MAZZETTE AL VOLO

Tangenti per appalti in basi Aeronautica, 8 arresti. In carcere imprenditore abruzzese

Anche militari e dipendenti civili Difesa

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Tangenti per appalti in basi Aeronautica, 8 arresti. In carcere imprenditore abruzzese

ROMA. Mazzette per l'aggiudicazione di appalti all'interno di diverse basi dell'Aeronautica: otto le persone arrestate dai carabinieri del Comando Tutela per l'Ambiente, al termine di un'inchiesta - coordinata dalla procura di Velletri - su un'associazione per delinquere composta da militari, dipendenti civili della Difesa e imprenditori. 

Tra questi c’è anche l’avezzanese Giovanni Sabetti, 45 anni, ritenuto il dominus di tutta l’organizzazione e già sfiorato in passato da maxi inchieste, come quella sulle maxi tangenti di Finmeccanica, che coinvolse un altro abruzzese, Sabatino Stornelli.

Il blitz dei militari del Noe del colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Totò Riina, è scattato all'alba, in collaborazione con il comando Carabinieri per l'Aeronautica militare e i comandi provinciali dell'Arma di Roma e Latina.

Numerose le perquisizioni eseguite in diverse città. Secondo gli inquirenti, l'operazione ha consentito di «disarticolare un sodalizio criminale composto da imprenditori e dipendenti civili e militari del 2/o Reparto Lavori Genio dell'Aeronautica militare di Ciampino».

Questi, attraverso quello che gli investigatori definiscono un «consolidato sistema corruttivo», avrebbero «sistematicamente alterato le gare d'appalto, per un valore di quasi nove milioni di euro, bandite dall'ente ed inerenti la manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici adibiti a vari usi ubicati presso diverse installazioni dell'Aeronautica militare».

GLI ARRESTATI

Quattro arresti in carcere e quattro ai domiciliari.

Nelle carceri di Roma e di Velletri sono finiti l'imprenditore Giovanni Sabetti, 45 anni, di Avezzano; Fabrizio Ciferri, 48enne di Grottaferrata, dipendente civile del Ministero della Difesa in servizio presso la base dell'Aeronautica militare di Pratica di Mare; Gianpiero Malzone, 48 anni, tenente colonnello in servizio presso l'Ufficio Infrastrutture ed impianti del 2/o Reparto Genio Aeronautica militare e l'imprenditore di Anzio Massimiliano Ciceroni, di 42 anni.

Arresti domiciliari, invece, per Stefano Pasqualini, 53 anni, di Monte Compatri (Roma), dipendente civile del Ministero della Difesa in servizio presso la base dell'Aeronautica Militare di Pratica di Mare; Angelica Mariana Ruscior, 35enne rumena, compagna di Ciferri; l'imprenditore Roberto Bacaloni, 59 anni, di Velletri e Antonio Chiaro, romano 45enne, pure lui imprenditore.

I carabinieri del Noe hanno inoltre notificato avvisi di garanzia ad ulteriori sette imprenditori, un capitano ed un graduato dell'Aeronautica militare. I reati ipotizzati sono, a vario titolo, quelli di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa dei liberi incanti, corruzione, falso in atto pubblico ed accesso clandestino in una installazione militare.

INCHIESTA PARTITA DA CPL CONCORDIA 
L'inchiesta è partita da quella condotta dalla procura di Napoli (pm Woodcock, Carrano e Loreto) sulla Cpl Concordia, la cooperativa modenese al centro di un sistema corruttivo messo in piedi da alcuni suoi vertici. Proprio dai dialoghi tra alcuni dirigenti della Cpl Concordia, interessati nel 2014 alle opere di efficientamento energetico dell'aeroporto militare di Pratica di Mare, emerge infatti la figura dell'intermediario di Avezzano Giovanni Sabetti, arrestato oggi con l'accusa di essere il promotore della presunta associazione a delinquere che lucrava sugli appalti militari.

