LA TRUPPA

Sindaco Penne nello staff di D’Alfonso. Sospiri: «inopportuno»

L’esponente di Forza Italia chiede i documenti a Gerardis

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 Sindaco Penne nello staff di D’Alfonso. Sospiri: «inopportuno»

Rocco D'Alfonso

ABRUZZO. Il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri ha depositato questa mattina in Regione la richiesta degli atti inerenti l’incarico che, secondo alcuni giornali, il Governatore Luciano D’Alfonso avrebbe affidato al proprio quasi-omonimo, Rocco D’Alfonso, sindaco di Penne, come componente del suo stesso staff di presidenza. La nota è stata indirizzata al Direttore generale della Regione, l’avvocato Cristina Gerardis, per avere innanzitutto conferma della notizia e, in caso di riscontro positivo, per poter leggere i documenti di un affidamento che Sospiri definisce «politicamente inopportuno».

«Al di là della stretta contiguità politica del sindaco al presidente», spiega Sospiri, «ci chiediamo come possa infatti Rocco D’Alfonso far valere le ragioni dei suoi cittadini nel difendere le istanze di Penne contro le aberrazioni del presidente Luciano D’Alfonso, a partire dalla chiusura di punto nascita, pronto soccorso e declassamento del nosocomio, dopo essere diventato un ‘dipendente’ del Governatore stesso».

La notizia era già nell’aria da giorni, ma oggi la conferma è arrivata da alcuni organi di informazione: Rocco D’Alfonso, Pd, sindaco di Penne, sarebbe stato chiamato a far parte dello staff del presidente della Regione, Luciano.

«Come possono i pennesi continuare a nutrire fiducia in un sindaco che di fatto sta voltando loro le spalle per pensare alla propria carriera professionale?», domanda Sospiri.

«Sotto il profilo politico è evidente che la manovra di Luciano D’Alfonso mira a liberare una casella e a mettere fuori gioco Rocco D’Alfonso nella partita delle prossime elezioni amministrative, in modo da far candidare a Penne il candidato scelto dallo stesso Luciano D’Alfonso. Una manovra-trappola nella quale Rocco D’Alfonso è finito dritto dritto. Sotto il profilo amministrativo, se l’incarico fosse confermato, lo stesso è chiaramente inopportuno e renderebbe necessarie le dimissioni immediate del sindaco dalla guida della città di Penne. Al direttore Gerardis – ha proseguito il Capogruppo D’Alfonso – ho chiesto, in caso di conferma della procedura, di ricevere copia dell’atto di affidamento visto che al momento non vi è traccia di alcun documento relativo a tale incarico negli albi ufficiali. Al sindaco Rocco D’Alfonso, invece chiedo cosa ritenga più importante: difendere Penne, i suoi cittadini e il suo ospedale, o riportare la ‘pagnotta’ a casa?».

«Le parole del consigliere regionale Sospiri sono il frutto della solita propaganda politica», commenta Alberto Balducci, vicecapogruppo del PD in Consiglio regionale, «e denotano, altresì, una scarsissima conoscenza del ruolo e delle funzioni dell’Ospedale di Penne nel riordino della rete ospedaliera proposto dal governo regionale. Innanzitutto occorre dire che la classificazione del nosocomio pennese come presidio di area particolarmente disagiata, contenuta nel progetto della Regione, è l’unica che consente all’Ospedale S. Massimo di sopravvivere in deroga agli standard fissati dal decreto Lorenzin. In secondo luogo, va ribadito che in base a tale classificazione il Pronto Soccorso pennese non solo non chiuderà, ma rimarrà attivo h24, servendo in tal modo gli utenti dell’intera area vestina».

«Il consigliere Balducci ha sostanzialmente ufficializzato la notizia», gli replica Sospiri. «Ovviamente attendiamo di leggere comunque le carte per dare concretezza materiale a quell’incarico, e con maggiore forza resta in piedi il nostro quesito: come potrà il sindaco Rocco D’Alfonso continuare a difendere in maniera concreta, sincera e politica le scellerate operazioni del suo Governatore D’Alfonso che lo ha cooptato come dipendente nel suo staff in Regione?»