Abusi Les Paillotes: accolto uno dei ricorsi De Cecco

Consiglio Stato boccia ordinanza Comune Pescara

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LES PAILLOTES AEREA

PESCARA. Una nuova sentenza del Consiglio di Stato, su ricorso della società Porta Nuova Entertainment del gruppo De Cecco, stabilisce che il Comune Pescara non è legittimato ad emettere l'ordinanza di demolizione di alcune parti del Cafè Les Paillotes Lido delle Sirene di Pescara, in presenza del pronunciamento del tribunale penale che con sentenza definitiva passata in giudicato ha stabilito che una parte della struttura è abusiva e va demolita.

In sostanza i giudici hanno considerato l'ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Pescara un'indebita invasione di campo.

Sempre il Consiglio di Stato, nei giorni scorsi, aveva invece dato ragione al Comune di Pescara, respingendo un altro ricorso presentato dalla proprietà del locale, contro il provvedimento di diniego del condono ambientale, adottato dal Comune di Pescara e contro il parere negativo sulla compatibilità paesaggistica espresso dalla Soprintendenza per i Beni architettonici.

E' ancora pendente, invece, un ulteriore ricorso del gruppo De Cecco contro il diniego del condono edilizio da parte del Comune.

«La sentenza», spiega Marco De Flaviis, il legale dell'avvocatura comunale che si sta occupando della vicenda giudiziaria relativa al caso dell'ordinanza di demolizione di alcune parti del Cafè Les Paillotes Lido delle Sirene di Pescara, «stabilisce che il Comune ha sconfinato dalle proprie competenze emettendo l'ordinanza di demolizione, ma ciò non significa che il Comune non abbia i poteri per emettere tale ordinanza, dal momento che tali poteri gli sono assegnati dal Testo unico per l'edilizia. Il Comune, infatti, non è legittimato ad emettere l'ordinanza sulla base della sentenza penale, ma potrà farlo in via amministrativa nel momento in cui sarà giudicato legittimo anche il diniego al condono edilizio, al centro di un ricorso ancora pendente, dopo che già è stato giudicato legittimo il diniego al condono ambientale».

Un procedimento amministrativo che vede protagonista il Comune di Pescara e che viaggia in parallelo a quello penale, culminato con una sentenza di condanna passata in giudicato nei confronti del gruppo De Cecco. «Non solo il Comune è legittimato ad emettere l'ordinanza - aggiunge l'avvocato - ma in teoria, sulla base del diniego ai ricorsi sui condoni, potrebbe anche individuare ulteriori parti abusive e ordinarne la demolizione».