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Monte Paschi Siena, Consob obbliga a “rivedere” bilanci dopo operazione Alexandria

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Monte Paschi Siena, Consob obbliga a “rivedere” bilanci dopo operazione Alexandria

MILANO. “rifare” i bilanci e contabilizzare meglio l’operazione con i derivati che ha prodotto una inchiesta della procura e ammanchi per centinaia di milioni di euro.

L'operazione Alexandria, messa in piedi dalla gestione Mussari e Vigni con l'aiuto di Nomura per finanziare l'acquisto di Antonveneta e all'origine dello scandalo che ha travolto la banca senese dal 2013 a oggi, va contabilizzata nei bilanci del Monte dei Paschi di Siena come un derivato. E' questa la conclusione a cui è arrivata la Consob, su assist della Procura di Milano, e a cui la banca adesso dovrà rispondere modificando gli ultimi bilanci.

La banca, nonostante una pesantissima situazione gestionale, non è mai stata commissariata da Banca d’Italia a differenza delle altre quattro banche (tra cui la Carichieti) che poi sono state al centro del decreto Salva Banche.

Un vero e proprio 'boomerang', quindi, visto che la nuova gestione della banca rappresentata da Fabrizio Viola aveva disinnescato questa 'mina' soltanto pochi mesi fa (lo scorso 23 settembre), tirando fuori dalle tasche altri 359 milioni di euro.

Adesso per il Monte, che esclude impatti patrimoniali, si prospetta un effetto fiscale negativo sul bilancio del 2015 per altri 130 milioni, dopo un impatto differenziale positivo per 714 milioni.

La notizia, emersa da un comunicato della banca di oltre 30 pagine, arriva dopo che lo scorso 11 dicembre la Commissione guidata da Giuseppe Vegas, chiudendo l'istruttoria che aveva aperto tempo fa, è arrivata alla conclusione, grazie alle evidenze emerse dall'inchiesta in corso presso il tribunale di Milano, che l'operazione con Nomura va considerata ai fini contabili come un derivato e non più come un 'long term repo' su titoli di Stato.

In particolare, la procura avrebbe accertato, (grazie a «persone che possono riferire circostanze utili alle indagini» e a «ulteriori elementi documentali acquisiti»), che «i titoli BTP 2034 non sono stati mai acquistati da Nomura», che li aveva sostituiti acquistando altri BTP (2033, 2039 e 2040).

Una «circostanza che era nota», si legge ancora, ai manager della banca senese che effettuarono l'operazione (Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri). Anzi, loro avevano «condiviso preordinatamente» le modalità di esecuzione dell'operazione. I nuovi elementi trasmessi dalla procura portano quindi la Consob a dire che non sussistono le condizioni per procedere ad una contabilizzazione "a saldi aperti" dell'operazione su Alexandria.

Sempre a parere della Commissione, «le nuove evidenze documentali mostrano un comportamento del pro tempore management di BMPS e di Nomura preordinato a fornire ai terzi una rappresentazione della transazione come un'operazione di structured repo, tesa ad acquisire una posizione lunga sui titoli di Stato, mentre in realtà ciò che le parti avevano negoziato era esclusivamente lo scambio di flussi che replicano il pay off di un derivato creditizio sulla Repubblica Italiana».

 La banca, quindi, si è limitata a «prendere atto dell'interpretazione dei nuovi elementi di valutazione e delle conclusioni di Consob» e ha garantito che procederà quanto prima a rivedere il bilancio del 2014 e del primo semestre del 2015.

 

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