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Capitali illeciti, in Abruzzo 190 milioni di euro rientreranno dall’estero

641 domande presentate all’Agenzia delle Entrate

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Capitali illeciti, in Abruzzo 190 milioni di euro rientreranno dall’estero

ABRUZZO. Ammonta a oltre 190 milioni di euro il totale delle attività emerse per l’Abruzzo grazie alla voluntary disclosure, la procedura per il rientro dei capitali illecitamente detenuti all’estero e sottratti al Fisco italiano.

La collaborazione volontaria prevede, per i contribuenti che hanno proposto richiesta di adesione, il versamento integrale delle imposte e degli interessi con il solo beneficio della riduzione delle sanzioni.

 Le 641 domande presentate dai residenti nella regione Abruzzo genereranno un gettito prudenzialmente stimato di quasi 16 milioni di euro; il gettito effettivo sarà determinato dall’attività di accertamento condotta dai funzionari dell’Agenzia Entrate sulle istanze pervenute che andranno lavorate integralmente, per tutte le annualità interessate, entro la fine del 2016.

Nell’ottica di massimizzare i risultati dell’operazione “rientro di capitali”, in Abruzzo è stata anche attivata una rete di collaborazione capillare e strutturata tra l’Autorità giudiziaria e l’Amministrazione finanziaria con la stipula di specifici protocolli d’intesa tra la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate e le Procure della Repubblica in ottemperanza a quanto previsto dalla legge istitutiva della procedura.

La “collaborazione volontaria” (voluntary disclosure) è uno strumento che consente ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente all’Amministrazione finanziaria la violazione degli obblighi di monitoraggio.

LA SITUAZIONE IN TUTTA ITALIA

Circa 3,8 miliardi di euro entreranno nelle casse dello Stato dalla voluntary disclosure: è il gettito stimato, al netto degli interessi, applicando aliquote medie prudenziali agli oltre 59 miliardi e 500 milioni di euro di attività per le quali è stata chiesta la regolarizzazione. L’operazione, avviata un anno fa con la legge n. 186/2014, si è chiusa alla mezzanotte del 30 novembre scorso con oltre 129mila domande inviate.

 Delle 129.565 istanze trasmesse, 127.348 riguardano la disclosure internazionale, 1.507 quella nazionale, ossia la regolarizzazione di capitali detenuti in Italia ma non dichiarati, e 710 entrambe. Degli oltre 59,5 miliardi di euro di attività svelate al Fisco, quasi il 70% (circa 41,5 miliardi) proviene dalla Svizzera. Le istanze sono state inviate da contribuenti residenti in tutte le regioni italiane, dalle 63.580 della Lombardia alle 88 della Basilicata.

SVIZZERA CAPOFILA DEI RIMPATRI

 Nel dettaglio, il valore delle attività emerse con la procedura di disclosure ammonta a 59.5 miliardi, il gettito dalla regolarizzazione viene valutato in base alle istanze intorno ai 3,8 miliardi. Considerando gli interessi l’introito finale potrà facilmente raggiungere circa 4 miliardi. Alla stima, prudenziale, dei 3,8 miliardi si giunge sommando le seguenti voci: imposte sui redditi per oltre 704 milioni, imposte sostitutive per circa 1,2 miliardi, Iva per più di 54 milioni, Irap per quasi 34 milioni di euro, ritenute per oltre 15 milioni e contributi per 96 milioni. A questi importi si aggiungono sanzioni relative a violazioni della normativa sul monitoraggio fiscale per 1 miliardo e 379 milioni di euro e altre sanzioni per oltre 322 milioni di euro. Le attività estere provengono per lo più dai seguenti Paesi: Svizzera (69,6%), Principato Di Monaco (7,7%), Bahamas (3,7%), Singapore (2,3%), Lussemburgo (2,2%) e San Marino (1,9%).