LA DENUNCIA

Dragaggio di Pescara, Febbo: «pronto un esposto sulle violazioni del Via

Secondo l’esponente di Forza Italia «ci sono molti passaggi da chiarire»

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PESCARA. Quando si parla del porto di Pescara o del dragaggio la polemica è sempre dietro l’angolo.

Questa volta però spunta anche un esposto, a lavori nemmeno cominciati, e la soluzione di uno dei problemi più grandi che la città ricordi è destinato a partire con il piede sbagliato.

Due ordini di problemi: troppa velocità e scelte in solitudine.

Per questo oggi stesso il presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo (Forza Italia) firmerà un esposto da notificare alla Procura de L’Aquila, al Provveditore Interregionale per le Opere Pubbliche, ai membri della commissione Via che hanno firmato, al Ministero responsabile procedimento Via e alla Commissione Europea, per chiarire quanto deciso dal Comitato Via regionale riunitosi martedì scorso proprio sull’iter del dragaggio e, quindi, verificare se le stesse possano configurarsi quali reati perseguibili dal Codice di procedura penale.

Febbo ha dato mandato ai suoi uffici di preparare un esposto con l’obiettivo di evidenziare una serie di violazioni che se confermate sarebbe di «una gravità inaudita».

Nel specifico il presidente punta il dito contro il direttore generale della Regione, Cristina De Gerardis, che presiede il tavolo del Comitato Via: «è stata talmente brava, solerte e veloce da inserire fuori sacco e far esaminare tra i punti all’ordine del giorno anche il procedimento relativo al dragaggio del porto di Pescara prima addirittura dell’emanazione del relativo bando di gara previsto per il 22 dicembre prossimo. Una decisione del tutto arbitraria e illegittima poiché si riscontrano gravi violazioni sia per quanto riguarda i principini della trasparenza sia soprattutto sull’iter procedurale poiché si paleserebbe un evidente contrasto con i dettami dalla Legge regionale n. 1/2012 art. 63 (pubblicazione almeno 7 giorni prima e comunicazione ai consiglieri regionali)».

Non solo, il giudizio espresso dal Comitato potrebbe essere illegittimo anche nel merito poiché, sottolinea Febbo, non è assolutamente vero che la manutenzione del dragaggio del Porto di Pescara e la movimentazione sommersa non sia oggetto di decisone de Comitato Via.

«Infatti il giudizio espresso dal Comitato è del tutto infondato e palesemente abusivo poiché basta leggere semplicemente il comma 11 richiamato nel giudizio espresso (all’art. 6 del D.Lvo 152/06)  dove si evince quali sono i singoli interventi esclusi dal Comitato Via. Una norma che sia la Gerardis sia tutti i membri di commissione VIA in qualità di dirigenti pubblici e professionisti abilitati conoscono senz’altro».

Tutto questo, secondo Febbo, confermerebbe ciò che in più riprese aveva denunciato: il presidente della Regione aveva nominato 3 componenti del Comitato Via, togliendone di fatto la competenza al Consiglio regionale; l’avvocato Gerardis, che firma l’ordine del giorno e presiede la commissione VIA, è anche responsabile della trasparenza della corruzione e dell’Urp «ed è la prima che non applica le norma sulla partecipazione e trasparenza stabiliti dalle norme regionali nazionali e comunitarie».

Febbo ricorda come anche lei sia stata scelta solamente dal presidente, e oggi rappresenta il dominus della struttura regionale e di conseguenza del Comitato Via un organo che proprio in virtù delle sue competenze ricopre un ruolo fondamentale per il funzionamento della regione.

