SALVATAGGIO A TRADIMENTO

Renzi e Visco in tv per dire agli italiani: «sulle banche abbiamo fatto il meglio»

Nessuna sbavatura nessun errore di governo o Bankitalia

Redazione Pdn

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Renzi e Visco in tv per dire agli italiani: «sulle banche abbiamo fatto il meglio»

Ignazio Visco

ROMA. Domenica, giorno giusto per entrare a casa degli italiani e parlare loro direttamente sull’argomento del momento: le banche.

Così su Rai Uno è spuntato il primo ministro Matteo Renzi e in serata su Rai tre Ignazio Visco il vertice di Bankitalia, da qualche settimana sotto il fuoco incrociato di critiche feroci.

In entrambi i casi gli interventi si sono distinti tra difesa e propaganda.   

Renzi ha ribadito la linea di azione dopo «aver spento l'incendio delle quattro banche» che stavano per fallire con il decreto che le ha salvate, «abbiamo affidato al più trasparente d'Italia, Raffaele Cantone, la gestione degli arbitrati per far pagare chi ha truffato gli obbligazionisti».

E poi la volontà del Governo è quella di istituire una commissione in Parlamento «per accertare cosa ha fallito in passato nel sistema e nella vigilanza».

 Allo scopo nelle prossime ore si potrebbe decidere di istituire una commissione di indagine e non di inchiesta, come inizialmente ipotizzato, perché la seconda avrebbe i poteri inquirenti della magistratura, ma così rischierebbe di intralciare le indagini già in corso.

 Infine, il terzo binario è quello della riforma delle banche di credito cooperativo (il decreto, afferma Padoan, dovrebbe arrivare a gennaio), per accorparle e ridurre le poltrone: «Meno banche di Paese, più banche per il Paese». Quanto infine alla vicenda Boschi, Renzi è netto: «Il conflitto d'interessi dove sta se il padre della Boschi è stato sanzionato e se questo governo ha commissariato e mandato a casa il papà della Boschi. Questo governo non guarda in faccia nessuno, nessuno ha avuto un trattamento privilegiato».

Tutto bene e tutto perfetto invece per Visco: la Banca d'Italia è «una istituzione seria che ha fatto il massimo possibile e scongiurato molte crisi e i risparmi degli italiani sono al sicuro».

Nella giornata più mediatica del governatore Ignazio Visco, di solito più a suo agio nei consessi internazionali e nella aule universitarie che in tv, il governatore difende la banca centrale e respinge senza appello le voci di stampa di sue dimissioni offerte e respinte dal presidente Mattarella, immediatamente definite «fantasiose» dal Quirinale.

Certo Visco ammette di «non aver parlato» con Renzi della sua decisione di affidare all'Anac di Cantone l'arbitrato sulle controversie dei bond delle 4 banche, mossa da molti letta come uno sgarbo a Via Nazionale.

Di certo Visco vuole mandare un messaggio chiaro: la Banca d'Italia agisce senza favoritismi e con ispezioni rigorose facendo emergere lei le situazioni di difficoltà, ma secondo i suoi poteri e limiti stabiliti dalla legge. Norme che le impediscono di intervenire sulle banche anzitempo.

Su Etruria infatti la lettera inviata ai vertici a fine 2013 era «riservata e coperta da segreto d'ufficio» e la Consob (che dal canto suo ha smentito di aver occultato informazioni riservate ai risparmiatori) ne era informata.

Ma l'istituto aretino declinò sotto i livelli di capitale nel 2014 non riuscendo e non volendo trovare un partner che la Banca d'Italia aveva detto necessario per salvarsi. Il governatore manda comunque un messaggio al governo: collaboriamo per vedere come gestire in futuro le crisi bancarie con queste norme europee che, anche se Banca d'Italia aveva provato ad opporsi, sono retroattive e provocano contraccolpi ancora tutti da definire.

Alcune altre banche infatti devono mettere in ordine la loro situazione e preoccupano i crediti deteriorati.

A Repubblica Visco aveva sottolineato per esempio che assieme alla Bce guardava con attenzione alle due venete: Popolare Vicenza e Veneto Banca e alla loro trasformazione in spa e quotazione. Il culmine della controffensiva mediatica avviata da Banca d'Italia nei giorni scorsi vede quindi Visco prima rilasciare una lunga intervista a Repubblica e poi in serata partecipare a uno dei programmi più popolari del palinsesto pubblico condotto da Fabio Fazio, un conduttore televisivo ed ex imitatore che però ha intervistato personalità di tutti i campi, dalla politica, allo spettacolo e la letteratura fino all'economia.

Ci andò anche Tommaso Padoa Schioppa, uno dei banchieri centrali ed economisti più ammirati dallo stesso Visco, quando ricopriva la carica di ministro dell'economia nel 2007.