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Stoccaggio pet coke ad Ortona, stop al progetto di ampliamento

Wwf felice: «politica locale totalmente assente»

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Stoccaggio pet coke ad Ortona, stop al progetto di ampliamento

ORTONA. Il WWF Zona Frentana e Costa Teatina, in sede audizione alla commissione di valutazione che si è tenuta martedì all’Aquila, è riuscita ad ottenere lo stop per ampliamento stoccaggio del pet coke ad Ortona della società  Fratelli Nervegna.

Questo significa che il progetto dovrà essere ripresentato e che la valutazione non sarà più un semplice screening coma la VA- Valutazione di Assoggettabilità- ma una più puntuale e attenta  come la VIA -Valutazione di Impatto Ambientale-. Per raggiungere tale traguardo, è stato fondamentale il supporto e la presenza in audizione della geochimica Loredana Pompilio, e l’importante collaborazione di alcuni residenti nell’area interessata dallo stoccaggio, per tutti Alessandra Di Virgilio.

«Un passo importante quindi, vitale per Ortona», commenta soddisfatto il Wwf, «che una sostanza polverulenta come il carbone artificiale derivante dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi -alfaltene-, quindi ricco di sostanze intrinsecamente nocive, fosse valutato in maniera congrua. I perché sono molteplici a partire dall’impatto derivante dalla movimentazione di grandi volumi, anche solo come dispersione di routine. Ricordiamo che i due stoccaggi già approvati - Nervegna e Bonefra- seppur dislocati in aree differenti, hanno il porto come punto di approdo, e via Cervana come unica strada percorribile».

«Il pet coke è polverulento», denunciano gli ambientalisti, «e la componente più insidiosa, sono proprio le polveri fini e ultra fini. Esso contiene una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA ), metalli pesanti (vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo e cloro. Le sostanze contenute nel pet-coke oltre ad una tossicità intrinseca sono indicate anche come cancerogene e/o mutagene. Non è un caso, che questo prodotto, dove viene stoccato, suscita da parte della cittadinanza preoccupazioni e rimostranze».

56.000 metri cubi, equivalenti al volume di 4 grandi palazzi il volume totale anno che sarebbe transitato nell’area portuale, grazie all’ampliamento in oggetto. Inoltre Il porto di Ortona e via Cervana, non sono luoghi ameni e sperduti, essendo questi a ridosso della città, e a fianco di una rinomata spiaggia, il Lido Saraceni. Migliaia di autotreni ogni anno, seppur telonati, aumentano esponenzialmente il fattore rischio. Stesso dicasi nell’area di stoccaggio, dove insiste uno splendido borgo rurale, sacrificato dalla incapacità pianificatoria delle amministrazioni passate, alla convivenza forzata con un area industriale di certo impatto.

«Con sommo dispiacere, il WWF Zona Frentana e Costa Teatina, insieme a molti residenti del borgo, registrano la totale assenza e disinteresse del comune di Ortona, nonostante l’associazione del panda, avesse chiesto pubblicamente, attraverso un comunicato stampa un qualche interessamento», commentano. «Totale è il disinteresse dell’amministrazione, anche durante le sedute della Autorizzazione Unica Ambientale relativa all’area di stoccaggio. Per quest’ultima, anche in qualità di semplici cittadini, non è stato affatto rassicurante leggere nella  Determinazione Dirigenziale n.129 del 25/2/2015, per quanto attiene il rilascio di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera: “…il Comune di Ortona, invitato a partecipare tramite un proprio rappresentante ai lavori del CdS, è risultato assente, e non ha provveduto a trasmettere il parere di merito…».