IL FATTO

Pizzoferrato, il sindaco Fagnilli: «non sono indagato, non devo preoccuparmi di nulla»

Nei giorni scorsi il consigliere Tarantini aveva messo in guardia il primo cittadino

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Pizzoferrato, il sindaco Fagnilli: «non sono indagato, non devo preoccuparmi di nulla»

Fagnilli

PIZZOFERRATO. «Non sono indagato e non devo preoccuparmi di nulla».

Così il sindaco di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli, replica al consigliere comunale Carmine Tarantini che nei giorni scorsi sul caso della riapertura delle indagini sul fotovoltaico aveva detto: «il sindaco si preoccupi» e ancora «situazioni di diffusa illegalità ed abusi commessi».

Le dichiarazioni di Tarantini  narravano di documenti dai quali sarebbero emerse situazioni di diffusa illegalità ed abusi commessi sia dalla Dirigenza della Comunità montana e sia dal Comune di Pizzoferrato in capo all’allora sindaco Fagnilli, circa dieci anni fa.

Il sindaco Palmerino Fagnilli, non avendo ricevuto alcun avviso di garanzia è rimasto sconcertato dalle dichiarazioni del consigliere e il giorno dopo l’Epifania, con la riapertura del Tribunale, si è recato in Procura a Lanciano e Chieti per richiedere  copia del proprio “certificato in ordine ad eventuali iscrizioni nel registro degli indagati”.

Al sindaco sono stati rilasciati i suoi certificati: «le Procure certificano», spiega il sindaco, «che non sono indagato in alcun procedimento e, quindi, non esistono indagini in corso a mio carico, né quelle delle quali confusamente parla Tarantini e riportate nell’articolo, né altre».

Secondo il primo citatdino «è evidente che  Tarantini oltre a cercare maldestramente una visibilità giornalistica, tenta anche  di mistificare la realtà, diffamando chi in questa vicenda non c’entra niente e che svolge ed ha svolto sempre onestamente il proprio ruolo, nel rispetto della legalità. Il consigliere di minoranza dovrebbe avere quantomeno l’accortezza di dichiarare, fatti dei quali ha la certezza,  questo per  garantire la propria attendibilità e soprattutto per scongiurare azioni giudiziarie nei propri confronti. Anche in questa vicenda e alla luce delle attestazioni fornite dalle Procure ha dimostrato di non essere affatto attendibile».

Secondo Fagnilli «ragioni di opportunità» vorrebbero che il consigliere si astenesse «da estemporanee esternazioni» sull’indagine «perché se è vero che suo fratello Tarantini Nicola è imputato in quel procedimento è anche vero che il Comune di Pizzoferrato, che egli rappresenta nella qualità di consigliere, è parte offesa, ovvero danneggiata. Doveri istituzionali, dunque, imporrebbero un ruolo di terzietà alle sue funzioni e non strumentalizzazioni di sorta  per svolgere difese che sicuramente non gli appartengono. Tra l’altro sorprende che, le situazioni di illegalità ed abusi, che sarebbero state commesse circa dieci anni fa, non siano emerse all’epoca della realizzazione dell’impianto fotovoltaico, da parte dell’Amministrazione guidata da Tarantini Nicola, posto che il Tarantini Carmine all’epoca era anche impiegato presso il Comando Forestale di Villa S. Maria, con competenza, pertanto, anche sul territorio dove l’impianto fotovoltaico è stato realizzato, e bene dunque avrebbe potuto egli stesso, nel pieno esercizio delle proprie funzioni rilevare, aprire indagini e fare quant’altro necessario per accertare  situazioni di diffusa illegalità o abusi dei quali confusamente parla e, dunque, porvi anche rimedio».

«Bene farebbe il Consigliere di minoranza,  a svolgere il suo ruolo solo nell’interesse della comunità», continua il sindaco, «e a rendere lustro all’attività istituzionale e lavorativa che svolge, non commettendo azioni diffamatorie. Non sono indagato in alcun procedimento, come provano i certificati delle Procure, e, quindi, non mi devo “preoccupare”, si dovrà, invece, preoccupare Tarantini Carmine, delle conseguenze delle proprie affermazioni diffamatorie».