IL FATTO

Revisione auto, c’è il rischio paralisi in tutto Abruzzo. Disagi per automobilisti

Cna: «troppi costi per le 200 officine coinvolte»

Redazione Pdn

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Revisione auto, c’è il rischio paralisi in tutto Abruzzo. Disagi per automobilisti

ABRUZZO. Disagi per gli automobilisti e per gli oltre 200 centri di revisione abruzzesi, a causa dell’entrata in vigore nei giorni scorsi del tariffario aggiornato per le operazioni di competenza degli Uffici provinciali della Motorizzazione Civile.

«Siamo arrivati – dice il presidente nazionale di Cna Autoriparazioni, Franco Mingozzi - a una situazione paradossale. Dopo l’aumento dei diritti riservati alla Motorizzazione, che le officine devono versare per ogni revisione, siamo costretti a fare la fila agli uffici postali invece di stare a lavorare in officina pagando, per la seconda volta, i diritti postali. Se il sistema non è andato in tilt, è merito esclusivo dei tantissimi titolari di officina che, in questi giorni, stanno sacrificando il loro tempo, e il loro portafogli, per garantire agli automobilisti un servizio efficiente e veloce».

In Abruzzo, come detto, i centri di revisione sono oltre 200: 45 all’Aquila, 70 a Chieti, 42 a Pescara e 53 a Teramo, con circa mille addetti complessivi. Alle imprese si chiedono aumenti di tasse, mentre le tariffe sono rimaste invariate dal 2007, e le officine hanno dovuto sopportare, senza alcun sostegno, investimenti ingenti per migliorare la propria dotazione strumentale, soprattutto per adeguarsi alle nuove procedure telematiche previste dal “protocollo MCTCNe2”» lamentano il presidente e il responsabile regionale della confederazione artigiana per il settore, Attilio Petrini e Gabriele Marchese, che prospetta la mobilitazione generale delle aziende del settore, anche attraverso «l’investimento delle rappresentanze parlamentari abruzzesi, sulla falsariga di quanto avvenuto nei mesi scorsi con i carrozzieri». 

In questo clima di caos, i disagi potrebbero estendersi anche agli automobilisti: «Non sono poche le officine – avverte così Mingozzi – costrette a rifiutare le richieste di revisione, causando un danno agli automobilisti, un rischio alle sicurezza stradale e una perdita di incasso per le imprese. Tre risultati negativi in un solo colpo. Così non possiamo andare avanti, vanno messi all’ordine del giorno nelle sedi competenti la revisione delle tariffe che spettano alle officine e la stabilizzazione delle procedure telematiche, senza ulteriori aggravi».