«La mia presa di posizione, che fa seguito all’esposto presentato alla Comunità europea per mettere in evidenza le enormi criticità intorno ai lavori di dragaggio del Porto di Pescara non vuole essere da ostacolo a un percorso indispensabile per la vita economica non solo della città ma dell’intero Abruzzo ma proprio per questo è un richiamo a tenere alta l’attenzione da parte di tutti gli organi competenti. Per questo è necessario continuare a vigilare e a tenere alta la guardia onde evitare che si combini qualche altro “pasticcio” che causi ulteriori e non più accettabili ritardi: Pescara e l’Abruzzo non possono permetterselo. Mi aspetto a questo punto – conclude Mauro Febbo- che anche le associazioni ambientaliste, finora rimaste colpevolmente in silenzio, facciano sentire la propria voce e prendano una posizione forte nei confronti della Regione come avveniva in passato».

«Le operazioni di dragaggio del porto di Pescara hanno necessità di essere completate nella loro originaria formulazione di gara», replica però il vice sindaco Enzo Del Vecchio, «che è stata aggiudicata nel 2014 alla società LMD spa di Malcontenta (Venezia) per consentire il recupero di sicurezza e navigabilità del porto canale e della darsena commerciale.  La procedura cui si riferisce Febbo nel suo esposto è stata pubblicata dal Provveditorato alle opere pubbliche dell’Abruzzo sul sito regionale in data 19 novembre 2015, e si riferisce alla verifica di assoggettabilità alla VIA per ulteriori lavorazioni afferenti il progetto relativo ai lavori di manutenzione del dragaggio del porto di Pescara affidato nel dicembre 2014. Le affermazioni di Febbo circa il fatto che sarebbe stata bandita la gara senza la preventiva autorizzazione non è solo falsa ma anche tardiva perché la gara dei lavori di cui all’esposto è stata bandita nel mese di ottobre 2014 e i lavori aggiudicati a dicembre dello stesso anno».

«ALTRO MATERIALE PER ESPOSTO»

«Le dichiarazioni di Enzo Del Vecchio, intervenuto non si sa a quale titolo visto che non è stato chiamato in causa, andranno ad arricchire l’esposto notificato proprio ieri  alla Procura della Repubblica: ciò che afferma il vice sindaco di Pescara è veramente grave e merita approfondimento. La denuncia esposto è stata indirizzata, oltre alla Procura, anche ai componenti del Via (che conoscono la problematica), alle OO.PP. Lazio, Abruzzo, e Sardegna (ente appaltante), al Ministero dell'Ambiente (valutazione impatto) e C.E. Direzione Generale Ambiente (già precedentemente interessata ed intervenuta)», replica Febbo.

«Quanto dichiarato da Del Vecchio – rimarca Febbo - infatti non solo risulta inopportuno ma mi lascia incredulo, alimentando di fatto i sospetti e i dubbi. Voglio evidenziare che la pratica è stata portata fuori sacco al Via , quindi senza alcun rispetto delle norme Regionali, Nazionali ed Europee, circa la trasparenza e la partecipazione; il Comitato Via regionale ritiene di richiamare illegittimamente e fuori  applicazione l'art. 6 del D.Lgs 152/2006 così come invece stabilito dagli organismi della Comunità europea, intervenuti dopo un mio primo esposto che ovviamente lo stesso Comitato e gli organi regionali conoscono.  Ma ancora più grave risulta lo scenario disegnato da Del Vecchio: si parla infatti di un affidamento di una gara del 2014 (cioè circa due anni prima) incredibilmente su un progetto che non si conosceva e del quale nessuno poteva sapere cifre e dettagli. Rimane da capire , a questo punto, il rispetto delle norme sull'affidamento delle opere pubbliche. Vorrei inoltre sottolineare che quel tratto di mare è stato oggetto di problematicità relative all'inquinamento e non è da escludere, come evidenziato anche dal Direttore Tecnico Arta dott. G. Damiani, che l'aver eseguito lavori di dragaggio nel periodo estivo abbia potuto influenzare lo stesso inquinamento e comunque sicuramente l'intorbidamento delle acque. Ciò che ha dichiarato il Vice Sindaco di Pescara  -conclude Febbo - risulta assurdo e inconcepibile e spero che la Procura faccia luce su questa intricata vicenda».

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