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Snam, autorizzazione imminente: «Regione sottomessa al Governo Renzi»

Cittadini scontenti: «politici locali scomparsi»

Redazione Pdn

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Snam, autorizzazione imminente: «Regione sottomessa al Governo Renzi»

SULMONA. E’ passato un mese da quando si è chiusa la procedura presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ ormai imminente, da parte del Governo Renzi, l’autorizzazione che dà il via libera alla costruzione della centrale di compressione Snam a Sulmona.

E’ molto probabile che essa possa arrivare proprio durante le festività natalizie.

Le Istituzioni hanno perso un altro mese di tempo durante il quale avrebbero dovuto mettere in atto iniziative efficaci per impedire di giungere a questo risultato. Invece secondo i cittadini che contestano l’opera la Regione avrebbe dato prova, «ancora una volta», di essere totalmente sottomessa alla volontà del Governo nazionale.
«Non si ha notizia di nessun fatto o atto che, in questo mese, sia stato prodotto dal presidente D’Alfonso,  dal vice presidente Lolli, dal sottosegretario Mazzocca o dall’assessore alle aree interne Gerosolimo. Tutti scomparsi», dicono i comitati cittadini per l’Ambiente, «come scomparso dalla scena, ormai da tempo, è il Presidente della Provincia dell’Aquila, De Crescentiis, nonostante che il metanodotto attraversi il territorio provinciale per oltre 100 chilometri».

Il vuoto delle Istituzioni stride fortemente con gli impegni assunti attraverso l’ultima risoluzione del Consiglio regionale, approvata alla unanimità il 12 novembre scorso: il presidente D’Alfonso e la Giunta regionale avrebbero dovuto chiedere, ed ottenere, un incontro urgente con il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, al fine di far attuare la risoluzione parlamentare del 26.10.2011 che prevede lo spostamento del tracciato del metanodotto al di fuori della dorsale appenninica e l’istituzione di un tavolo tecnico per lo studio e la individuazione di alternative al progetto Snam.
Constatata «l’inerzia» della Regione i comitati cittadini hanno indetto una conferenza stampa a Roma per domani alle ore 14,30. L’iniziativa si terrà nella Sala Nassiria del Senato della Repubblica e sono stati invitati a partecipare tutti i parlamentari eletti in Abruzzo e negli altri territori coinvolti dal metanodotto. L’invito è esteso agli amministratori pubblici regionali e locali. L’obiettivo primario è quello di impedire che il Governo Renzi autorizzi l’opera e dia , invece, attuazione a quanto deciso dalla risoluzione del Parlamento.
«La sovranità appartiene al popolo e non alle multinazionali del petrolio e del gas», dicono i comitati cittadini. «Competono al popolo ,ed alle istituzioni che esso esprime, le scelte fondamentali per i nostri territori. Ci batteremo, pertanto, fino in fondo per il rispetto dei valori e dei principi fondanti della nostra democrazia, contro ogni decisione autoritaria e prevaricatrice di un potere centrale che è sempre più asservito al volere dei grandi potentati economici e finanziari».

Il Movimento 5 Stelle ha già fatto sapere che sarà presente all’incontro. «Nel 2011 - spiegano i parlamentari M5S - la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati approvò, con voto unanime, una risoluzione che impegnava il governo a predisporre un tavolo tecnico, in accordo con le amministrazioni interessate, per discutere la modifica del tracciato ed escludere la fascia appenninica per evitare gli alti costi ambientali che ne deriverebbero e l'elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini a causa del rischio sismico connesso al metanodotto. Ma ad oggi di questo tavolo tecnico non c'è traccia e non è stata data nessuna risposta esaustiva sul principio di precauzione».