AUGURI DALLA RUZZO

Ruzzo: conti in rosso e il conguaglio sulla bolletta è un salasso per i cittadini

+ 40% da sborsare con l’ultimo versamento

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Ruzzo: conti in rosso e il conguaglio sulla bolletta è un salasso per i cittadini

TERAMO. Brutta sorpresa nelle bollette dell’acqua recapitate nei giorni scorsi ai cittadini di 40 comuni teramani.

 L’apertura della solita fattura inviata dalla Ruzzo ha fatto sgranare gli occhio a chi da qualche tempo era abituato a pagare sempre la stessa cifra e all’improvviso si è visto addebitare una somma maggiorata di circa il 20%.

C’è chi ha pensato ad un disguido, chi ha imputato il caso ad un eventuale aumento spropositato quanto improvviso e chi non ci ha pensato due volte e si è messo in contatto con gli uffici tecnici per capire cosa ci fosse dietro a quella spiacevole anomalia.

E la risposta non è stata piacevole. Prima di tutto perché l’aumento è stato confermato ed è stato spiegato che no, non c’era alcun disguido tecnico.

La somma maggiorata, per la precisione del 19%, è da imputare ad una delibera commissariale Ato approvata nel mese di novembre, aggiornata con competenza 01/01/2015.

Un salasso per gli utenti di 40 comuni teramani chiamati a pagare in tutti i modi le inefficienze e la mancanza di trasparenza dell'ente.

Un salasso che ha colpito tutti indistintamente, famiglie più numerose, single, e pure anziani.  

 E chi solitamente si ritrovava a dover versare 40 euro adesso in un’unica soluzione dovrà sborsare oltre 150 euro (visti gli arretrati conguagliati).

Nella delibera, tra le tante cose, si legge che la proposta tariffaria degli anni 2014 e 2015 «non poteva tener conto dei  nuovi elementi emersi successivamente alla data di approvazione», ovvero l’approvazione del bilancio 2013 «con evidenza della riduzione consistente dei volumi erogati all’utenza considerata di natura straordinaria» e l’«adesione nel 2015 alla gestione della Società dei nuovi Comuni di Fano Adriano e Isola del Gran Sasso per il servizio idrico integrato, e dei soli servizi di fognatura e depurazione del Comune di Colonnella».

Sempre successivamente l’Ente d’Ambito Teramano ha approvato le cosiddette “partite pregresse” quantificando in 5.107.282 euro l’importo complessivo da restituire agli utenti».

Questo vuol dire che «tutti i nuovi elementi richiamati – bilancio 2013, ampliamento del perimetro di gestione e approvazione delle partite pregresse – si ripercuotono sommandosi con effetti negativi sull’equilibrio economico e finanziario della gestione».

Ma c’è di più, perché sempre nella delibera si legge che «i maggiori costi di gestione a seguito dell’adesione dei nuovi Comuni e la consistente riduzione dei volumi rilevata nel 2013 incidono così pesantemente sull’equilibrio economico finanziario della gestione 2015 da aver indotto la Società ad interrompere il rimborso agli utenti delle “partite pregresse” ».

Da qui dunque la necessità di adeguare, a novembre 2015, le nuove tariffe, facendole però ripartire dal gennaio precedente «anche al fine di non maturare ulteriori conguagli che emergerebbero in caso di applicazione del nuovo theta 2015 solo a partire dalla data di approvazione della presente deliberazione».

E i cittadini pagano.

PARTITO COMUNISTA: «SERVE SERIA RIFLESSIONE»

«Si tenta di fare cassa in maniera grossolana», commenta il Partito Comunista d’Italia della Federazione provinciale di Teramo, «mentre è sotto gli occhi di tutti come l’attuale gestione si contraddistingue per il ricorso indiscriminato a consulenze esterne ed alle esternalizzazioni in genere, che contraddicono la funzione pubblica dell’Ente nonché squalificano le risorse professionali interne. Per questa serie di motivazioni, il Partito chiede che si apra una seria riflessione intorno all’attuale gestione della Società, per tornare a quelle che devono essere le peculiarità di un Ente pubblico».