Sabetti veniva definito da Nicola Verrini, manager di Cpl, uomo di fiducia di Giovanni Santilli, vice segretario generale della Fondazione Icsa, impegnata nel settore degli studi ed analisi sulla sicurezza interna ed esterna.

Le indagini dei carabinieri del Noe sugli appalti nelle basi dell'Aeronautica hanno consentito di ricostruire «l'alterazione di almeno nove gare di appalto, tutte riguardanti opere di manutenzione ordinaria o straordinaria di edifici adibiti a vari usi ed ubicati presso diverse installazioni dell'Aeronautica militare». Lo sottolinea la procura di Velletri, secondo cui le basi interessate sono quelle di Capodichino, Centocelle, Pratica di Mare, Vigna di Valle e Guidonia.

APPALTI PER 9 MILIONI DI EURO

Si tratta di appalti per un valore complessivo di quasi nove milioni di euro, assegnati a varie società collegate all'intermediario Giovanni Sabetti. La procura di Velletri sottolinea come l'indagine, sviluppata dal settembre 2014 al novembre 2015, abbia permesso, «grazie a prolungate intercettazioni ambientali e telefoniche e all'installazione di dispositivi di registrazione audio-video negli uffici interessati, di delineare compiutamente l'operatività dell'associazione» per delinquere, «capeggiata da Giovanni Sabetti ed a cui aderiscono il tenente colonnello dell'Aeronautica Militare Gianpiero Malzone, gli impiegati civili presso il 2/o Reparto Lavori Genio dell'Aeronautica Militare di Ciampino, Fabrizio Ciferri e Stefano Pasqualini, la compagna del Ciferri, Angelica Mariana Ruscior, e l'imprenditore Massimiliano Ciceroni».

«PERVICACE SISTEMATICITA’»

 L'indagine condotta dai carabinieri del Comando per la Tutela dell'Ambiente «ha permesso di evidenziare un grave e concordante coacervo indiziario che vede Giovanni Sabetti promotore di un sodalizio, formato da dipendenti infedeli del Ministero della Difesa e da imprenditori che, con pervicace sistematicità, ha permesso l'assegnazione in modo illecito di appalti all'interno di strutture militari».

 Le attività svolte all'interno della base di Ciampino da parte dei componenti della presunta associazione per delinquere scoperta dai carabinieri del Noe sono sempre state oggetto di intensi contatti telefonici tra gli indagati, i quali, sottolinea la procura di Velletri, «seppure con un linguaggio criptico, commentano la buona riuscita delle operazioni, superando le difficoltà che di volta in volta si presentavano».

È il caso, rilevano gli inquirenti, di «un episodio in cui Fabrizio Ciferri, costretto a nascondersi repentinamente per l'arrivo di un militare di guardia, ha strappato per errore le buste contenenti le offerte ed ha comunicato al tenente colonnello Malzone di aver risolto l'inconveniente utilizzando della colla».

Oppure di quando, bloccato all'esterno della base poiché i militari addetti al servizio di guardia non volevano farlo entrare, ha fatto intervenire direttamente l'ufficiale per giustificare l'entrata. Tra le varie gare incriminate gli inquirenti ricordano quella bandita per l'aeroporto di Capodichino in cui l'imprenditore Antonio Chiaro (ai domiciliari), titolare di una società edile, è stato contattato da Fabrizio Ciferri per la necessità di modificare la sua offerta, così da renderla più competitiva rispetto alle altre. Ciferri, «ricorrendo ad un linguaggio fatto di allusioni e di parole in codice, ha comunicato all'imprenditore di non poter vendere la 'macchina' a meno di 'trentacinquemila euro virgola quattro quattro quattro quattro'. La circostanza che l'imprenditore si sia aggiudicato quella gara proprio con la percentuale di ribasso menzionata da Ciferri rende palese - annota la procura di Velletri - la condotta illecita».