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Sanità. Marcia indietro sul taglio dei precari: D’Alfonso ci ripensa

Forza Italia:«noi lo avevamo detto molti mesi fa».

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Sanità. Marcia indietro sul taglio dei precari: D’Alfonso ci ripensa

Luciano D'Alfonso

ABRUZZO. Rischiavano di perdere il posto, di vedersi i contratti non rinnovati per la sempre buona ragione del «taglio delle spese».

Così gli ospedali per una buona parte dell’anno hanno rischiato di rimanere senza quelle forze determinanti che portano avanti le strutture sanitarie pubbliche e che sono infermieri, medici e tecnici.

Lo stabiliva il decreto del commissario ad acta 5/2015. Seguirono proteste e polemiche politiche per l’ingiustificato taglio che avrebbe messo a rischio la sanità regionale.

Alla fine è giunto un secondo decreto del 19 novembre scorso il numero 105 che ha annullato il primo ed è rientrata la paura.

Le ragioni della revoca?

Con il primo provvedimento, si legge nel decreto, «porrebbe a serio rischio la corretta erogazione dei livelli di assistenza in relazione al fatto che la gran parte del personale con rapporto di lavoro flessibile è necessaria al fine di garantire le prestazioni funzionali all’erogazione dei Lea)».

 Per questo con il nuovo decreto si stabilisce che «a decorrere dall’anno 2015 la spesa che  potrà sostenere per detti contratti dovrà progressivamente ridursi in funzione del raggiungimento dell’obiettivo fissato nella misura del 50% di quella sostenuta nel 2009, da raggiungersi entro il 2017, nonché l’obbligo di assicurare una corretta e continua erogazione dei LEA».

Dunque pericolo scampato a metà visto che gli obiettivi dovranno raggiungersi più “morbidamente” e gradatamente ma da quel che si capisce i tagli ci saranno comunque.

«L’Abruzzo della gestione D’Alfonso si conferma ancora una volta, purtroppo, una Regione lenta specializzata nelle retromarce anche in Sanità», commentano i consiglieri di Forza Italia, «così accade con i 1.100 precari delle Asl (con rapporto di lavoro flessibile) che in seguito al Decreto commissariale n.5 del 2015 rischiavano di rimanere all’improvviso senza lavoro, con la scusa di ridurre le spese, gettando nel caos il sistema sanitario abruzzese. Nel mese di aprile Forza Italia era intervenuta per chiedere un intervento immediato e modificare quel Decreto onde evitare pesanti disservizi e solo oggi, dopo ben 7 mesi sprecati inutilmente, D’Alfonso si è reso conto che avrebbe messo k.o. la sanità abruzzese, riducendo i livelli essenziali di assistenza, e ha deciso di recepire totalmente le nostre puntuali osservazioni».

«Quindi – spiegano i Consiglieri di opposizione - il Commissario D’Alfonso, seppur  con ritardo e dopo aver già determinato effetti negativi sul sistema sanitario , ha preso atto nelle nostre controdeduzioni riportandole nel nuovo decreto. E’ bene ricordare che con la risoluzione presentata da Forza Italia  (14 aprile 2015) si chiedeva di modificare il decreto commissariale n.5 del 2015 stabilendo che l’obiettivo di portare la spesa del  personale flessibile delle Aziende Sanitarie al livello del  50% della spesa sostenuta per le stesse  finalità nell’anno 2009, si raggiungesse gradualmente, tenendo conto dei tempi tecnici necessari per  l’espletamento dei concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato di quelle medesime figure a tempo determinato, al fine di salvaguardare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza ed eliminare al tempo stesso il precariato».

+++ IL DECRETO 105/2015