SANITA' IN MOVIMENTO

La Regione resta a guardare mentre Villa Pini parte con i trasferimenti

Tra misteri e preveggenza ecco che cosa prescrive la legge.

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La Regione resta a guardare mentre Villa Pini parte con i trasferimenti

CHIETI. Nei giorni scorsi sono stati dimessi tutti i pazienti e forse per la prima volta Villa Pini è rimasta un contenitore senza anima né anime.

Tra i dipendenti c’è fibrillazione perché è chiaro che si è in un momento cruciale, di snodo, forse ancora più delicato del momento in cui si avviò il fallimento, subito dopo Sanitopoli.

Molti dipendenti sono fiduciosi perché hanno ricevuto rassicurazioni sia dalla proprietà che dai referenti politici tra i quali D’Alfonso e Paolucci i quali giocano un ruolo determinante insieme ai rispettivi luogotenenti. La promessa è sempre la stessa: nessuno perderà il posto di lavoro, si cambierà solo qualcosa ma magari si andrà a stare anche meglio.

Non c’è, dunque, aria di rivolta anche perché i sindacati, ad eccezione di uno  o due, hanno accolto con favore ogni condizione loro proposta: anche questo è lo specchio di come siano cambiati i tempi….

Dopo un paio di mesi di preparazione i trasferimenti del personale e delle specialità dovrebbero concretizzarsi nei prossimi giorni ma qualcosa ha fatto ritardare i programmi annunciati.

Verso la metà di dicembre la proprietà (Pierangeli, Spatocco e Petruzzi), dopo aver acquisito il parere dei sindacati ma non della Regione, aveva comunicato a tutti che dal 1 gennaio 2016 si sarebbe avviato il new deal: «si va tutti a Villa Serena e alla clinica Pierangeli», disse.

Poi si è posticipato al 4 gennaio, poi diversi dipendenti sono stati messi in ferie –complici le festività natalizie- con l’appuntamento per lunedì 11. Oggi.

Che succederà? Difficile dirlo perché la vicenda del trasferimento sembra toccare corde tra il surreale e l’inspiegabile.

 LA REGIONE NON DICE, LA REGIONE NON FA

Una parola, che sia una, su Villa Pini qualsivoglia politico, magari della zona teatina, potrebbe anche dirla. Magari anche D’Alfonso nella duplice veste di commissario e presidente potrebbe fare chiarezza su cosa stia realmente accadendo e quali procedure siano state attivate. Qualcosina potrebbe dirla anche Paolucci, l’assessore prodigo di risposte senza domande ma avaro di carte. 

Intanto fino ad ora il sub commissario Giuseppe Zuccatelli non ha ancora firmato il nulla osta  di compatibilità programmatoria che pare sia documento fondamentale per autorizzare le operazioni di Villa Pini.

E la stranezza incomprensibile è proprio questa: da una parte, il privato che fa, dispone, firma accordi, decide di trasferire personale con specialità e posti letto e dall’altra su una Regione completamene assente, tanto assente da risultare grottesco più che anomalo.

    Di fatto il privato ha giocato d’anticipo, forse troppo, la Regione è ancora negli spogliatoi. Ma il problema più grosso è: i proprietari di Villa Pini possono fare tutto quello che hanno deciso senza alcun tipo di autorizzazione, richiesta, documentazione o altra diavoleria burocratica?

Se non c’è bisogno di alcunchè allora nessun problema: Chieti si impoverisce, Villa Pini sarà invasa dalle erbacce mentre Pescara si affollerà di strutture sanitarie.

Se, invece, tutto quanto deve essere regolato da una procedura amministrativa allora bisognerebbe che la Regione, il commissario, la Agenzia sanitaria spieghi quale sia e cosa è stato fatto finora.

Dalle informazioni che abbiamo sarebbe stato fatto, in realtà, molto poco e di certo la procedura, semmai iniziata da un paio di settimane, di sicuro non è terminata.

Allora come fa il privato ad aver già programmato tutto senza sapere se la Regione autorizzi davvero il trasferimento dei posti letto?

