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Turismo, l’Abruzzo ha bisogno di un nuovo consulente: arriva la “voce” di Expo

Alberto Mina ha accettato. Grandi obiettivi e costi per ora ignoti

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Turismo, l’Abruzzo ha bisogno di un nuovo consulente: arriva la “voce” di Expo

ABRUZZO. Conferire una strategia di alto livello al «disegno di collocazione turistica dell'Abruzzo», con la finalità di offrire alla regione un «carattere definibile e riconoscibile sul mercato italiano e straniero».

 E' l'obiettivo che il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, ha indicato nel corso di un incontro con Alberto Mina, direttore relazioni Esterne di Expo, dal quale ha ottenuto la disponibilità a collaborare per la definizione di un dossier turismo che, come ha chiesto il presidente D'Alfonso, punti ai tre capisaldi della istituzionalizzazione dell'iniziativa "Abruzzo open day", della ricerca dei caratteri identitari e unici della regione, della valorizzazione del segmento enogastronomico e del patrimonio naturalistico.

Dunque un nuovo consulente per lanciare l’Abruzzo nel mondo, non che sia un obiettivo nuovo. Anzi negli ultimi anni simili slogano sono stati all’ordine del girono con risultati spesso deludenti a fronte di ingenti somme spese.

E se c’è stato davvero un male comune nel mondo del Turismo sono stati i tanti “solisti” che hanno cantato ognuno la propria “canzone” senza una strategia comune o gli adeguati investimenti a monte.

Un vero “pacchetto Abruzzo”, riconoscibile ed in grado di fornire opportunità e servizi in grado di stare sul mercato mondiale non c’è di fatto mai stato.

Ora ci prova D’Alfonso nell’era della tecnologia, dei social e di internet dove potrebbe essere molto più facile attirare e comunicare e molto più difficile essere concorrenziali. In una parola il rapporto qualità/prezzo farà la differenza e se questo non sarà davvero competitivo non ci sarà partita e si saranno buttati ulteriori risorse pubbliche.

Nel corso dell'incontro si è valutata la possibilità di agganciare l'Abruzzo al marchio Italia, a selezionare uno o due eventi che diano luogo ad una «eredità permanente» e a strutturare una «sorgente narrativa» in grado di raccontare l'Abruzzo.

Di precipua importanza, nell'ottica di fronteggiare l'alta competizione del mercato, va tenuta in considerazione l'ipotesi di un'alleanza interregionale.

Il Presidente ha dichiarato di «voler elevare l'ambizione degli operatori privati» ai quali sarà chiesta una condivisione e partecipazione attiva, ma anche di voler individuare una governance pubblica che funga da raccordo forte e dia impulso programmatico, anche ai fini della individuazione delle risorse da mettere in campo per il decollo dell'Abruzzo turistico sul mercato nazionale e internazionale.

Secondo le stime del settore Turismo della Regione, in Abruzzo il Pil turistico pesa per otto punti percentuali, ed ogni punto equivale a 250 mila euro. Sono 45 mila le imprese attive nel settore agro-turistico mentre 2400 strutture ricettive garantiscono 109 mila posti letto.

Dopo la pesante battuta d'arresto post terremoto, è in crescita il dato delle presenze turistiche, anche se il numero dei turisti stranieri, pari al 13 per cento, dato destinato sicuramente a migliorare, secondo le attese della Regione.