L'INCHIESTA CHE SCOTTA

Nella Banca Etruria rimane incagliato anche il fido per l’Outlet di Città Sant’Angelo

Fido giudicato a rischio concesso alla coop La Castelnuovese di Lorenzo Rosi

Redazione Pdn

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Nella Banca Etruria rimane incagliato anche il fido per l’Outlet di Città Sant’Angelo

Outlet di Città Sant'Angelo

AREZZO. Sul tavolo della procura aretina sono arrivati ieri gli annunciati esposti dei consumatori ed ora il procuratore Roberto Rossi ha in mano gli elementi per un nuovo fascicolo d'inchiesta, il quarto, questa volta per l'ipotesi di reato di truffa. E' quanto si chiede a gran voce nelle carte depositate da Codacons e Federconsumatori. Gli esposti sono stati accompagnati anche da un presidio di una cinquantina di persone davanti al tribunale, soprattutto ex obbligazionisti rimasti a secco.

Intanto l'indagine sul conflitto d'interessi che ha avuto origine dalla relazione di Bankitalia sul commissariamento di Banca Etruria nel febbraio scorso, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di due persone.

Si tratta di Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria e di Luciano Nataloni, ex membro del consiglio di amministrazione, già presidente della Banca Federico Del Vecchio. Le contestazioni del procuratore Roberto Rossi tengono conto in particolare del fatto che nella relazione degli ispettori di Bankitalia venivano evidenziate pratiche di finanziamento per 185 milioni che sarebbero state accordate in conflitto di interesse, con perdite pari a circa 18 milioni. Per Lorenzo Rosi il conflitto di interesse risiederebbe nelle attività della cooperativa "La Castelnuovese" di cui il manager era presidente.

A Luciano Nataloni sono contestate invece due pratiche di finanziamento: una da 5,6 milioni di euro riguardante la società "Td Group" finita in sofferenza, un'altra da 3,4 milioni di euro senza però indicazione dell'azienda, di cui Nataloni sarebbe stato dirigente.

Su questa base la procura ipotizzerebbe l'accusa di omessa comunicazione del conflitto di interessi, in base all'articolo 2391 del codice civile che riguarda gli «interessi degli amministratori».

 Questo filone dell'inchiesta potrebbe arricchirsi di nuovi indagati, anche se al momento non ci sono conferme di nuovi iscritti.

Nelle tre indagini su false fatturazioni, ostacolo alla vigilanza e conflitto di interesse, risultano coinvolti sono Lorenzo Rosi, l'ex presidente Giuseppe Fornasari e Luca Bronchi, ex direttore generale, per il primo filone, ancora Giuseppe Fornasari, il dirigente centrale David Canestri e Luca Bronchi per il secondo ed infine Lorenzo Rosi e Luciano Nataloni per il terzo filone, ovvero il conflitto di interessi.

SI INCAGLIA ANCHE L’OUTLET DI CITTA’ SANT’ANGELO

Secondo gli ispettori di Bankitalia le pratiche di finanziamento di Banca Etruria votate in conflitto di interesse avrebbero dunque generato 18mln di euro di perdite (nemmeno una cifra enorme…) ma si badi bene che per conflitto di interesse si intende la concessione di fidi da parte della banca a società amministrate o in qualche modo riferibili agli stessi vertici della banca.

Tra i fidi ora incagliati, cioè un passettino prima della “sofferenza” e della inesigibilità, c’è anche quello concesso per la costruzione dell’outlet di città Sant’Angelo alla società che l’ha costruito, ovvero la coop “La Castelnuovese” di cui Lorenzo Rosi è stato presidente  legando con ulteriore filo le gesta della Banca Etruria al governo Renzi visto che Rosi sarebbe stato in affari con il papà del primo ministro anche se su questo punto non c’è certezza.

Sul proprio sito La Castelnuovese si descrive come «un’impresa da più di 50 anni fortemente radicata nel territorio toscano, presente in modo rilevante sul territorio nazionale, ed oggi in crescita anche a livello internazionale, con obiettivi sempre rivolti al futuro. Siamo in grado di realizzare progetti completi su misura, offrendo non solo attivita` di costruzione, ma un vero e proprio plus di facility a 360°»

E sempre loro specificano che «Città Sant’Angelo Outlet Village è il salto di qualità de La Castelnuovese nel settore commerciale outlet: un complesso interamente ideato, realizzato e gestito dalla società, ad oggi ancora in fase di espansione. Città Sant’Angelo è il primo outlet in Abruzzo, inaugurato il 24 settembre del 2009, collocato in un’area strategica lungo la A14 Adriatica, al centro di una zona di interesse che va da Ancona fino alla Puglia e dall’Abruzzo fino al Lazio. Questo villaggio dello shopping di alta qualità è stato realizzato su un’idea progettuale nata dall’intuito de La Castelnuovese: per la realizzazione del complesso è stata fondata dal Gruppo una società dedicata, Città Sant’Angelo Outlet Village S.p.A. che si occupa oggi della gestione commerciale del Centro. Tutto l’impianto costruttivo si configura come un villaggio, con negozi e servizi di intrattenimento, bancari e di ristorazione. Un paese dello shopping, curato nei minimi dettagli, per il quale La Castelnuovese ha messo in atto anche un piano di viabilità dedicata: è stato potenziato il sistema stradale e di circolazione della zona e ottimizzata l’area di parcheggio, per il notevole flusso di visitatori registrato, in crescita costante».

Negli ultimi mesi il centro commerciale si è ingrandito aumentando il numero dei negozi.