BUIO PETROLIO

Abruzzo, la Regione contro i referendum anti trivelle. Ecco la prova

D’Alfonso fino a ieri sera su Facebook diceva: «stiamo lavorando»

Redazione Pdn

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NO TRIV PETROLIO ABRUZZO

ABRUZZO. Alla fine il documento è saltato fuori e la certezza è arrivata smentendo di fatto anche le frasi sibilline che il presidente Luciano D’Alfonso aveva postato fino a ieri su Facebook.

La Regione Abruzzo si è costituita in giudizio dinanzi alla Corte costituzionale contro le altre 9 Regioni e a sostegno del Governo per chiedere che il Referendum No Triv sia dichiarato inammissibile.

Lo dichiara con certezza il costituzionalista abruzzese Enzo Di Salvatore che su Facebook mostra anche parti del ricorso firmato lo scorso 11 gennaio dall’ente abruzzese.

Oggi, conferma sempre Di Salvatore, si è avuta analoga costituzione in giudizio anche da parte del delegato regionale a nome del Consiglio regionale, senza però che il Consiglio abbia mai deliberato al riguardo. Quindi il prossimo 19 gennaio davanti alla Corte si troveranno da un lato, il Governo e la Regione Abruzzo e, dall'altro, le 9 Regioni.

Due giorni prima, il 17 gennaio, a Termoli si terrà una riunione dei movimenti anti-trivelle Coordinamento No Ombrina, Trivelle Zero Molise e Trivelle Zero Marche che chiedono una moratoria immediata. Dopo l’ok della Cassazione per il sesto quesito sul divieto delle attività petrolifere in mare entro le 12 miglia, quello che potrebbe salvare l’Abruzzo dalle trivellazioni previste nel progetto ‘Ombrina mare’ (la cui concessione è stata sospesa per 12 mesi), restano infatti irrisolti i nodi dei due quesiti che riguardano la durata dei permessi e delle concessioni e il piano delle aree.

Il primo a parlare dell’uscita dell’Abruzzo dal fronte referendario era stato ieri l’ex consigliere regionale Maurizio Acerbo che aveva intravisto dietro a questa manovra un tentativo di ingraziarsi Renzi e il suo Governo.  Di certo oggi appare una clamorosa notizia che pure bisognerà chiarire al popolo ambientalista che fatica da mesi a fidarsi del governo regionale e delle sue campagne anti petrolio.

«Tutto ciò — prosegue l’ex consigliere regionale ed ex parlamentare, Acerbo — dà la misura della senso dalfonsiano delle istituzioni ché neanche la conferenza dei capigruppo è stata sentita. Non credo che l’avvocatura regionale o il delegato Lucrezio Paolini in questa materia possano legittimamente assumere posizioni senza mandato del Consiglio come invece sembra sia accaduto».

«Si tratta di un atto gravissimo ed irresponsabile, dell’ennesimo colpo inferto alla democrazia nel nostro Paese», fa presente il Coordinamento nazionale No Triv. 

Intanto oggi pomeriggio è arrivato a Pescara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, in prima linea con le altre regioni nel fronte anti trivelle.

Chissà se Emiliano sa già quello che ha combinato il Governo D’Alfonso. Fatto sta che il presidente abruzzese ostenta tranquillità e su Facebook poco prima delle 17 ha pubblicato una foto insieme al suo omologo con la scritta «è sempre un piacere ritrovarsi con il mio amico Michele Emiliano».