IL MECCANISMO

Fira, la corsa per salire sul carro delle Start up: fondi pubblici, paradisi fiscali e opacità

Venture capital con soldi pubblici: 13 mln per far lavorare 48 persone. E si parte con la seconda trance…

Redazione Pdn

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FIRA

ABRUZZO. Magari hanno ragione loro quando storcono il naso e accusano questo quotidiano di essere troppo “tignoso”. Magari sono loro ad essere stati abituati male dalla stampa troppo accondiscendente. Però i fatti sono fatti e contribuiscono a descrivere uno scenario complesso.

Prendiamo, per esempio, l’ottima iniziativa del bando Start Hope che cerca con il lanternino imprenditori in erba bisognosi di sostegno economico e di supporto tecnico e professionale e li si coltiva fino a farli crescere e farli esplodere sul mercato. E’ un’ottima iniziativa ma il fatto che si sappia solo quello che la stessa Fira vuole far sapere non significa né che ci sia informazione piena o che vi sia trasparenza.

Infatti se si tolgono le iniziative pubblicitarie (nel senso più ampio possibile), nulla si sa dei criteri adottati per gestire questo impegnativo esperimento di “venture capital” con soldi pubblici, primo in Abruzzo, terra di sicuro non nota per imprenditori disposti a rischiare scommettendo sulle idee altrui.

Così come nulla di documentato si è saputo fino ad ora della attività della Fira degli ultimi 5 anni se si escludono i bilanci (l’ultimo tra l’altro in pesante perdita) o che respinge ancora le richieste di accesso agli atti dei consiglieri regionali o al massimo concede loro la “grazia” di qualche documento. Il tutto è da sempre demandato al controllo della Regione che è socio al 51% della stessa Fira, eppure in passato (chissà oggi?) la Regione poco ha potuto nel controllo della attività della società che gestisce centinaia di milioni di finanziamenti pubblici.

 

E’ con questi presupposti che si gestiscono centinaia di milioni di euro non senza l’ombra di qualche conflitto di interesse o qualche maldicenza. Nonostante le notizie pubblicate già anni fa sull’altro progetto “Smart”, cioè di una creazione di una nuova impresa creata dalla finanziaria regionale insieme ai più grandi e influenti imprenditori locali, nulla si è saputo e alcun dibattito si è aperto circa scelte di opportunità e possibili conflitti di interessi. Va tutto bene così a tutti.

A parte le opinioni, poi, è un fatto che nella prima trance del bando Start Hope tra le 27 imprese neonate tra il 2013 ed il 2015 finanziate per un totale di oltre 13 mln di euro ci siano anche imprese non abruzzesi con sedi in altre regioni.

E’ già una prima stranezza visto che i soci pubblici e privati della Fira sono abruzzesi, che la Fira è società mista con maggioranza di capitale pubblico ed ha come scopo quello di svolgere attività varie ma che abbiano ricadute sul territorio regionale (è infatti una “finanziaria… regionale”).

In alcuni casi però i finanziamenti regionali abruzzesi volano via per entrare nelle casse di imprese fuori regione ma questa cosa finora non è parsa strana a nessuno della Regione Abruzzo (controllore).

 DALL’ABRUZZO CON AMORE

E’ il caso, per esempio, della App Tripper srl che conta tre addetti ed una sede legale a Napoli e sviluppa una app per turisti che viene definita «innovativa» e suggerisce itinerari artistici utilizzando il Gps. Una idea che è piaciuta tanto anche a Confindustria che, a sua volta, l’ha adottata. Da Fira ha ricevuto 500mila euro per il lancio, è partecipata dalla finanziaria regionale e tra i sindaci e membri di controllo è stato nominato Antonello Lupiani, commercialista di Guardiagrele, che pare sia un amico di lunga data del futuro ex presidente e segretario generale della Fira, Rocco Micucci.

 ALLA FIRA PIACCIONO I VIDEOGAMES

Oppure c’è la Foodquote srl che si occupa di videogiochi, conta tre addetti ed è basata a Foggia finanziata con 500mila euro. Questa ditta Micucci la conosce molto bene perché si è autonominato consigliere del cda insieme a Fabrizio Berardi di Pescara mentre presidente del cda di questa società è un giovane 21enne, Fabio Di Gioia, che di fatto non controlla la società, visto che la Fira ha una quota societaria maggiore della sua (27,4% contro il 25,91%), così come altri soci minoritari sono Mario Sorbo, Massimo Carandente, Mario Griariotto, Hrm srl, Axel Sringer plug and play accelerator gmbh .

 Tra le giovani idee finanziate ma non abruzzesi c’è la Mangatar srl con appena 70mila euro e dentro la società Fira ha nominato Raffaele Mauro, evidentemente promettente figlio di Giuseppe, professore di economia, già nel cda Fira nominato da Del Turco. Insieme a lui c’è Alessandro Felizzi, commercialista preparato, neo presidente del Rotary di Pescara e sfruttato non poco dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che spesso richiede i suoi servigi per nulla semplici (come nel caso della Saga). Nella Mangatar tra le altre cose c’è anche la Digital Investment sca Sicar con sede in Lussemburgo.

