NUOVE INDAGINI

Conflitto di interessi per giudici? Il gip: «il pm non ha indagato: si approfondisca meglio»

I giudici di Chieti Romandini e Belisari rischiano il processo per non essersi astenuti

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Conflitto di interessi per giudici? Il gip: «il pm non ha indagato: si approfondisca meglio»

Tribunale di Campobasso

CHIETI. «Il pm non ha svolto le indagini sulla violazione dell’obbligo di astensione dei magistrati Alberto Iachini Bellisari e Camillo Romandini limitandosi a considerare la denuncia come una doglianza avverso l’emanazione di un provvedimento di rigetto».
Lo scrive il gip di Campobasso, Libera Maria Rosaria Rinaldi, che ha ordinato nuove indagini in seguito all’opposizione dell’archiviazione presentata da Lorenzo Torto di Rapino, il giovane che venne condannato dai giudici in una causa in cui aveva chiamato in giudizio Rocco Micucci, sindaco di Rapino e attuale presidente della Fira.
Proprio la finanziaria regionale risulta il fulcro di interessi convergenti per i quali sarebbero attinti anche i due giudici che secondo Torto dovevano per questo astenersi.
Anche il gip che ha valutato la denuncia e rigettato la richiesta di archiviazione del pm reputa che vada svolta una indagine approfondita sul punto: i giudici per il presunto conflitto di interessi dovevano astenersi sì o no?
Il pm in realtà aveva argomentato riducendo la denuncia di Torto come un irrituale appello non spiegando in realtà il punto centrale indicato poi nella sua ordinanza dal gip Rinaldi.

Nella stessa ordinanza il giudice scrive che vanno approfondite le notizie fornite dall’istante secondo cui «il padre del dott. Iachini sarebbe azionista della Fira spa di cui Micucci è presidente, mentre il dott. Camillo Romandini sarebbe socio della Banca di Credito cooperativo Sangro Teatino e con sua madre egli era altresì socio di una azienda agricola riconducibile alla Fira spa » (in realtà la società è stata destinataria di finanziamenti erogati dalla Fira ndr).
Altri sei mesi dunque per indagare in attesa di sapere se vi sarà un processo oppure no.
Nell’udienza del 1 dicembre 2015 l’avvocato dei giudici aveva concluso per l’inammissibilità dell’opposizione che «non conteneva alcuna richiesta di accertamenti istruttori».
Nella proroga delle indagini viene estromesso formalmente anche il giudice Nicola Valletta che aveva firmato la sentenza contestata da Torto insieme agli altri due giudici ma verso il quale non vi era alcuna contestazione né un solo atto per il quale si poteva giustificare una accusa.