IL SEGNO

Villa Pini, la Regione sblocca l’empasse: D’Alfonso firma il decreto

Mistero sulla procedura, atto ancora non pubblicato. Pare che il sub commissario non abbia firmato

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Villa Pini, la Regione sblocca l’empasse: D’Alfonso firma il decreto

CHIETI. I primi a sapere sempre tutto sono i dipendenti ai quali due giorni fa è stato detto che il commissario alla sanità Luciano D’Alfonso aveva firmato il decreto di compatibilità programmatoria per Villa Pini.

Dunque il messaggio è stato subito chiaro: tenersi pronti perché da un momento all’altro, e con brevissimo preavviso, i dipendenti saranno chiamati per il giorno seguente a prendere servizio a Villa Serena o alla clinica Pierangeli.

Notizie confermate da molti dipendenti ma per il resto tutto tace come sempre intorno a questo argomento che per anni è stato un argomento che ha riempito pagine e pagine di giornali.

Ma quelli erano i tempi andati di Angelini e delle sue battaglie.

Oggi i sindacati sembrano meno incisivi di un tempo e così anche la politica che troppo timidamente attendeva il passo della Regione che a quanto pare è arrivato.

D’Alfonso dunque avrebbe firmato il decreto numero 4 del 2016 che si attendeva da almeno un paio di mesi, ovvero da quando la proprietà di Villa Pini (Pierangeli, Petrucci, Spatocco) aveva di fatto avviato le operazioni di trasferimento e smembramento della casa di cura.

Una riorganizzazione e razionalizzazione dal punto di vista aziendale, un travaso di specialità e posti letto dal punto di vista pubblico della organizzazione sanitaria.

Di fatto si spostano posti letto dalla Asl di Chieti a quella di Pescara sguarnendo ulteriormente l’area teatina che in questi giorni inizia già a risentire delle conseguenze negative: infatti si parla di sovraffollamento all’ospedale Santissima Annunziata e di barelle nei corridoi. Mancando le altre strutture a supporto, tutti i malati sono costretti a confluire al nosocomio. 

Si resta in attesa di leggere il decreto e le motivazioni che hanno spinto il commissario a dare il via libera agli imprenditori privati, legittimando la loro decisione arrivata con largo anticipo.

Resta da capire se corrisponda a verità il fermo diniego di Giuseppe Zuccatelli, vice di D'Alfonso, che era stato invitato "caldamente" a firmare il decreto mentre si sarebbe rifiutato.

Grande attivismo anche del direttore dell’assessorato Angelo Muraglia che ha vissuto giorni di apprensione e anche di contrarietà proprio in seguito agli articoli di PrimaDaNoi.it.

Ed il caso ha voluto che proprio nel giorno dell’ultimo articolo nel quale si spiegava nel dettaglio quali potevano essere gli impedimenti normativi alla concessione del nulla osta, questo sia arrivato.   Evidentemente quello che avevamo riportato era tutto sbagliato oppure la interpretazione delle leggi fatta negli ultimi giorni dalla Regione è stata diversa oppure ancora potrebbe darsi di essere di fronte ad una forzatura.

Magari anche di questo si è parlato nel pranzo “segreto” di sabato scorso sul trabocco a Pescara al quale hanno preso parte noti imprenditori abruzzesi che da sempre gravitano nella sfera dalfonsiana.

Anche questa volta, come quella di molti anni fa, si è parlato di come risollevare le sorti del Pescara calcio e come dare una mano a Sebastiani il patron in cerca di soci e liquidità.

Qualcosa di simile avvenne nel 2006 ed erano i tempi degli “amici della Pescara calcio” una iniziativa di cui poi si è continuato a parlare per anni anche nelle aule giudiziarie.

Ad alzare la voce è rimasto solo l’Intersindacale sanitaria abruzzese che già a fine dicembre aveva sollecitato D’Alfonso a chiarimenti e a pubblicare le carte su Villa Pini. Appello caduto nel vuoto.

Per l’intersindacale la scusa del Decreto Lorenzin per autorizzare i trasferimenti di Villa Pini  non può reggere.

«Indifferenza ed assenza di vigilanza da parte delle forze politiche regionali e provinciali di maggioranza e di minoranza, delle forze sindacali rappresentanti gli operatori sanitari e, cosa ancor più grave, della Amministrazione comunale di Chieti», accusa l’Isa, «indifferenza anche dell’Amministrazione Regionale che, nella persona del Presidente della Giunta Regionale-Commissario ad acta alla Sanità D’Alfonso, non ha sentito la necessità di rispondere alla nostra lettera aperta del 28 dicembre per rendere pubblici i provvedimenti regionali assunti per autorizzare il trasferimento dei posti letto da una AUSL a un’altra AUSL nonostante la vigenza della legge regionale n° 20/2006, della legge regionale n° 32/2007 e della legge n° 5/2008 (Piano Sanitario Regionale 2008-2010)».

Una sottrazione di posti letto per acuti, «un vero e proprio scippo, alla Provincia di Chieti che andrebbero a sommarsi ai posti letto per acuti della Provincia di Pescara rendendo sempre più difficoltoso il lavoro dei reparti medici e chirurgici dell’Ospedale Clinicizzato di Chieti già messo a dura prova nei giorni scorsi, come segnalato da alcuni organi di stampa, per l’aumento dei ricoveri».

«Una perdita di posti letto che, se non bloccata», accusa ancora l’Isa, «priverebbe i cittadini di Chieti e del circondario della possibilità di trovare a portata di mano risposte ai propri bisogni di salute. Una perdita di posti letto che, volendo rispettare quanto previsto dal decreto del Ministro

della Salute n° 70/2015 che prevede la sospensione dell’attività per le strutture sanitarie del privato accreditato non aventi almeno 60 posti letto per acuti, avrebbe potuto essere evitata accorpando i posti letto in una delle due strutture sanitarie del privato accreditato esistenti in Chieti».