SCANDALO INFINITO

Porto Pescara, Del Vecchio ‘indovino’ rassicura: «nessun rischio inondazioni»

Ambientalisti sconcertati: «servono simulazioni non bastano le parole»

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Enzo Del Vecchio

PESCARA. «Non ci saranno inondazioni, non ci sono mai state neanche da quando c'è la diga foranea».

Il vice sindaco Enzo Del Vecchio veste i panni del mago Otelma e si lancia in una previsione per smentire le preoccupazioni degli ambientalisti. Con i nuovi lavori alla diga foranea non ci saranno problemi di sorta, caso chiuso.

Appare quanto meno azzarda la replica del numero due di Palazzo di Città, se non altro perché le calamità naturali degli ultimi anni ci hanno insegnato che previsioni certe è difficile farne ma Del Vecchio si prende oggi la responsabilità di garantire che in futuro problemi non ci saranno.

Una presa di posizione netta nel tentativo di tranquillizzare gli ambientalisti che ieri hanno ufficialmente contestato i lavori previsti in porto.

Le associazioni sono preoccupate per eventuali ricadute sul fiume e sulla sicurezza: lo stesso studio di un'equipe universitaria allegato ad uno dei due progetti («stranamente non depositato per quello della diga foranea») ammette che con i nuovi interventi (barriera soffolta e apertura della diga) il Porto rimarrà inagibile per diversi giorni l'anno perché le onde entreranno altissime nel Porto canale rendendo impossibile la navigazione.

«Siamo consapevoli delle criticità esposte dagli ambientalisti, non è una scoperta. Sono nel progetto», ha detto il vicesindaco.

«C'è un piano regolatore portuale che ha deciso l'apertura della diga foranea e dei moli che vanno costruiti, e la cosa deve essere fatta per gradi e noi andremo strada facendo con i lavori - prosegue Del Vecchio - Sappiamo che ci possono essere delle criticità per un certo lasso di tempo, lo sa anche la Capitaneria di Porto che può ordinare lo stop in ogni momento».

E anche su alcune procedure degli appalti Del Vecchio rassicura: «ora faremo una foratura di 100 mt nella diga e per realizzare il nuovo porto occorreranno tempi lunghi, ma conosciamo tutte le criticità. Quanto agli appalti citati dal Forum, sono con riserva di legge, cioè non si procede prima dell'ok della Via. Insomma, sono procedure che accelerano i tempi, ma nel rispetto della legge»

Ma le dichiarazioni del vice sindaco non convincono gli ambientalisti: «Del Vecchio sostiene che era consapevole delle criticità segnalate. Perchè non le ha comunicate lui alla popolazione, alla stampa e agli operatori portuali che oggi proprio durante la conferenza stampa delle associazioni sono cascati dalla nuvole rispetto al futuro del Porto?»

 Ma anche sul rischio alluvioni gli ambientalisti invitano alla cautela e sottolineano che sebbene Del Vecchio arrivi ad escludere rischi di fatto mancano simulazioni su quello che accadrebbe con una piena contemporanea alla mareggiata proveniente da nord: «poichè la logica dice che se arrivano onde altissime nel Porto canale il deflusso del fiume diventa molto più difficile, se sono state fatte elaborazioni tranquillizzanti dalle Università Del Vecchio farebbe bene a divulgarle, visto che nei fascicoli progettuali non ci sono. Forse dovremmo essere semplicemente rassicurati dalle sue parole?»

Tra l'altro questa simulazione dovrebbe avvenire nel cosiddetto ‘worst case scenario’ e, cioè, nell'eventualità peggiore, con le onde in arrivo alte 4,5 metri (le elaborazioni, esclusivamente sulla navigabilità e non sugli effetti sulle piene del fiume, con quelle preoccupanti conclusioni, sono state fatte con l'onda in arrivo alta 2,5 metri).  

Ma dubbi restano anche sugli appalti: «le norme comunitarie, a cui crediamo il Comune di Pescara voglia adeguarsi, dicono da 40 anni (cioè dal 1985) che la procedura di VIA è propedeutica a qualsiasi altra fase progettuale e, anzi, deve essere svolta proprio quando tutte le opzioni, compresa quella zero, sono possibili.