INCONCLUDENZA DECENNALE

Area di risulta, «burattinaio D’Alfonso pronto a muovere i fili del burattino Alessandrini»

Centrodestra pronto alle barricate: colata di cemento»

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Area di risulta, «burattinaio D’Alfonso pronto a muovere i fili del burattino Alessandrini»

PESCARA. La giunta Alessandrini si prepara alla ‘succulenta’ partita delle aree di risulta e in un sol colpo cancella il Teatro, dimezza i parcheggi, riduce a un quinto l’area destinata a verde e, soprattutto, regala alla città una colata di cemento di 16mila metri cubi, ossia due torri da venti metri di altezza l’una, in pieno centro, per case e negozi.

Forza Italia pronta alle barricate e soprattutto il partito di centrodestra si dice convinto che dietro tutta l’operazione ci sia «il burattinaio» (D’Alfonso) pronto a muovere i fili del suo burattino, Alessandrini appunto.

«Il sindaco Alessandrini e la sua giunta si preparano a una delle più grosse cementificazioni del nostro tempo su Pescara», denunciano il consigliere regionale Lorenzo Sospiri e il consigliere comunale Marcello Antonelli, «approfittando della scadenza del vincolo di inedificabilità delle aree, decaduto nel luglio 2011 e che mai il governo di centrodestra ha pensato di violare, nonostante le reiterate accuse, in tal senso, di esponenti del Pd, come Moreno Di Pietrantonio, o di Rifondazione comunista, come Maurizio Acerbo, o ancora dell’Italia dei Valori, come Adelchi Sulpizio».

IL TEATRO SPARISCE

E soprattutto si preparano alla privatizzazione dei parcheggi comunali a pagamento. Nel 2013 la giunta Albore Mascia ha approvato e presentato ufficialmente il progetto preliminare per la riqualificazione dei 13 ettari del centro cittadino, ripartendo esattamente da quanto stabilito nel Piano regolatore generale tuttora vigente, ossia: servizi, verde urbano e spazi per la cultura.

Già pronto il progetto del Teatro dell’Adriatico, 1.200 posti a sedere, con annessa sala polivalente, da utilizzare come ‘ridotto’, per una spesa di 20milioni di euro che sarebbe stata sostenuta interamente dalla Fondazione PescarAbruzzo. Un progetto che aveva suscitato anche l’attenzione di archistar del calibro di Fuksas e Sir Norman Foster.

Poi i servizi, ossia 3mila posti auto: 2mila previsti nella parte sud delle aree; circa mille sul versante nord, di cui circa 500 come parcheggi pertinenziali seminterrati, ossia box-garage da vendere ai residenti del centro, lasciando tutti gli altri come posti auto a rotazione. Poi il verde: confermati sui 13 ettari ben 46mila metri quadrati di verde e parco attrezzato; e ancora, avevamo previsto 6mila 600 metri quadrati di Terminal bus capace di ospitare la presenza contemporanea di 50 pullman e, infine, 28mila metri quadrati destinati a nuova viabilità. Un progetto che aveva lasciato di stucco i partiti di sinistra, durante una riunione convocata per illustrare i dettagli dell’intervento, riunione alla quale presero parte proprio il capogruppo del Pd Di Pietrantonio, e quello dell’Idv Sulpizio, oggi assessore della giunta Alessandrini, contrari alla nostra proposta.

«VELLEITA’ SPECULATIVE»

«Con il nostro progetto», contestano gli esponenti del centrodestra, «avevamo allontanato definitivamente qualunque velleità speculativa e qualunque possibilità di cementificazione di quelle aree che rappresentano il cuore centrale della città, una delle ultime occasioni per dotare Pescara di servizi fondamentali, e per questo quel progetto andava fermato. E oggi il sindaco Alessandrini ha svelato la propria ‘visione’ di quelle aree, peraltro lo stesso sindaco Alessandrini che nei mesi scorsi si era vantato di aver affidato all’Università ‘d’Annunzio’ lo studio sullo sviluppo delle aree di risulta, incarico che oggi non ha più senso: oggi ha cancellato i parcheggi, prevedendone appena 1.220 a silos a fronte dei 3mila previsti nel programma di riqualificazione del centro-destra, addirittura meno di quanti ne esistono oggi, una cifra ridicola a fronte delle reali necessità di Pescara. Non solo: che la firma del progetto sia quella del sindaco-ombra D’Alfonso si capisce proprio dalle premesse, ossia per allettare i privati a partecipare all’investimento, Alessandrini ha annunciato la volontà di affidare la gestione di tutti i posti auto a pagamento della città ‘oggi nelle mani di Pescara Parcheggi, alla società che realizzerà gli interventi sulle aree di risulta’».

Secondo Sospiri ed Antonelli si torna all’incubo dei varchi con il pedaggio per entrare in centro, e alla privatizzazione del settore con il salasso sulla sosta su tutte le aree della città, comprese quelle tutt’attorno all’ospedale civile.

E poi: cancellato il Teatro, mandando all’aria il finanziamento di 20milioni di euro della Fondazione; sparito verde e parco attrezzato, prevedendo appena 9mila metri quadrati di verde a fronte dei 46mila metri quadrati del centrodestra.

Capitolo cemento: 16mila metri cubi, concentrati in soli 800 metri quadrati, per negozi e appartamenti, prevedendo, evidentemente, due torri da venti metri di altezza l’una, 7 piani fuori terra, e aprendo la strada a un centro commerciale in pieno centro, di fronte al Bingo, che farà sfumare il Centro commerciale naturale sul quale puntava il centrodestra.