L'ESORDIO

Targhe alterne Pescara, solo 17 multe. Commercianti: «città deserta, incassi azzerati»

Negozianti preoccupati: «grande favore ai centri commerciali»

Redazione Pdn

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Targhe alterne Pescara, solo 17 multe. Commercianti: «città deserta, incassi azzerati»

PESCARA. Giornata impegnativa ieri per i vigili urbani di Pescara chiamati a verificare il rispetto dell’ordinanza sulle targhe alterne.

Su tutto il territorio cittadino sono state 650 le macchine controllate dalla Polizia Municipale che ha dispiegato sul territorio 8 pattuglie per il controllo sia del territorio che per altre attività d’istituto, di concerto con le altre Forze dell’Ordine.

Poche le sanzioni, in tutto 17 che hanno riguardato casi di mancato rispetto dell’ordinanza e in un caso un automobilista è stato denunciato a piede libero in quanto alla guida di un mezzo sprovvisto di patente.

«Chiudiamo una prima giornata che ci auguriamo abbia portato giovamento alla situazione dell’aria che da settimane è preoccupante, insieme con le condizioni meteo che speriamo contribuiscano all’abbattimento delle polveri sottili», commenta ottimista il vice sindaco Enzo Del Vecchio.

Un ottimismo che però non investe i commercianti associati a Confcommercio, sconcertati dal provvedimento e ne chiedono la revoca immediata pronti anche a manifestazioni eclatanti di protesta.

«La città è un deserto e nel pieno del periodo dei saldi gli incassi sono azzerati», denuncia Vittorio Fascina del negozio Victor Shoes di via Cesare Battisti.  «Occorre un immediato dietrofront del Comune o altrimenti Pescara muore. Stiamo anche valutando di non far venire i dipendenti a lavorare giovedì e rimanere chiusi».

Della stessa idea Carlo Miccoli del Bar Excelsior su Corso Umberto: «martedì mattina anche nel nostro bar che ha una clientela affezionata l’incasso è sceso del 60 per cento»

«La sola percezione di un’ordinanza di chiusura alle auto ha dissuaso moltissimi a recarsi a Pescara», è convinto Enzo D’Ottaviantonio del negozio Ed’O di via Trento, «e questo rischia di creare un danno permanente in un periodo fondamentale per le attività economiche come quello dei saldi. Evidentemente il Comune vuole il fallimento della città di Pescara che come tutti sanno vive di commercio. E’ un regalo enorme ai centri commerciali».

«E’ incredibile quello che si riesce a fare per distruggere una città. Così si favorisce la grande distribuzione», dice invece Sergio Mazzaferro della Casa del Corredo di Piazza Garibaldi. «E questo dopo cinque giorni di vento fortissimo dai monti verso il mare che ha portato al largo qualsiasi polvere dalle case, dall’aria e dalle strade. Stiamo valutando di riunirci per un’azione di risarcimento danni».

Amedeo Fava di Fava Pelletterie in via D’Annunzio parla invece di «uno scenario desolante. Ci sono momenti che su Via D’Annunzio non si vede una macchina cosa mai successa prima. Vogliono condannarci alla chiusura a vantaggio della grande distribuzione».

«Pescara sembra Bagdad. Sembra sia scoppiata una guerra o un’epidemia», contesta invece Dante Baldassare del Bar Ideale in via Cesare Battisti. «Così possiamo anche stare chiusi due giorni a settimana. Se il commercio muore anche il Comune rischia di non incassare i tributi comunali».

«Nelle giornata più bella e luminosa dell’anno», chiude Nino Bettini, di Capecchi Casa in Corso Vittorio Emanuele, «per di più nel periodo dei saldi, ci ritroviamo con la città vuota. Se continua così presto troveremo molti commercianti alla mensa di S. Francesco».