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Il Governo cerca la strada per aiutare i risparmiatori “azzerati” dalla “salva banche”

Padoan: «non sarà risarcimento»

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Il Governo cerca la strada per aiutare i risparmiatori “azzerati” dalla “salva banche”

ROMA. I risparmiatori più colpiti dall' operazione di salvataggio delle quattro banche popolari del Centro Italia potrebbero essere "sostenuti" con un Fondo di solidarietà ad hoc da inserire nella legge di stabilità.

“Sostenuti” e non risarciti, tiene a precisare però il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Il governo sembra infatti disponibile ad esaminare la proposta emersa dal Pd in Parlamento, ma nel definire l'intervento punta a non incappare in eventuali obiezioni dell'Unione europea e, allo stesso tempo, di delimitare l'impatto della misura per placare le voci di chi, anche all'interno della maggioranza, la considera un possibile pericoloso precedente che si potrebbe estendere ad ogni settore e ad ogni evento di crisi.

L'obiettivo di molti esponenti del Pd, provenienti in gran parte proprio dalle Regioni sede degli istituti salvati, è quello di salvaguardare gli obbligazionisti subordinati, il cui capitale investito è stato, come prevede la normativa Ue in materia, azzerato automaticamente nella creazione della bad bank in cui sono confluiti gli asset "cattivi" di CariChieti, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche e Banca Etruria.

Ma, proprio per rispettare la direttiva europea, la platea va minimizzata. L'emendamento del Pd crea quindi un Fondo definito appositamente "di solidarietà" a favore degli investitori ridotti dalla perdita delle obbligazione «in stato di indigenza».

 Le risorse inserite ammontano a 120 milioni complessivi, 40 milioni pubblici e 80 milioni in arrivo, secondo le intenzioni dem, dal mondo bancario.

Il testo resta però vago su molti punti, da mettere a punto con maggiore precisione nel corso del dibattito in Commissione Bilancio della Camera. La definizione dei beneficiari manca infatti di dettagli concreti, così come il massimale e la percentuale di intervento rispetto al totale delle obbligazioni sottoscritte, pari a 780 milioni di euro.

Allo stesso tempo non è chiaro, fanno notare ambienti finanziari, chi deciderà in ultima istanza chi avrà diritto al sostegno o meno, visto che il ricorso al giudice resterà comunque un diritto. Non è esclusa peraltro l'ipotesi che nel Fondo confluiscano le risorse derivanti dalla rivalutazione degli asset della bad bank, ma anche su questo non è ancora stato trovato il punto di caduta.

 La Commissione comincerà ad esaminare il nodo banche all'avvio delle votazioni, domenica pomeriggio, ma quella del fondo non è l'unica questione aperta. Dal cappello dei subemendamenti è spuntata infatti anche l'idea, decisamente più difficile da attuare, di indennizzare gli azionisti, ed una proposta ad hoc a favore delle banche che nel 2014 hanno salvato Tercas, la Cassa di Risparmio di Teramo. Resta inoltre il problema della sterilizzazione del taglio dell'Ires che potrebbe rivelarsi per gli istituti di credito controproducente. Se le banche saranno il primo tema all'ordine del giorno, rischia invece di slittare in avanti l'emergenza sicurezza. Matteo Renzi ha ribadito che «ai 18/enni saranno destinati 500 euro di bonus, spendibile esclusivamente in cultura, e che il dibattito sul tema è positivo, compreso quello sulle modalità tecniche del finanziamento alle associazioni culturali con il due per mille».

 Ma per i dettagli bisognerà aspettare ancora. Al momento sembrano però delinearsi interventi in due tempi, visto che molto dipenderò dal giudizio Ue sulla flessibilità. Le prime misure potrebbero scattare dal primo gennaio facendo leva sulle coperture aggiuntive in arrivo dalla voluntary disclosure (circa 500 milioni), mentre una seconda tranche sarebbe attuata solo in un secondo momento in base al responso di Bruxelles.

Intanto non si ferma il fronte che promette battaglie legali per difendere i risparmiatori “azzerati”.

La task force di avvocati ed esperti del settore bancario del Codacons, per esempio,  presenterà alle procure della Repubblica interessate un esposto per fare luce «sulle responsabilità del dramma vissuto da migliaia di risparmiatori che da un giorno all'altro hanno perso i propri investimenti». «Alle procure di Roma, Arezzo, Ferrara, Chieti e Ancona - annuncia il Codacons - chiederemo di aprire una indagine sulle ipotesi di reato di falso in bilancio, aggiotaggio e false comunicazioni sociali».

 Contestualmente, l'associazione dei consumatori chiederà alla magistratura di verificare le responsabilità degli organi istituzionali in relazione all'attività di vigilanza svolta sugli istituti di credito.