 

I videogiochi vanno per la maggiore e così anche Milkyway srl riceve 500mila euro per sviluppare i suoi passatempi elettronici con base a Spilamberto (Modena) con 7 addetti. La Fira ha nominato nel cda Mario Marzovilla già Consigliere nel cda di “Provincia e Ambiente SPA” e appena Nominato Presidente del Consac. Amico e collega di Studio di Guerino Testa, Ex-Presidente Provincia Pescara (NCD) e dunque anche collega di Studio di Andrea Di Prinzio che è nel cda della Fira. In pratica se al telefono cerchi Di Prinzio è capace che ti risponda Marzovilla.

Innovativa deve essere anche la Ad2014 che ha ricevuto 450mila euro da Fira e sono arrivati dritti a Torino dove lavorano 4 dipendenti. Anche qui Rocco Micucci si è autonominato nel cda della società portandosi dietro Piergiuseppe Mammarella che a Vacri conoscono molto bene perché spesso è in comune… nella stanza del sindaco. Anche questa società incrocia Confindustria visto che tra i soci figurano, oltre ad Amedeo Perna, anche Marco Gabriele Gay, attuale presidente di Giovani Confindustria, la stessa Confindustria con la quale Fira collabora attivamente proprio nell’ambito del bando Start Hope organizzando eventi, campionati digitali e premi.

 

A Milano, invece, sono finiti 350mila euro per i videogiochi della goalShouter srl che ha un solo addetto ma anche qui c’è Rocco Micucci ancora effettivo presidente della Fira in carica che controlla dall’alto del cda insieme ad Alessandra Rossi de L’Aquila. La società è stata fondata nel 2013 ma forse solo per un gioco del destino ritroviamo tra i proprietari, oltre al 56,77% della Visup Srl, un 22.26% ancora della Digital Investment S.C.A. Sicar con sede in Lussemburgo, mentre il 10.27% è della Fira.

Di fatto la Digital Investment riceve due finanziamenti dalla Fira che finiscono nel noto paradiso fiscale.

 ALLA SALUTE: NATA E FINANZIATA

E poi c’è la Viniexport che ha fatto appena in tempo a nascere (marzo 2015) per essere premiata con 400mila euro e si trova a Napoli. Per controllare che i fondi pubblici siano ben spesi esportiamo un pezzo di politica abruzzese: Antonio Tavani, imprenditore alberghiero, ex- Vice Presidente della Provincia di Chieti, ex sindaco di Fara S. Martino in quota Fratelli d'Italia, già finanziato dalla Regione Abruzzo per rimodernare il suo albergo; e Piergiuseppe Mammarella sindaco di Vacri che totalizza una doppietta.

 A Roma dovrebbe esserci Tiassisto24 di Michele Romagnoli che ha letto e criticato il nostro primo articolo sull’argomento Start Hope ma sulla sua azienda fino a poco tempo fa non c’erano molte informazioni nemmeno alla Camera di commercio e non è possibile nemmeno sapere chi la Fira ha nominato come controllori… Romagnoli che è strenuo difensore del bando della Fira di sicuro colmerà questo “nostro” gap informativo…

 Anche a Trento arrivano i soldi della Fira ben 200 mila euro a Skypassgo srl tra i revisori figura Massimo Meschini di Pescara.

 

13 MLN DI EURO PER FAR LAVORARE 48 PERSONE

 A conti fatti grosso modo con i 13 mln di euro sganciati dalla Fira lavorano 48 persone che figurano formalmente tra dipendenti e collaboratori delle imprese finanziate.

A questi però devono aggiungersi i “controllori” che Fira ha piazzato tra gli organi delle società finanziate per monitorare il corretto utilizzo dei finanziamenti. Si tratta di un numero esiguo, in realtà, anche perché alcuni nomi si ripetono; a farla da padrone, sarà un caso, ma c’è proprio il futuro ex presidente Fira, Micucci con ben 5 incarichi.

Un altro caso è che molti  “controllori” sono tutti dell’area chietina e vicini al mondo della politica, quella frequentata anche dal sindaco di Rapino (Rocco Micucci) e in mancanza di spiegazioni sui criteri di scelta non si può escludere che siano stati scelti proprio direttamente da Micucci, magari per intuitu personae.

 Non si sa dunque con quale criterio sia stato nominato anche Giacomo Agostinelli che è il vicepresidente Fira, o Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale (centrodestra) che ricorre due volte ed è chiamato a vigilare sul finanziamento più alto affidato alla Oncoxx Biotech srl di Lanciano, una innovativa società che si occupa di medicina e che tra i soci vede anche Lorenzo Spatocco, noto imprenditore delle cliniche private, già socio di Luigi Pierangeli.

Nella Oncoxx Spatocco si divide la proprietà con Fira, Saverio Alberti la Seed Consulting srl e Giovanni Di Pierdomenico.

Tra i fortunati controllori ci sono poi anche Luca Saraceni rappresentante di Lista di Forza Italia vicino a Nazario Pagano, Andrea Cirulli, Monica Astrologo (compagna di Michele Russo ex presidente Gtm), Maria Elena Degli Eredi, Alfonso Di Giamberardino da Pianella, Giovanni Tremante segretario Pd di Spoltore.

Di sicuro tutti professionalmente preparati e controllori attenti ma è difficile smentire il fatto che se si fa parte del mondo della politica si ha davvero una marcia in più. Quali criteri siano poi stati utilizzati per scegliere le imprese assistere e quali scartare è un capitolo a parte ma non meno nebuloso.

Anche questa è la Fira che si avvia al 2016 e che sta bene a tutti.

Quasi a tutti.

a.b.