L'IMPERMEABILE

Incarico giornalista alla D’Annunzio, scoppia un altro caso

De Carolis contesta, Del Vecchio: «tempo improvvisazioni è finito»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1624

Incarico giornalista alla D’Annunzio, scoppia un altro caso

Il rettore Di Ilio

CHIETI. Una richiesta (l’ennesima) di trasparenza si trasforma in uno scontro (l’ennesimo) tra Goffredo De Carolis, senatore accademico e segretario generale d’Ateneo del Sindacato CSA di CISAL Università  e il direttore generale Filippo Del Vecchio.

Attacchi e accuse reciproche e alla fine la materia del contendere non vede soluzione o spiegazioni. Il clima è teso da mesi e questa nuova vicenda conferma che un punto di incontro è quanto meno lontano ma soprattutto che il dg Del Vecchio  non vuole arretrare nemmeno di un millimetro.

Tutto è cominciato alla Vigilia di Natale quando De Carolis ha chiesto chiarimenti al rettore Carmine Di Ilio circa un avviso per il conferimento di un incarico per ‘attività di comunicazione’. Un incarico, secondo il senatore,  «viziato da carenze».

Anche perché De Carolis ricorda che con la riorganizzazione degli Uffici, così come operata nel 2012, è stato soppresso l'Ufficio stampa di Ateneo e i compiti relativi all'immagine e alla pubblicità sono stati assegnati alla segreteria polivalente della Direzione generale.

«L'avviso», contesta De Carolis, «non risulta sia stato preceduto da informazione ai sindacati né richiesto da organi collegiali interni di governo dell’Ateneo in ragione di sopravvenute esigenze obiettive e motivate. Apparentemente l’Avviso si porrebbe quale ”iniziativa a progetto”, ma così non è poiché qualsivoglia progetto deve essere chiaramente denominato tale e deve contenere, oltre all’impegno prestazionale anche quello economico. Solo in questi termini, il progetto, aperto a tutti i dipendenti, può essere considerato tale. Diversamente assume l’aspetto della classica procedura interna, esattamente dovuta, ma con la previsione  del possibile ricorso all'esternalizzazione, pur trattandosi nel nostro caso di un servizio che è sempre appartenuto all’organizzazione interna con personale strutturato e qualificato».

E’ seguita una lunga lista di domande dirette al rettore: quali e quanti progetti europei sono in essere; quali e quanti progetti finanziati dall'esterno sono in essere;  quali sono le strutture di eccellenza che svolgono i suddetti progetti.. solo per citarne alcune.

Ma nessuna ha trovato risposta.

Anche perché a De Carolis non ha risposto il rettore ma Del Vecchio che gli ha contestato, come prima cosa,  la doppia veste di Senatore Accademico e di Rappresentante di un sindacato. Ma è stata mossa anche l’accusa di occuparsi di argomenti «che sono palesemente estranei alla sua formazione ed al suo ruolo di rappresentante in Senato». «L'invidiabile ampiezza di argomenti coperti dalle sue missive : bilancio, lavoro, Organi e loro competenze ecc. Nei fascicoli dell'Amministrazione non risulta un cursus formativo tanto ampio da consentirgli di spaziare con tanta destrezza su argomenti tanto diversi! Da qui i dubbi del sottoscritto e del  Rettore sulla reale origine delle missive».

Sull’incarico contestato poche certezze se non che «non rientra tra le competenze del Senato e non è nemmeno tra quelle di pertinenza delle relazioni sindacali alle quali si fa appello. Riguardo a queste ultime, l'organizzazione della risorsa  PTA sia a tempo indeterminato e determinato  è affidata dalla legge all'esclusiva competenza delle Amministrazioni. Essa  è solo oggetto di obbligo di comunicazione (non di contrattazione) con la controparte sindacale.  Tale obbligo di comunicazione è stato doverosamente e per iscritto ottemperato al tempo del varo della nuova organizzazione. C'è da chiedersi come mai chi si firma pomposamente "Segretario generale d'Ateneo del Sindacato CSA di CISAL Università" non conosca queste cose». 

«Quanto ai COCOCO (poichè è di questo che si parla)», va avanti Del Vecchio, «il CCNL non prevede alcun coinvolgimento  della parte sindacale: nessuna forma di informazione o comunicazione! E non potrebbe essere diversamente non potendo i contratti di COCOCO essere banditi su attività  ordinarie ed essendo soggetti al superiore controllo della Corte dei conti».

Insomma storia chiusa.

Ma prima dei saluti Del Vecchio avverte: «il tempo delle improvvisazioni che hanno visto in questo Ateneo firmare contratti e fidejussioni milionari al CUS, spostare ingenti somme alla Fondazione sottraendole al controllo pubblico, erogare ad ignari ed innocenti dipendenti somme senza copertura, firmare contratti di cococo per migliaia di euro a dipendenti di ruolo (reato penale),  rilasciare lauree con otto esami - tre abilitazioni - discussione tesi in 1/2 giornata, pagare prestazioni professionali a dipendenti titolari di partita iva, detenere posizioni incompatibili  ecc. è finito da ormai più di tre anni».

«DEL VECCHIO E’ SEMPRE LO STESSO…»

Non tarda ad arrivare la controreplica di De Carolis: « Del Vecchio è sempre lo stesso: aggressivo, offensivo e fuorviante.    E' ovvio che comunque non sono un "tuttologo". Non vorrei neanche apparirlo.  Ma nella mia veste di sindacalista devo intervenire su svariati argomenti e problemi. Questo grazie (anzi purtroppo!) alla pessima gestione dell'Ateneo da parte dei suoi vertici.   Sono stato quindi costretto ad "attrezzarmi" dotandomi di uno staff di consulenti legali ed esperti del Sindacato Nazionale. Le mie lettere e i miei interventi sono, quindi, frutto di un lavoro congiunto».

Tornando al bando secondo De Carolis il problema principale resta che l'Avviso «rimane un oggetto sconosciuto nella sua origine e nella sua motivazione. Non ne sa nulla nessuno, non solo io come sindacalista. Però io posso depositare presso un Notaio un nominativo di futuro possibile “collaboratore”, nel caso in cui l'Avviso interno vada deserto. E possono non esserci candidati perché non ci sono colleghi D-EP con “iscrizione all'Albo dei Giornalisti Pubblicisti”, ma ce ne sono, invece, diversi nella categoria C.
Si conferma l'impressione diffusa che l 'Ateneo sia diventato un luogo privato con ambiguità e segreti».

Secondo De Carolis, inoltre a conferma della triste realtà che l'Ateneo è dilaniato da una guerra dell'attuale vertice (cioè del Rettore) contro la precedente Amministrazione è tutta nella frase finale di Del Vecchio "il tempo delle improvvisazioni . . . è finito".

«Ma chi ha scritto questa frase tiene conto che Di Ilio, su delega espressa dell'allora Rettore, ha firmato la fideiussione al CUS. E' stato Vice Presidente della Fondazione dalla nascita nel 2003 fino al 2013. E' Presidente del Comitato dello sport universitario dal 1999 a tutt'oggi. In questa veste ha partecipato a numerosissimi viaggi all'estero a spese del CUS. Lo sa il Del Vecchio che Di Ilio ha deliberato, come Presidente del Comitato per lo Sport, tutto ciò che lo stesso CUS ha realizzato, acquistato, affidato?»