SANITA'

Ospedale Psichiatrico Giudiziario, l’Abruzzo ad un passo dal commissariamento

La regione è ancora inadempiente

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

199

Ospedale Psichiatrico Giudiziario, l’Abruzzo ad un passo dal commissariamento

ABRUZZO. Mentre nei giorni scorsi anche gli ultimi internati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Secondigliano sono stati trasferiti alla Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) allestita dalla Regione Campania, l’Abruzzo, ancora inadempiente, è a un passo dal commissariamento.
La denuncia arriva dal presidente regionale dell’associazione Antigone, Salvatore Braghini che ha anche presentato tale situazione alla V Commissione del Consiglio regionale alla presenza del presidente Mario Olivieri.
«La Regione Abruzzo - spiega l’associazione Antigone, che porta avanti insieme al comitato regionale StopOPG la battaglia per risolvere il problema - è stata diffidata dal Ministero della Salute quale atto preliminare al commissariamento, perché non ha ancora provveduto alla rimodulazione del programma per il superamento degli OPG (continuando a mantenere attiva la delibera di istituzione della Sicurezza a Ripa Teatina), e non si è dotata dell’Organismo di monitoraggio sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, anche per avere finalmente dati ufficiali sul numero di persone abruzzesi e molisane con la misura di sicurezza dell'internamento e che verrebbero ospitate nella Rems».
Il presidente regionale di Antigone ha esposto in audizione le molteplici problematiche di ordine sanitario nelle carceri abruzzesi: carenza di personale, insufficienza di apparecchiature elettromedicali, un elevato numero di ricoveri in ospedale con oneri per l'amministrazione in termini di personale di scorta, mezzi e sicurezza (come dimostrato dalla recente evasione dal carcere di Pescara).
Per Antigone si potrebbe ovviare a molti problemi attraverso la dotazione di apparecchiature informatiche adeguate (moderni ecografi e apparecchi radiografici, almeno nei grandi istituti come Sulmona) e mediante il ricorso alla telemedicina.
L’avvocato Braghini ha posto anche il problema della mancata messa a norma dei locali, dal momento che l’amministrazione sta predisponendo ancora gli elaborati tecnici ma diversi locali non sono a norma.
In alcuni Istituti andrebbe potenziato il servizio infermieristico (è il caso di Teramo, Sulmona e L'Aquila) per problemi connessi alla distribuzione della terapia, che avviene in sezione a causa dell'ingente numero di visite mediche e specialistiche richiedenti la presenza dell'infermiere.
Un problema comune a tutti gli Istituti è legato, inoltre, alle protesi dentarie: queste non rientrano nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e pertanto sono precluse alla quasi totalità della popolazione carceraria, tanto che i detenuti vanno avanti ad anti infiammatori o antibiotici ed a diete forzate, con ulteriori problemi per la salute.

«La Regione - chiede Antigone - dovrebbe stanziare dei fondi appositi in modo che ogni ASL possa provvedere almeno a un numero di 10 protesi annuali nei grandi/medi Istituti (Sulmona, Teramo, Pescara, Lanciano) e almeno 5 negli altri».
Inoltre, risulta insufficiente l’assistenza psichiatra: «atteso il forte disagio correlato alla detenzione, mentre per i detenuti disabili non vi sono strutture adeguate. Anche questo spiega il perché dei numerosi scioperi della fame, atti di autolesionismo, forme di protesta, violenze e aggressioni tra detenuti e verso la polizia penitenziaria e finanche i suicidi».