PASSATO E FUTURO

Villa Pini, l’Ugl bacchetta gli altri sindacati. Paura per i soldi bloccati alla Carichieti

Chiesto lo sblocco del contenzioso da 31 mln

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VILLA PINI D'ABRUZZO

VILLA PINI D'ABRUZZO

CHIETI. Si fa sempre più pesante il clima a Villa Pini dove più vicende si intrecciano annodandosi in una matassa da dipanare. Passato e futuro si incrociano ed aumentano il senso di incertezza di molti dipendenti, quelli che per esempio attendono di essere pagati dalla Curatela fallimentare e che sono in attesa dello sblocco del contenzioso che di fatto ha congelato 31.716.216,38 euro.

Ieri l’avvocato Alessio Di Carlo che rappresenta almeno 60 dipendenti creditori della Curatela fallimentare rappresentata da Giuseppina Ivone, una istanza finalizzata ad ottenere il ritiro della somma depositata presso la Caricheiti.

«I lavoratori, infatti», ha spiegato l’avvocato Di Carlo, «viste le ben note condizioni di difficoltà in cui versa la Banca, hanno espresso il timore che possa venire meno la garanzia su un importo tanto elevato, fondamentale per garantire che gli ex dipendenti riescano finalmente a vedere soddisfatte, ad oltre 5 anni dall'avvio del fallimento Villa Pini, le loro ragioni creditorie».

A rigor di logica la somma dovrebbe essere salva e conservata integra nel caveau e non dovrebbe essere intaccata in alcun modo dal decreto “salva banche” che ha colpito solo azioni e obbligazioni secondarie.

E’ pur vero che ogni banca reinveste le cifre che mantiene per aumentare i propri guadagni e reinveste comprando titoli che dovrebbero essere sicuri…

Alla paura di perdere quanto dovuto da un periodo ormai davvero troppo lungo si aggiunge la fatica di dover tirare avanti con difficoltà sapendo di essere creditori di una cifra che per le 60 famiglie sarebbe una boccata d’aria tra le mille difficoltà e incertezze.

Per ora si attende la risposta della Curatela che dovrà comunque ottenere eventualmente il via libera dal giudice ma anche solo una informazione certa sulle sorti della cifra potrebbe in questo momento bastare.

 Intanto si acuisce lo scontro tra i sindacati con una netta separazione, almeno apparente, tra l’Ugl e le altre rappresentanze che nel delicato momento del trasferimento del ramo di azienda, di servizi e personale da Villa Pini alle altre cliniche del gruppo (Pierangeli e Petruzzi) non sono apparsi ad alcuni dipendenti attivi come loro solito.  

«Leggo non senza stupore che sulle vicende che hanno interessato ed interessano Villa Pini, ora S. Camilla, il sindacato segue indicazioni del datore di lavoro», dice Gianna De Amicis segreteria regionale sanità Ugl, «alla Organizzazione sindacale che mi onoro di rappresentare nessuno ha mai messo bavagli. Il difficile momento economico che viviamo impone di tenere alto il senso di responsabilità e la non immediata reazione e/o informazione ne è la conseguenza».

Tra tutti i sindacati l’Ugl è stato l’unico sindacato a non firmare il documento redatto dalla proprietà che dettava le condizioni per il trasferimento dei dipendenti.

«La mancata firma dell'accordo è da ricondurre ad una mera ed attenta verifica di quanto stabilito nel documento a noi sottoposto», ha aggiunto De Amicis, «questo ad evitare passaggi che possono essere liberamente interpretati. Siamo ben consci che la mancata apposizione della firma su un accordo non è mai frutto di polemica e/o contrapposizione al datore di lavoro, abbiamo il dovere, nel contempo, di garantire non solo il rispetto dei diritti ma soprattutto della dignità dei lavoratori».

 Nella riunione che ha preceduto la firma dell'accordo del 4 dicembre, l’Ugl ha sollevato alcune problematiche sulla cessione del ramo d'azienda che andavano chiarite, e fatto delle precise richieste a cui non sono date risposte esaustive, motivo per il quale L'Ugl si è riservata di apporne la firma

Tra i 169 dipendenti, 7 lavoratori sono part time a 18 ore, e per loro l’Ugl ha chiesto che potessero usufruire anche di un modesto aumento delle ore così da poter sopperire ad eventuale costo per raggiungere il nuovo posto di lavoro.

Una ulteriore problematica sollevata ripetutamente dalla Ugl è quella relativa agli ausiliari che, in base all’accordo del 2013 dovevano essere trasformati in Oss ma questo non è avvenuto ed ora rischiano di subire un ulteriore danno in quanto nelle strutture dove verranno allocati già sono presenti dette figure professionali. Problema simile potrebbe accadere anche ai medici trasferiti che potrebbero non ottenere lo stesso inquadramento di Villa Pini.

Alessandro Biancardi