, Alessandrini: «nessuna cementificazione»

PESCARA. Dati e percentuali relative al Piano Demaniale di Pescara sono stati resi noti ieri mattina nella conferenza stampa di presentazione del documento che dovrà essere esaminato ed approvato in Consiglio Comunale.

Le informazioni sono state diffuse dal sindaco Marco Alessandrini, dal vice sindaco e assessore al Demanio Enzo Del Vecchio che ha illustrato piano e cubature anche in presenza dei tecnici e funzionari del settore comunale di competenza che ha provveduto ad elaborare la bozza.
«Non è un piano che cementifica l’arenile come si sta invece dicendo in questi giorni – chiarisce il sindaco Marco Alessandrini –. Considerato che il Piano demaniale parte dall'esistente, l'aumento riguarda lo 0,51 per cento dell'intero arenile in concessione. Nasce con l’idea di perseguire un obiettivo: rendere migliore la nostra spiaggia».

Il primo cittadino ha lanciato anche un invito: non avere approcci ideologici, ma pragmatici perché «in ballo c'è lo sviluppo sostenibile di una parte della nostra città, l'incremento delle potenzialità turistiche che deve fare i conti anche con la qualità: non proponiamo ideologiche cementificazioni, ma la razionalizzazione sostenibile dell'esistente».
L’ultimo piano spiaggia risale al 2007.

«Da allora ad oggi l’Amministrazione comunale non ha fatto nulla per mettere ordine all’arenile – ha detto invece il vice sindaco Enzo Del Vecchio – Sorvolando su iter e tempi, la bozza dovrà essere votata in Consiglio ed è naturale che venga integrata e modificata siamo certi in meglio».

I NUMERI

Il piano interessa circa 60 ettari l'arenile, di questi 54 ettari sono in concessione a 98 strutture balneari e circa 6 ettari destinati a spiaggia libera. Di quelli in concessione 30.609,57 metri quadrati sono coperti da pavimentazione pari al 5,66 del totale e 30.639,82 mq con tettoie e volumi pari al 5,67% del totale.

Le nuove superfici per volumi e tettoie che possono essere realizzate secondo il futuro piano ammontano a 3.068,39 mq in totale, pari allo 0,51 dell’arenile. C’è inoltre da considerare che in base al piano demaniale che è invece vigente ci sono ancora 2.853 mq di superfici da realizzarsi, pari allo 0,48% che i concessionari non hanno ancora utilizzato o perché non interessa, oppure perché non possono.

Dunque: fra il vecchio e il nuovo piano restano in astratto da poter realizzare 3.068,39 metri quadri in volumi e tettoie, pari allo 0,51 per cento del totale, ma prima che tale cubatura possa concretizzarsi è necessario rispettare i parametri del piano, che chiede ai concessionari di attenersi al limite dell’occupazione massima del 25 per cento per il fronte di visuale e dei 30 metri di profondità lineare nella fascia dei servizi e ciò significa che chi è oltre tali limiti, dovrà adeguare le strutture entro il termine richiesto dal piano.

Non basta. Attualmente delle 98 strutture, 55 concessioni sono già oltre i 250 mq di superficie, mentre 43 stanno al di sotto. Per le prime la differenza in termini di nuova superficie per volumi e tettoie è di 610,43 mq e interessa in tutto 15 concessioni balneari, salvi restando gli altri limiti del piano (in pratica lo 0,11 dell’intero arenile).

Fra le strutture più piccole la differenza fra vecchio e nuovo piano è di 2.457, 96 mq. L’aumento di cubature del 30 per cento di cui si è polemicamente parlato «è solo uno spauracchio», ha assicurato Del Vecchio, «che non trova concretezza nella realtà dell’arenile pescarese, né nel piano che stiamo lavorando».

LA RIMOZIONE DEI GAZEBO

Altro «spauracchio» è la non rimozione di gazebo e quant’altro durante l’inverno: è previsto esattamente il contrario. L’articolo 8 comma 2 lettera b, infatti stabilisce che tutte le strutture mobili siano “permanenti” solo rispetto alla stagione balneare, finita quella vanno rimossi.

«Stiamo redigendo un vero e proprio piano particolareggiato che per la prima volta non guarda solo al realizzato, ma anche a come si realizza», ha sottolineato Del Vecchio: «i gazebo, ombrelloni e palme devono essere ricomprese in un progetto munito anche di autorizzazione paesaggistica, c'è un vincolo che riguarda la bellezza, prevista dal piano all'articolo 7».

