CEMENTO VISTA MARE

Piano spiaggia Pescara, «bozza stravolta e peggiorata»

L’allarme delle associazioni ambientaliste

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Piano spiaggia Pescara, «bozza stravolta e peggiorata»

PESCARA. Il Wwf è stato convocato, insieme ad altre associazioni, dalla Commissione Consiliare “Grandi Infrastrutture e Mobilità” del Comune di Pescara nella seduta di martedì prossimo che esaminerà il Piano Demaniale, il cosiddetto “piano spiaggia”.

Dunque gli ambientalisti hanno preso visione della bozza all’esame del Consiglio comunale e non mancano sorprese. In un primo incontro tra Wwf e vice sindaco Del Vecchio gli ambientalisti aveva già visionato alcuni documenti ma adesso la situazione sarebbe stata ‘aggiornata’ e le modifiche non piacciono affatto agli esponenti dell’associazione, Nicoletta Di Francesco e Denis Del Villano: «le modifiche ci sono state e come, ma a danno dei cittadini, del diritto di tutti a godere del mare e diremmo anche del buon senso: si favoriscono palesemente le richieste di quei balneatori che sono meno attenti alla tutela dell’ambiente e della spiaggia annullando le già scarse garanzie (come la rimozione delle strutture provvisorie; limitazioni edilizie, ecc.) previste dal precedente documento».

Il WWF parteciperà alla seduta della commissione consiliare e sarà presente oggi alla riunione tra associazioni e cittadini che vogliono tutelare il mare dall’inquinamento.

In prima linea anche l’ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. Oggi Rc non ha più rappresentanti in Consiglio ma Acerbo non molla l’osso. Riccardo Padovano, rappresentante di 60 titolari concessioni su cento, mette le mani avanti e difende il piano: «Non faremo colate di cemento, nè aumenti di superficie. Vogliamo solo far ripartire gli investimenti per lavorare anche d'inverno», assicura.

«Ma se non vogliono aumenti di volumetrie», gli contesta Acerbo, «perchè prevedono l'aumento del 30%? Stando aperti anche in inverno scatterà la nuova norma regionale che prevede che il limite massimo di superficie per gli stabilimenti che sono aperti tutto l'anno e che hanno almeno 10 dipendenti passa da 250+30% (325mq) a 500 mq. Mano male che non volevano aumenti».

L'assessore al Demanio Enzo Del Vecchio, smorza le polemiche su presunti ampliamenti “selvaggi” sulle spiagge pescaresi e spiega che «il 50% degli stabilimenti già supera abbondantemente le metrature imposte dal piano demaniale, quindi perché dovrebbero chiedere più metri quadri?»

 Secondo i dati di Del Vecchio almeno il 50% degli stabilimenti usufruirà quindi degli aumenti di volumetria. E quanti sono quelli che hanno superato già i 250 mq ma abusivamente e con la nuova norma verrebbero sanati?

 Per Francesco Pagnanelli, presidente della commissione infrastrutture, il primo comandamento del nuovo piano spiaggia è: «recuperare la vista mare, spostando le cabine davanti o dietro agli stabilimenti e riposizionandole sull’arenile senza con questo produrre incrementi di superficie».

 «Senza produrre incrementi di superficie?», domanda Acerbo. «E come mai prevedono l'aumento del 30%? E per quanto riguarda le cabine si possono far spostare senza dare la destinazione ricettiva (camere da affittare) a quel volume. E come si tutela la vista mare se col nuovo piano non si debbono nemmeno togliere le strutture mobili a fine estate e si eliminano divieti e limiti a recinzioni? Le balle raccontate oggi dai promotori del "piano spiaggia"non sono le prime. Qualche settimana fa il vicesindaco Enzo Del Vecchio sosteneva che il Comune era obbligato a consentire gli aumenti di volumetria degli stabilimenti. Fesseria che abbiamo ampiamente smontato».