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Svolta per le procedure di Via, scatta l’ "inchiesta pubblica" sul metanodotto Larino - Chieti

Ora saranno ascoltati direttamente i cittadini

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Svolta per le procedure di Via, scatta l’ "inchiesta pubblica" sul metanodotto Larino - Chieti

CHIETI. Basta imposizioni dall'alto sulle grandi opere, in Abruzzo parte la prima inchiesta pubblica, quella sul metanodotto Larino - Chieti proposta dalla società Gasdotti Italia (di proprietà di un fondo d'investimento londinese).

Martedì pomeriggio il Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo ha accettato la richiesta formulata da vari comuni del chietino, dai movimenti e dalle associazioni per attivare, per la prima volta nella storia delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale nella regione, la cosiddetta "inchiesta pubblica".

Ad annunciarlo è il Forum abruzzese del Movimento per l’Acqua.

Da anni movimenti ed associazioni chiedevano di attivare questo strumento di partecipazione e di civiltà senza successo. Spesso sui parla dei ritardi delle grandi opere per i contrasti sorti con la popolazione a progetti approvati. Il Governo Monti parlò di istituire il dibattito pubblico sul modello francese. Un senatore ha proposto anche una legge. Si ignorava, evidentemente, che nel nostro ordinamento questa possibilità di dibattito preventivo c'è da anni.

Si tratta, infatti, di uno strumento di partecipazione popolare previsto dall'Art.24 comma 6 del Testo unico dell'Ambiente (D.lgs.152/2006), finora mai attivato nella regione e a livello dello Stato da parte del Ministero dell'Ambiente. Invece in altre regioni sono state svolte alcune di queste procedure partecipative. Il comma così recita "6. L'autorità competente può disporre che la consultazione avvenga mediante lo svolgimento di un'inchiesta pubblica per l'esame dello studio di impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni dei cittadini senza che ciò comporti interruzioni o sospensioni dei termini per l'istruttoria".

Lo Stato e, finora, anche la regione Abruzzo, avevano fatto finta di niente. Sono così arrivati progetti come Ombrina, l'elettrodotto Villanova - Gissi, Elsa2 ecc.

Ieri a Bucchianico i comitati avevano promosso un incontro a cui hanno partecipato diversi rappresentanti di comuni del chietino, di movimenti ed associazioni nonchè  esponenti del Consiglio regionale (era presente il consigliere Sara Marcozzi).

Tutti assieme hanno deciso di inviare richieste urgenti alla Commissione VIA per ottenere l'inchiesta pubblica. Due rappresentanti locali, Mariapaola Di Sebastiano, del comitato stoccaggio, e Alfredo Mantini, consigliere comunale a Bucchianico, sono stati anche auditi dalla Commissione VIA martedì pomeriggio.

Il metanodotto attraversa decine di comuni di Abruzzo e Molise e non servirà all'approvvigionamento dei cittadini ma a trasportare il metano tra pozzi (magari nuovi) e stoccaggi e da qui verso le reti del Nord Europa. Sostanzialmente si tratta di un progetto pienamente inserito nella strategia, imposta dagli ultimi tre governi nazionali, di trasformare l'Italia in un "hub del gas" per il Nord Europa, una piattaforma logistica dove i cittadini e i territori faranno da meri servitori di passaggio garantendo grandi profitti ai soliti noti.

«Ora ci aspettiamo», chiude il Forum dell’Acqua, «che l'inchiesta pubblica sia condotta con assemblee territoriali e un reale approfondimento dell'impatto cumulativo dell'opera con altri progetti già approvati come lo stoccaggio di San Martino sulla Marrucina e l'elettrodotto Villanova - Gissi (il tracciato per lunghi tratti è simile)».