I BUNGALOW

Infine l’ipotesi bungalow che deve trovare conferma nella volontà dell'imprenditore e deve essere verificata all'interno delle percentuali previste dal piano. «Queste sono le norme», chiude il vice sindaco, «che si chiede di perseguire per andare incontro alle esigenze dell'Amministrazione che vuole tutelare il demanio marittimo, ma farlo in modo da non frenare lo sviluppo, purché sia sostenibile. Per il mancato rispetto di quanto contenuto nel piano si applica la procedura della decadenza della concessione».

ACERBO: «DANNO I NUMERI»

Insoddisfatto delle spiegazioni l’ex consigliere comunale di Rc, Maurizio Acerbo: «prima hanno cercato di far credere che l'aumento del 30% fosse un atto dovuto perché imposto dal piano regionale. Dopo che persino il dirigente della Regione li ha smentiti, ora sono passati ai giochi di prestigio e negano persino di voler aumentare i volumi da edificare sul litorale. Sul piano c'è scritto che i volumi potranno aumentare del 30% e in alcuni casi (gli stabilimenti aperti tutto l'anno con un tot di dipendenti) persino raddoppiare.
Sono decine le concessioni che potranno ampliare dimensioni andando a chiudere definitivamente la vista mare. Altro che 0,51%. Se ci aggiungiamo poi l'effetto delle altre norme che eliminano obbligo rimozione recinzioni e strutture mobili l'effetto è disastroso. Invece di prendere in giro la cittadinanza abbiano almeno la decenza di difendere le proprie proposte dicendo la verità. E' davvero incredibile la faccia tosta con cui si nega l'evidenza. Offensiva verso cittadini e associazioni che hanno presentato circostanziate osservazioni e la richiesta di ritirare un piano sbagliato.Invece di pensare a come ampliare l'edificazione della spiaggia Del Vecchio e Alessandrini si dedicassero alla questione dell'inquinamento che la prossima estate Pescara rischia di nuovo di rimanere non balneabile per lunghi tratti di costa». 
Acerbo insiste con la campagna #iovogliovedereilmare e invita cittadini, sindacati, associazioni ad aderire mandando una mail a: iovogliovedereilmare@gmail.com

DI PAOLA: «NUMERI SBALLATI»

«Non si può calcolare la percentuale di occupazione calcolando tutta la superficie dell'arenile, compresa l'area degli ombrelloni e la battigia», contesta però Loredana Di Paolo. «Il Comune ritiri il Piano e si occupi del grave inquinamento delle acque: ad oggi su gran parte del litorale pescarese c'è il divieto di balneazione. I numeri che ieri in conferenza stampa il sindaco Alessandrini e il vicesindaco Del Vecchio hanno dato, per giustificare lo spropositato aumento di volumetria previsto dal nuovo Piano Spiaggia, sono clamorosamente ingannevoli.

Lo 0,51 % è un dato falsato in quanto si riferisce a tutta la superficie dell'arenile compresa l'area deputata all'elioterapia e l'area di 5mt della battigia (che è un'area di libero transito dei bagnanti). Il 30% di aumento di volumetria riguarda solo la fascia destinata ai servizi (30 mt dalla linea delimitata dai muretti del fronte mare) ed è un aumento spropositato rispetto alla situazione attuale della riviera di Pescara. Per stessa ammissione dell'amministrazione questo aumento riguarderà ben 44 concessioni su 98, di cui 55 hanno realizzato occupazioni per ben oltre il limite massimo dei 250mq ( Piano vigente). Alessandrini e Del Vecchio poi hanno omesso di dire che aumenterà anche la percentuale di fronte mare occupato di un 5% . Nel nuovo Piano infatti si fissa al 30% il limite di occupazione ( a fronte del 25% attuale) per gli stabilimenti che hanno un fronte mare superiore i 40 mt ( la maggior parte delle concessioni). Alessandrini e del Vecchio omettono anche di dire che le nuove norme prevedono lo scomputo di tutti gli impianti mobili , dei locali tecnici e di tutte le occupazioni necessarie all'adeguamento della normativa sulle barriere architettoniche. Quindi il 30% di aumento è destinato ad essere ulteriormente incrementato».

Presentazione PDC Per Conferenza Stampa(1)