ANNO NUOVO SANITA' NUOVA

La sanità abruzzese si incaglia su Asl unica e Villa Pini

Il 2016 si trascina dietro i misteri del 2015

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SILVIO PAOLUCCI

Silvio Paolucci

ABRUZZO. Nell’era in cui la trasparenza dovrebbe essere al massimo storico per cultura, politica, esperienza e norme inderogabili, in Abruzzo sembra essere ripiombati indietro nel tempo nonostante le grandi promesse di trasparenza dell’attuale governatore Luciano D’Alfonso.

E proprio sulla trasparenza si stanno giocando le battaglie più aspre: quella della poltrona in consiglio regionale occupata “abusivamente” da Sara Marcozzi per protestare contro l’opacità del bilancio e la mancata consegna di carte utili per studiarlo, quella della sanità altrettanto opaca che ha caratterizzato il mandato dello stesso commissario D’Alfonso e dell’assessore Paolucci.

Non sfugge nemmeno al lettore più distratto che la vicenda della fine del commissariamento è stata una bufala propinata più volte ad arte e che si è rivelata infondata, senza peraltro fornire adeguate spiegazioni.

C’è poi l’incredibile storia dell’emendamento presentato in commissione e scritto non si sa da chi per favorire ancora una volontà le cliniche private e quelle ricadenti nella associazione Aiop, un emendamento passato di mano in mano il cui proponente istituzionale potrebbe essere lo stesso D’Alfonso così come insinuato dall’ex presidente Chiodi in consiglio regionale. Il mistero rimane e nessuno ha sentito il dovere di chiarire.

Mistero anche sul piano della sanità e del riordino: l’assessore Paolucci a mozzichi e bocconi ha spiegato cosa cambierà ma un documento ufficiale non è stato ancora presentato e dunque come sarà riorganizzata la sanità in regione è ancora una storia da raccontare.

C’è poi la Asl unica che la giunta di centrosinistra vuole ed ha scritto nel programma: secondo i proponenti farebbe risparmiare soldi ma dietro questa verità molto parziale ci sarebbero altre ragioni molto più pratiche come la possibilità di un maggiore controllo della politica una volta rimossi i quattro manager.   

Sempre sulla Asl unica si era aperto un altro fronte che riguardava Villa Pini poichè l’attuale legge in vigore non permetterebbe il travaso di posti letto da una asl ad un’altra come sta avvenendo da Chieti a Pescara. Si era detto che l’unificazione avrebbe favorito e legittimato il passaggio che di fatto è già cominciato molti mesi fa.

Anche su Villa Pini aleggiano misteri proprio sul trasferimento di personale e specialità: sembra incredibile ma nessuno riesce a vedere i documenti che autorizzano lo spostamento  operato dalla nuova proprietà (Pierangeli, Spatocco, Petrucci). Della vicenda si è parlato anche in consiglio regionale senza però riuscire ad ottenere né carte né risposte.

Bastano questi pochi esempi per capire che forse uno sforzo comunicativo in più basterebbe per indorare la pillola che per molti è più una supposta per niente indolore.

E di tutto questo se ne parla poco anche a causa degli strani silenzi di alcuni sindacati che in altri tempi invece erano molto più caustici. L’intersindacale da alcuni giorni chiede la pubblicazione delle carte   che autorizzano quanto sta accadendo a Villa Pini ma l’appello è caduto nel vuoto. Il documento tuttavia sarebbe stato approntato nei giorni scorsi (ma sempre molto dopo l’avvio delle procedure di trasferimento) ma pare che stia attendendo da giorni alcune firme che stentano ad arrivare per ragioni nemmeno a dirlo… ignote. Anche sul punto né commissario né assessore alla sanità hanno proferito parola.

Ed invece di parlare dei contenuti e dei fatti tra un po’ esploderà l’ennesima guerra dei campanili sulla Asl Unica e la solita rivalità tra Pescara e L’Aquila quest’ultima sede del capoluogo (scippandola alla prima) ed ora sede deputata della nuova Asl unica.

Più importante dei contenuti, dei cambiamenti, dei reali benefici di questa rivoluzione copernicana sanitaria sarà l’orgoglio del territorio (quello però becero provinciale che fa gioco a certi tipi di strumentalizzazioni).

 Altra promessa, speriamo non disattesa, sarà quella dell’avvio del fascicolo elettronico sanitario, un progetto nato 10 anni fa arenatosi per ragioni mai chiarite fino in fondo e poi ha trovato nuovo impulso grazie alle graffianti beccate del presidente D’Alfonso che ha denunciato lo scandalo del “fantasma Dedalus” prima ancora di capire bene chi e cosa era e quali interessi enormi giravano dietro al progetto del fascicolo digitale.

 Da aprile –promette Paolucci- gli abruzzesi potranno disporre di una cartella sanitaria virtuale che raccoglie e rende disponibili tutte le informazioni e i documenti clinici di un cittadino, prodotti sul territorio regionale, per medici e operatori socio-sanitari anche di strutture diverse.

 Tutta la storia sanitaria del paziente, completa e in continuo aggiornamento, viene riportata in un unico fascicolo, consultabile per via telematica, in ogni momento e da qualsiasi luogo, da medici e operatori socio-sanitari espressamente autorizzati.

Gli operatori, infatti, possono inserire nel fascicolo le informazioni di propria competenza e consultare le altre, sempre dopo il rilascio del consenso al trattamento dei dati da parte del paziente. La Giunta Regionale, su proposta dell'assessore Silvio Paolucci, ha approvato la delibera individuando le azioni programmatiche per l'avvio del sistema informatico. Lo scopo principale è quello di agevolare l'assistenza al paziente, offrire un servizio che può facilitare l'integrazione delle diverse competenze professionali, fornire una base informativa consistente, contribuendo al miglioramento di tutte le attività assistenziali e di cura, nel rispetto delle normative per la protezione dei dati personali. Il FSE oltre a perseguire finalità di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, potrebbe favorire anche la costruzione di sistemi monitoraggio a supporto della programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza sanitaria, nonché supportare studi e ricerche scientifiche in campo medico, biomedico ed epidemiologico.

L'atto approvato pianifica le fasi operative e i rispettivi adempimenti in capo alle strutture regionali (Dipartimento per la Salute e il Welfare, l'ARIT, la Direzione Generale della Regione e le AA.SS.LL.) con l'intento di implementare, in ambito regionale, il sistema comprensivo di tutti i contributi derivanti dal SSR come refertazione e diagnosi, cartelle cliniche dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta (coinvolgendo le relative associazioni di categoria) e altre eventuali soluzioni di gestione per l'assistenza del paziente.