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Processo Teodoro vs Sabatini: ascoltati i testimoni del Pd

Sindaco, Marco Presutti e Ciafardini. Colletti: «azione minacciosa»

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Processo Teodoro vs Sabatini: ascoltati i testimoni del Pd

PESCARA.  Questa mattina, nel tribunale di Pescara, sono stati ascoltati il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, il consigliere comunale Marco Presutti e la segretaria provinciale del Pd Francesca Ciafardini, nell'ambito della causa civile intentata dal politico pescarese Gianni Teodoro nei confronti di Enrica Sabatini, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Pescara. Teodoro, sei volte candidato sindaco, due volte vice sindaco con il centrodestra e consigliere comunale, a più riprese, sia con il centrodestra che con il centrosinistra, ha avanzato la richiesta di un maxi risarcimento da 250 mila euro, «per danni morali, biologici, all'identità personale e sociale, alla reputazione, all'onore, al prestigio, al decoro, all'immagine e alla vita di relazione».

 Sotto accusa le parole pronunciate dalla Sabatini in aula, in occasione dell'insediamento della giunta Alessandrini, contro la nomina di Veronica Teodoro, figlia di Gianni, nominata assessore all'età di 19 anni.

 Il padre della giovane esponente della giunta pescarese, questa mattina ha assistito all'intera udienza, che è iniziata intorno alle 9.20, con la testimonianza del sindaco che è durata oltre un'ora. In seguito, davanti al giudice Gianluca Falco, è stata la volta di Presutti.

Infine è stata chiamata a riferire Ciafardini. Complessivamente sono 12 i testimoni citati dalle parti e nel corso della prossima udienza, in programma l'11 marzo, saranno ascoltati altri consiglieri comunali. Nelle 13 pagine che compongono il fascicolo, i legali di Teodoro contestano diversi passaggi del discorso pronunciato dalla Sabatini il 7 luglio del 2014. La capogruppo del M5s aveva parlato di «assoluta mancanza di onestà e libertà intellettuale evidenziata dalla scelta del sindaco», facendo riferimento al concetto di «familismo amorale teorizzato da Banfield», che chiama in causa «il comportamento di chi agisce in vista del proprio tornaconto per massimizzare i vantaggi materiali ed immediati della propria famiglia e in totale avversione al benessere della comunità».

 Al vaglio del giudice anche altre affermazioni della Sabatini: «La nomina della figlia di Teodoro è il più chiaro e triste esempio di quanto la vecchia politica, sotto le vesti di un falso rinnovamento - é un ulteriore passaggio del discorso contestato - si dimostri come sempre inadeguata, ricattabile e ricattatoria, oltre che assolutamente incapace di perseguire il bene comune».

 Gli avvocati di Teodoro, nell'atto di citazione, hanno descritto l'intervento della capogruppo pentastellata come «un'aggressione gratuita e immotivata alla sfera personale e familiare, dal contenuto oggettivamente diffamatorio nei confronti di uno stimato, rispettato e apprezzato uomo politico e onesto amministratore, esposto al pubblico disprezzo, alla pubblica denigrazione personale e morale, oltre che al ludibrio della sua immagine pubblica».

 ALESSANDRINI: «BARBARIE PORTARE QUESTIONI POLITICHE IN TRIBUNALE». E POI: «HO QUERELATO 30 PERSONE»

 «Viviamo in un tempo barbarico, nel quale tutte le questioni politiche finiscono nelle aule giudiziarie. E' un clima che non amo e che testimonia un momento di forte contrapposizione politica. Oggi siamo stati un'ora e un quarto a parlare di aggettivi».

 Così il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, al termine della testimonianza che poi però ha aggiunto di aver «querelato penalmente circa trenta persone, che mi hanno rivolto insulti personali e parolacce sul web. In larga parte si tratta di offese collegate al caso riguardante la gestione della balneazione».

Un fenomeno incontrollabile e non arginabile quello del turpiloquio da “social network”che non è altro che lo specchio della società dove la violenza (in questo caso verbale) impera dando vita a “sfoghi” che prima rimanevano confinati nelle quattro mura dei bar. 

«Sarà il giudice a valutare le ragioni della richiesta di Teodoro - ha proseguito Alessandrini - Quel che è certo è che la libertà di insulto non è accettabile ed io, proprio per questo, ho querelato quelle persone che mi hanno insultato».

Gli insulti sono insulti e per questo –per fortuna- molto riconoscibili da parte di chiunque ed i giudici allenati dovrebbero essere favoriti; altra cosa invece è la critica, anche aspra ma legittima ed in certi casi doverosa, che certi politici invece proprio non sopportano

 Dopo Alessandrini è stato ascoltato il consigliere comunale del Pd, Marco Presutti, che ha commentato: «E' sempre increscioso quando si finisce nei luoghi della giustizia, la politica dovrebbe restare all'interno dei luoghi deputati. Oggi sono qui per rendere una dichiarazione pro veritate».

 Infine è stata la volta della segretaria provinciale dei democratici, Francesca Ciafardini.

«Nel fare politica - ha rimarcato Ciafardini - occorre prima di tutto rispettare le persone».

Il deputato M5s Andrea Colletti difensore di Sabatini ha invece commentato : «Gianni Teodoro, con questa richiesta di risarcimento, vorrebbe far sentire la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Enrica Sabatini, sotto minaccia. In realtà non si possono accettare deroghe ai diritti alla libertà di espressione e alla critica politica».

 Il processo è ancora lungo e ci vorranno almeno altre tre udienze se non di più per vedere la fine del primo grado per cui è probabile che la sentenza non arriverà prima di un anno e mezzo.

Sta di fatto che un caso del genere forse non era mai accaduto prima d’ora e mai uno scontro così aspro e duro era stato avvertito dai cittadini tra gli schieramenti politici.

Tra qualche tempo si potranno valutare i pro ed i contro di questa brutta pagina di storia cittadina, anche dal punto di vista politico,  ma il diritto e la giurisprudenza in materia parlano chiaro e prima o poi il verdetto finale non potrà che essere quello che prevede l’incomprimibilità della libertà di espressione e di critica di un consigliere comunale, critica politica, semmai aspra, peraltro incardinata in un caso di cui si è parlato anche a livello a nazionale destando scalpore.

L’azione giudiziaria, se non altro, ha permesso di spostare l’attenzione dal nucleo centrale e politico  della vicenda al processo stesso.