INCUBO PERMANENTE

La diga foranea costruita in difformità rispetto al progetto (ma nessuno se ne è accorto)

Scandali e vergogne senza fine su un’opera che ha distrutto lo sviluppo di una città

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La diga foranea costruita in difformità rispetto al progetto (ma nessuno se ne è accorto)


 ABRUZZO. Qualcuno diceva che i segreti sono sempre nascosti nei posti più impensabili. A volte sono lì, alla luce del sole, dove tutti possono vederli e per questo non… notarli.

Qualcosa di simile è capitato ai molti scandali abruzzesi dove notizie spesso di dominio pubblico sono passate ‘inosservate’: solo mettendole in relazione l’una con l’altra il loro significato cambia profondamente.

L’ultimo caso è quello della diga foranea costruita alla fine del 1995 con un progetto approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nel 1988. Erano gli anni del sottosegretario Nino Sospiri che molto fece per l’Abruzzo e per la sua Pescara.

Ora accade che in una relazione alle opere da realizzare per porre rimedio (con i soldi pubblici) allo scempio realizzato prima dalla diga foranea e poi dal “porto nuovo di secca” realizzato nel 2000 e inaugurato nel 2005 da D’Alfonso e Sospiri, viene riportata una frase secca e lapidaria ma sconvolgente nel suo significato.

La frase –notata dai Forum dell'acqua- ambientalisti che hanno depositato osservazioni ai progetti da realizzare- si riferisce alla difformità al progetto originario e letteralmente suona così «con un tracciato della diga che non rispettava integralmente quello dei disegni esecutivi».

Nella sostanza la diga foranea è stata realizzata in difformità da quanto stabilito dal progetto esecutivo.

In altre parole e nel resto del mondo si sarebbe chiamato “abuso edilizio”; non a Pescara dove i migliori segreti sono custoditi alla luce del sole grazie ad una catena colossale di distrazione dei soliti controllori che evidentemente nulla hanno verificato e controllato.

 In realtà la relazione allegata agli atti dei nuovi e contestati appalti della barriera soffolta e del taglio della diga foranea è stata integralmente copiata da un’altra relazione, più datata, che era alla base del contestato dragaggio poi attenzionato dalla Procura della Repubblica de L’Aquila. Erano i tempi del commissario straordinario al dragaggio Guerino Testa.

La relazione pubblicata nel 2011 anche sul portale della regione Abruzzo è su carta intestata della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Commissario delegato per il “superamento dell’emergenza del porto” (emergenza mai superata) e porta la firma

del responsabile del procedimento Paolo D’Incecco, il progettista Paolo De Girolamo, le collaborazioni tecnico scientifiche di un nugolo di esperti blasonati tra cui Paolo De Girolamo, Quintilio Napoleoni già affidatario diretto della copertura della megadiscarica di Bussi, Alberto Noli e altri.

 Ora per noi è impossibile spiegare come sia stato possibile che un’opera così importante e così contestata per 20 anni sia stata realizzata in difformità rispetto al progetto.

 Per noi è impossibile spiegare come sia stato possibile che nessuno se ne sia mai accorto fino ad ora.

E’ impossibile spiegare come sia possibile scrivere una tale verità eclatante e cardine per chi conosce la storia locale e non saltare sulla sedia o farla passare come una cosa… normale o non rilevante.

Secondo alcune “leggende” (da sempre sulla bocca di pescatori ed operatori ma mai valorizzate o verificate) la diga foranea sarebbe stata costruita molto più vicina alla costa dove i fondali sono più bassi e dunque si sarebbe risparmiato materiale. 

Sempre secondo queste leggende datate la diga non sarebbe mai stata collaudata e non sarebbe mai stata accatastata.

Voci tanto incredibili da essere sempre state bollate, appunto, come “leggende” ma che oggi invece potrebbero rivelarsi quella vox populi che molte verità racconta.

Ora è chiaro che –non potendo sperare su alcun intervento giudiziario di verifica- bisogna fare chiarezza prima di versare altro cemento tombale sugli scandali del passato già abbondantemente coperti da omertà e connivenze.

Spieghino allora gli occupanti protempore delle istituzioni coinvolte come si debba interpretare quella frase e a che difformità ci si riferisce.

Per noi è impossibile capire quali effetti nefasti possa avere avuto ancora questa difformità di un progetto che già se fosse stato realizzato perfettamente sarebbe stato (come è stato) un dramma senza fine con ripercussioni incalcolabili sull’economia locale e danni immensi per il mancato sviluppo di uno scalo portuale che poteva cambiare il volto della città.

Chi può spieghi chi e perché abbia deciso di realizzare l’opera in difformità: di chi furono gli ordini?

E poi ci sono le incredibili e immense responsabilità di una decina di enti pubblici a tutti i livelli che avrebbero dovuto controllare la perfetta realizzazione di una così impattante opera pubblica mai sottoposta a valutazione di impatto ambientale.

L’opera davvero non fu mai collaudata? Fuori i progetti originali ed oggi con le moderne tecnologie sarà facile verificare le difformità grazie ai satelliti.

Come è stato possibile che nessuno si sia accorto di nulla ed abbia parlato?

Quale ditta realizzò l’opera?

Chi fu il direttore dei lavori e chi i collaudatori incaricati?

Certi scempi non finiscono ma fanno dei giri immensi e poi ritornano.

Inutile parlare oggi di responsabilità penali ma un fardello enorme se lo porteranno per sempre tutti i soggetti che avrebbero dovuto accorgersi di tutto questo e di tutti gli altri scempi realizzati nell’abito della costruzione del porto, uno scempio non datato e archiviato ma attualissimo tanto che ora non basteranno 300 mln di euro per porvi rimedio con i nuovi e contestatissimi progetti.

Ma visto che con questa piccola frase notata dagli attenti ambientalisti si riapre un mondo (di nefandezze) quale ente pubblico oggi avrà il coraggio di citare in giudizio i responsabili di un’opera con questa storia alle spalle e pure costruita male rispetto al progetto?

Forse non è troppo tardi per una causa civile per danni che, comunque vada, non riuscirà a risarcire una comunità che ha avuto la sventura di pagare il prezzo di un mancato sviluppo economico e sociale a causa di un porto che è stato e sarà una vergogna difficile da prescrivere. Una iattura resa possibile solo grazie ad una classe politica troppo distratta e superficiale.

a.b.

Relazione Tecnica 28-07-2011 Progettoprimostralcio