 Secondo quanto PrimaDaNoi.it ha potuto apprendere le spoglie di Villa Pini sono state così spartite: chirurgia  va a Villa Serena (Petruzzi); lungo degenza e riabilitazione a Spatocco, mentre da quest’ultima parte anche chirurgia che si accorpa a Pierangeli.

 CHE COSA PREVEDONO LE NORME IN MATERIA: TUTTO FATTO?

 Come già anticipato mesi fa da PrimaDaNoi.it il primo ostacolo ai piani di Pierangeli &Co è costituito dal fabbisogno dei posti letto che secondo le norme vigenti hanno una base provinciale per Asl (ognuna ha un numero già stabilito  di posti letto che vengono definiti “saturi”, cioè soddisfano le esigenze).

Trasferire posti letto da Chieti a Pescara significa togliere dalla prima e aggiungere alla seconda ma la legge 32 del 2007 lo vieta.

 

Art 3, legge 32/07,

...il trasferimento in altro comune di strutture sanitarie e socio-sanitarie possono essere autorizzati previa verifica della compatibilità con quanto previsto dagli strumenti della programmazione sanitaria regionale: piano sanitario regionale, piani stralcio, atto di fabbisogno.

 

(….)

Comma 4. Le domande per l'autorizzazione al trasferimento della struttura sanitaria o sociosanitaria sono inoltrate al Comune territorialmente competente.

Comma 5. Il Comune territorialmente competente rilascia il permesso al trasferimento della struttura sanitaria o socio-sanitaria previa verifica di:

a) rilascio da parte del Dipartimento di Prevenzione della ASL territorialmente competente del parere positivo igienicosanitario di congruità del progetto rispetto ai requisiti minimi strutturali, tecnologici ed impiantistici previsti nell'apposito manuale di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 4;

b) nulla-osta di compatibilità, rilasciato dalla Direzione Sanità previo parere obbligatorio e vincolante da parte del Servizio competente, della Conferenza Permanente Regione-Aziende Sanitarie Locali, della tipologia di attività richieste in relazione al fabbisogno complessivo ed alla localizzazione territoriale delle strutture sanitarie e socio-sanitarie presenti in ambito regionale.

:

 

 È stato fatto tutto questo iter, e stato accertato che esiste il fabbisogno nella Asl di Pescara?

Dove sono le carte?

Per essere proprio precisi tale iter, come si vede molto complesso, dovrebbe essere stato attivato almeno nel mese di settembre, se non prima, e terminato un paio di mesi dopo così da dar modo a Pierangeli di dare le assicurazioni dell’effettivo trasferimento.

Se è tutto a posto allora perché Zuccatelli non firma e perché i sindacati che hanno chiesto chiarimenti e carte non li hanno ricevuti?

  In base alla delibera 45/2010, (allegato A, Tab 9a -Valutazione del fabbisogno dei posti letto per acuti nella Asl) per esempio il numero dei posti letto assegnati al privato sono 131 nella Asl di Chieti mentre 210 nella Asl di Pescara e 212 nella Asl de l'Aquila.

Con i trasferimenti programmati si svuoterebbe Chieti che ha già poco più della metà di Pescara mentre si aggiungerebbero posti dove ce ne sono già molti, di sicuro il fabbisogno è soddisfatto e, dunque, si rischierebbe una sovradotazione di posti letto.

Nel caso in cui la Regione dovesse dare il suo nulla osta che logica si starebbe seguendo?

 Tra l’altro il decreto 25/2012 assegna ad ogni casa di cura un numero preciso di posti letto in base sempre al fabbisogno ripartito per Asl. Posti letto e specialità; ogni specialità, tot posti letto.

 Allora quando sono state cambiate queste regole e in base a quali criteri?

 Ci trovassimo di fronte ad una Regione debole, incapace, quasi senza verve potrebbe spiegarsi questo totale abbandono di campo delle istituzioni (non solo la Regione) ma siccome sappiamo che non è così ci deve esser un’altra spiegazione.

Quale?

Vuoi vedere che la Asl unica serve davvero anche a questo?

Sarebbe grave però se servisse solo a questo.

 a.b.