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Sevel, lavoratori senza ferie e pausa tagliata, da oggi è sciopero

Straordinari obbligatori, ci si ferma solo il 4 gennaio

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Sevel, lavoratori senza ferie e pausa tagliata, da oggi è sciopero

ATESSA. Crescita dei volumi di lavoro in casa Sevel e diminuzione dei diritti dei lavoratori.

 La denuncia arriva dalla Fiom-Cgil che annuncia per oggi lo sciopero dei lavoratori in concomitanza con l'avvio della riduzione delle pause di dieci minuti. 

Nel mese di dicembre, racconta il segretario provinciale Fiom, Davide Labbrozzi, si sono svolte quattro giornate di straordinario obbligatorio, sono state azzerate le ferie promesse alle altre Organizzazioni Sindacali, fermata che avrebbe dovuto consentire a tutti coloro che lavorano in Sevel di riposare nelle giornate che vanno tra Natale e Capodanno.

Inoltre è stato deciso di tagliare dieci minuti di pause per coloro che lavorano a turni (per ora duemilacinquecento persone).

La Fiom analizza: «a gennaio, tolte le festività, quelle indicate in rosso sul calendario, tolta la festività del Santo Patrono di Atessa, la fermata reale è di un solo giorno, il 4 gennaio. Si può giustificare il rifiuto a riconoscere le ferie promesse ad agosto, quando i dipendenti Sevel rientrarono in anticipo?» Secondo la Fiom no.
Inoltre, sempre secondo il sindacato, il taglio delle pause contribuirà «a devastare la vita di chi non ce la fa più. Nel corso del 2015 si è lavorato di sabato e di domenica, si è lavorato di più sulle linee perché la Sevel ha aumentato i carichi di lavoro, ci sono state meno ferie, ed oggi, per ricompensa, nell’anno dei record, un bel taglio delle pause». 
Inoltre ancora, «i minimi tabellari (paga base) continuano ad essere sempre più inferiori al mondo metalmeccanico perché la logica che è passata è che quelle piccole mance che l’Azienda elargisce, essendo una tantum, non innalzano i minimi contrattuali e, bisogna aggiungere, non contribuiscono, di conseguenza, ad accrescere i vari istituti collegati alla retribuzione». 

La Fiom, la settimana scorsa, in occasione delle assemblee sindacali ha raccolto le firme contro la riduzione delle pause (oltre 500 firme in un solo giorno) e deciso per uno sciopero su tutta la settimana (a partire da oggi) in concomitanza con le pause abolite.

Il sindacato sottolinea inoltre che la riduzione delle pause non è stata oggetto di discussione: «è stata imposta unilateralmente e senza neanche un’attenta discussione con i rappresentanti per la sicurezza per valutare l’impatto che avrà sulla salute di chi questo provvedimento lo subirà.

«Siamo stanchi», continua Labbrozzi, «di vedere la tangibile sofferenza che negli occhi di chi lavora è sempre più evidente; siamo stufi delle sceneggiate che le altre Organizzazioni Sindacali mettono quotidianamente in piedi per nascondere, sbandierando sempre il momento positivo per il portafoglio di Sevel, tutti gli accordi di “svendita” dei Diritti sottoscritti in questi anni. Non ne possiamo più. Manca il rispetto, manca la volontà di riconoscere gli enormi sacrifici fatti da chi lavora, manca la sensibilità di capire che le persone stanno soffrendo e non ce la fanno più».

«ADESIONE AL 63%», MA PER LA FCA E' AL 12%

«Lo sciopero attuato questa mattina in Sevel, ha raggiunto l’adesione di circa il 63% della forza lavoro coinvolta», fa sapere Labbrozzi.

«E' stata del 12% la percentuale di adesione allo sciopero registrata oggi alla Sevel di Atessa sulla pause lavoro», è invece quanto scrive Fca in una nota, precisando che si tratta del dato complessivo sui due turni. Nel primo turno, si legge, è stato infatti del 9% e nel secondo del 15%.

«Confidiamo che piano piano anche la FIOM arriverà ai dati reali», aggiunge.

Le altre sigle sindacali però non ci stanno è attaccano: «La Fiom sciopera contro la riduzione delle pause in SEVEL dimenticando che il 26 luglio 2011, presso la sede della Confindustria di Chieti, ha sottoscritto insieme a UILM, FIM, FISMIC, UGL e la RSU Sevel l’accordo sull’applicazione della nuova metrica del lavoro che, oltre prevedere una nuova ergonomia, modifica la distribuzione delle pause con la conseguente riduzione di 10 minuti».

«I dati riportati dalla stampa sul 90% di adesione allo sciopero e successivamente corretti al 60%, sono estremamente fantasiosi e molto lontani dalla realtà.        In fabbrica ci siamo anche noi», dicono le altre sigle sindacali, «Riteniamo prioritario risolvere i problemi per una corretta applicazione della nuova metrica, evitando che i carichi di lavoro sostenuti dai lavoratori in SEVEL siano fuori controllo mettendo a rischio la salute e la sicurezza in stabilimento. Rivendichiamo il proseguimento del lavoro iniziato in questi mesi per verificare la corretta applicazione della metrica del lavoro, chiedendo per tutte le postazioni critiche i necessari aggiustamenti, come previsto dal CCSL».