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La riserva non c’è, la Regione commissaria il Borsacchio

Incaricato Fabio Vallarola di attuare la legge regionale

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La riserva non c’è, la Regione commissaria il Borsacchio

ROSETO. L'architetto Fabio Vallarola, attuale direttore dell'area marina protetta "Torre del Cerrano", è il nuovo Commissario straordinario della Riserva naturale regionale "Borsacchio". Lo ha nominato questa mattina la Giunta regionale su proposta dell'assessore alle Aree protette, Donato Di Matteo.

La nomina del Commissario straordinario si è ritenuta necessaria «in ragione del fatto che a tutt'oggi né la Provincia di Teramo né il Comune di Roseto hanno provveduto alla piena attuazione dell'art. 69 della legge finanziaria regionale del 2005» che istituiva la Riserva naturale e indicava una serie di prescrizioni a carico del Comune e della Provincia per l'avvio della gestione.

Tra i compiti che la legge affidava al Comune di Roseto c'era anche l'elaborazione, entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge, di un progetto pilota di gestione finalizzato all'occupazione di disoccupati e inoccupati avvalendosi di associazioni di protezione ambientale, di consulenti, di società cooperative, del Corpo Forestale, dell'Università e dell'istituto zooprofilattico "Caporale".

Il mandato commissariale dell'architetto Vallarola avrà una durata di 24 mesi e dovrà verificare lo stato di attuazione e realizzazione della sistemazione dei cartelli segnaletici perimetrali, l'elaborazione di un progetto pilota di gestione, la definizione dell'organo di gestione della Riserva, provvedere all'affidamento dell'incarico per l'elaborazione del Piano di assetto naturalistico, l'adozione del piano stesso da parte del comune di Roseto ed infine la predisposizione di un programma di attuazione che dovrà indicare modi, tempi e costi. L'attività del commissario verrà esercitata a titolo gratuito.

Giulio Sottanelli, deputato di Scelta Civica e presidente di Abruzzo Civico ha detto che «l’amministrazione di Roseto di Enio Pavone ha perso 3 anni di tempo e tante opportunità per far crescere il nostro territorio e per fare della Riserva un motore di sviluppo e di occupazione per tanti giovani. Tutto questo è stato possibile solo grazie alla totale inadeguatezza della classe dirigente che purtroppo guida la nostra città e che in tre anni non è stata minimamente capace di dare seguito a quanto previsto dalla legge regionale n. 29 del giugno 2012 di Revisione dei confini della Riserva naturale. E’ enorme il danno subito dai rosetani per questa inadeguatezza: a pagarne il conto è tutta la città che ha perso un’occasione di sviluppo turistico e quindi economico, il prezzo più duro da digerire è quella pagato dai tanti, giovani e meno giovani, che hanno perso l’occasione di lavorare nella Riserva e nel suo indotto turistico».