POLITICA E SIMPATIA

Pubblicità istituzionale, scoppia il caso Asl L’Aquila. «63 mila euro a giornali e siti»

Anche PrimaDaNoi.it contattata nei mesi scorsi…

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Giancarlo Silveri

Giancarlo Silveri

L’AQUILA. Sta facendo discutere la delibera della Asl di L’Aquila che affiderebbe 63 mila euro di contributo per sedici tra televisioni, blog e quotidiani web.

Il condizionale è d’obbligo dal momento che tra i ‘fortunati’ è stato inserito anche questo quotidiano che però, come spiegheremo più avanti, poco o nulla sapeva.

La notizia è stata riportata nei giorni scorsi da Il Centro che ha svelato una delibera del 24 dicembre scorso nella quale la Asl assegna questi soldi per una attività di pubblicità istituzionale.

L’idea è quella di  «utilizzare media televisi locali, testate giornalistiche e siti web d'informazione per comunicazioni istituzionali e trasmissioni di approfondimento».

Nella delibera firmata il giorno della vigilia di Natale c’è anche la specifica dei fondi assegnati: 12mila euro a Tele Sirio, 10mila a LaqTv, 6mila euro a testa per Abruzzoweb e Radio L'Aquila 1, 4.500 euro per Il Capoluogo, 4mila a PrimaDaNoi.it, 2.500 euro per uno a Marsica Live e al periodico Vola, 2mila euro a testa per L'Editoriale, L'Aquila Blog, Abruzzo24Ore, Centroabruzzonews, Onda Tv, Antenna 2, Tv Sei e Aquila Tv.

Quello che si chiede alle testate, come recita la delibera, è la «diffusione di informazioni istituzionali riguardanti l'azienda, la diffusione dei comunicati redatti dall'ufficio stampa aziendale, la realizzazione di spot, redazionali, interviste e quant'altro considerato utile al raggiungimento degli obiettivi».

Nelle ultime ore ha ‘alzato la voce’ il sito aquilano News Town che non è stato contattato dalla Asl aquilana per un eventuale sponsorizzazione scrivendo: «Certo, un'idea l'abbiamo sul perché la società editrice di questo giornale non sia stata contattata dal responsabile del Settore relazioni esterne per un preventivo. Qualche effetto lo avranno pur procurato le inchieste con le quali, in questi anni, abbiamo cercato di raccontare la gestione del management della Asl aquilana diretta da Silveri».

Esclusi perché scomodi e tutti i prescelti ‘compiacenti’, sembra di capire.  

Comunque il direttore di PrimaDaNoi.it, Alessandro Biancardi, aggiunge oggi qualche dettaglio alla notizia, spiegando di aver appreso dai giornali dell’incarico ricevuto e della cifra stanziata (anche) per il suo quotidiano: «diversi mesi fa, poteva essere addirittura aprile o maggio, fummo contattati dall’ufficio relazioni esterne della Asl che in una telefonata esplorativa ci informava di questa volontà della direzione di acquistare spazi a pagamento. Una cosa la ricordo bene: si voleva acquistare lo spazio per la pubblicazione di comunicati stampa. Io feci presente che per quelli non c’era bisogno di pagare (visto che vengono già pubblicati gratis, come tutti quelli che vengono inviati alla nostra email) ma che la redazione giornalistica si riservava comunque il diritto di valutarli, selezionarli, tagliarli e altro. Abbiamo detto chiaramente che si potevano acquistare banner e se invece proprio si volevano i cosiddetti “redazionali” (che mai abbiamo in precedenza accettato) ci sarebbe stata l’indicazione chiara e la scritta “redazionale a pagamento”.
Dopo quella telefonata non abbiamo più saputo nulla né ci è stato notificato alcun atto o comunicazione, nemmeno informale, né mai abbiamo fornito loro un nostro tariffario per le inserzioni pubblicitarie».

«Per quanto riguarda la scelta, i criteri, le cifre», insiste Biancardi, «nutriamo molti dubbi che sono poi quelli di sempre che da un decennio animano il mercato illiberale della pubblicità istituzionale. Il mercato della pubblicità istituzionale non sarà mai libero fino a quando non saranno resi obbligatori criteri oggettivi e misurabili per tutti e fino a quando tutti potranno concorrere realmente lasciando finalmente da parte l’abusato criterio della… simpatia».

Sul caso è intervenuto anche il presidente dell’ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta: «se la ripartizione economica ha riguardato l'informazione (comunicati stampa, interviste, notizie) allora - siamo di fronte a un fatto preoccupante che mette in forse l'autonomia e l'indipendenza della stampa, doveri irrinunciabili per la sua credibilità e per l'esercizio dell'attività giornalistica. Aspettiamo di conoscere la certificazione che gli organi di informazione dovranno produrre - conclude - per dimostrare la "regolare effettuazione delle prestazioni" e per poter percepire il "contributo" della Asl».

Per i non addetti ai lavori bisogna specificare che tutti glie nti pubblici inviano comunicati stampa alle redazioni che vengono più o meno pubblicati, elaborati, cestinati nel pieno diritto e libertà dei giornalisti ed in quanto tale è totalmente gratuito.

Vi è poi una “cosa” che viene chiamato “redazionale” che è invece un articolo pubblicitario a pagamento che le leggi attuali consentono a patto che vi sia chiara la dicitura “articolo a pagamento”. Se l’articolo è a pagamento ma la scritta non c’è si può parlare sicuramente di pubblicità , magari anche occulta ma non certo di giornalismo.  

 Secondo il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci il caso evidenzierebbe «problemi e contraddizioni che attengono al delicato rapporto tra istituzioni pubbliche, in particolare quelle locali, e mass media».

«Se è vero», spiega Pietrucci, «che la linea di demarcazione e la distinzione dei ruoli tra istituzioni e mezzi d'informazione deve essere chiara e definita perché è tra le questioni in base alle quali si misura la qualità di una democrazia, è altrettanto vero che il potere pubblico, nella sua dimensione di servizio alla collettività, ha la necessità e il dovere di servirsi dei mass media per la divulgazione delle informazioni.  Vanno tuttavia, e sarà l'oggetto di una mia interrogazione al Presidente della Giunta regionale oltre che di una lettera a tutta la Giunta, con l'obiettivo di prendere tutte le iniziative che occorreranno, fugate tutte le ambiguità.

Innanzitutto va affermato un corretto, trasparente ed equilibrato sistema di relazioni tra istituzioni locali e mezzi di informazione. Quindi, in base ai principi individuati, occorre stabilire i criteri oggettivi di cui avvalersi per diffondere le informazioni di servizio alla collettività. Va deciso quando è legittimo spendere risorse per la pubblicità sui mass media e come scegliere di volta in volta le testate da utilizzare per un'efficace trasmissione del messaggio, oltre che i parametri per stabilire le modalità e il valore degli investimenti».

Ora questa polemica si inserisce come tante altre nell’alveo della campagna elettorale che sta per iniziare a L’Aquila e dove la politica tutta cerca di ottenere il massimo vantaggio così come da sempre tutte le forze politiche hanno fatto negli anni.

Nulla di nuovo sotto il sole.

La verità è che è la stessa politica a non avere alcun interesse a risolvere queste questioni e cioè creare criteri oggettivi e trasparenti per assegnare risorse della pubblicità istituzionale (peraltro spesa resa obbligatoria dalla legge sulla trasparenza) anche le ultime iniziative nel campo dell'informazione regionale “sponsorizzate” dalla presidenza del Consiglio della Regione Abruzzo di alcuni mesi fa sono miseramente naufragate.     

Ad ogni modo PrimaDanoi.it si riserva il diritto si analizzare le richieste specifiche ed analitiche che saranno inoltrate dalla Asl non escludendo nemmeno l’ipotesi di non accetare l’incarico.

ASL L'AQUILA Delib 2232