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Cavo Montenegro: dopo 4 anni Terna pubblica l’avviso, ecco i prossimi ‘occupati’

Adesso si potrebbero riaprire i termini di opposizione al progetto

Redazione Pdn

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Cavo Montenegro: dopo 4 anni Terna pubblica l’avviso, ecco i prossimi ‘occupati’

ABRUZZO. Trenta giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni e visionare il progetto (a Roma) prima che i funzionari Terna arrivino per l’occupazione.

 E’ comparso qualche giorno fa negli albi pretori di Pescara, Cepagatti, Spoltore, San Giovanni Teatino l’elenco dei prossimi privati e società che saranno costretti ad aprire le porte a Terna che lavora per la realizzazione del progetto del cavo interrato Italia- Montenegro.

Il nuovo collegamento costituirà il primo “ponte elettrico” da 1.000 MegaWatt con la regione balcanica: 415 km di lunghezza tra Villanova (Abruzzo) e Tivat (Montenegro) di cui 390 km in cavo sottomarino e 25 km in connessione terrestre

L'opera, non avendo fatto nè Via (valutazione di impatto ambientale) nè Vas (valutazione ambientale strategica), nonostante determini una variazione del piano regolatore di Cepagatti, non è mai stata assoggettata ad una fase pubblica per le osservazioni pur essendo stata approvata con decreto nel 2011. Curioso dunque che si pubblichi oggi.

Il Ministero dell'Ambiente, ha infatti sostenuto che per gli elettrodotti a corrente continua non è prevista la Via (quella completa). Ipotesi in parte contestata sul territorio e secondo alcuni orientamenti doveva almeno essere fatta la verifica di assoggettabilità viste le dimensioni.

«Sicuramente avrebbe dovuto fare la Vas», sostiene invece Augusto De Sanctis del Forum Accqua, «perchè solo in Italia ci siamo "inventati" le modifiche "automatiche" ai PRG per determinate opere; mica puoi disapplicare la direttiva comunitaria...».

Mai fatta nemmeno la Valutazione di Incidenza che solitamente si svolge per prevenire l’eventuale interferenza sui Siti di Interesse Comunitario, anche su siti esterni al percorso che però possono essere coinvolti indirettamente. Ad esempio, per posare i cavi si fanno dei rilievi di dettaglio del fondo marino. Se si usano i potenti sonar multi-beam il disturbo sui cetacei può essere arrecato a decine di chilometri di distanza. Sono stati usati in questo caso? Se avessero fatto la Valutazione di Incidenza oggi questa informazione sarebbe disponibile e valutabile.

E sempre il Ministero dello Sviluppo Economico ha imposto il vincolo preordinato all’asservimento coattivo sui beni interessati dall’opera che attraversa i 4 comuni tra le province di Pescara e Chieti.

In ogni caso la convenzione di Aarhus, recepita dalla UE e dall'Italia, prevede una fase pubblica preventiva per tutti i progetti che possono avere impatto sull'ambiente (anche i progetti non inclusi negli elenchi della Via).

«Questo avviso», fa notare De Sanctis, «potrebbe riaprire i termini non solo per opporsi al decreto di espropriazione ma anche per impugnare il decreto di autorizzazione».

Tra le centinaia di nomi del nuovo elenco spuntano anche il supermercato Auchan o la Saga poi una sfilza di privati proprietari delle migliaia di particelle catastali che rientrano nella maxi opera per cui sono stati previsti investimenti complessivi per 760 milioni di euro.

Costi enormi a fronte di una trasparenza che non si è vista.

Il Comune di Pescara, solo per citare un esempio, all’inizio del 2015 l, a Decreto di Autorizzazione concesso dal Ministero dello Sviluppo nel 2011 ammise di non avere il progetto esecutivo.

Una anomalia tutta abruzzese e probabilmente italiana se è vero che per l’interconnessione Belgio-Francia- Inghilterra, il Nemo-link (il consorzio che dovrà realizzare queste opere), c’è un intero sito WEB dedicato, in tre lingue (olandese, francese e inglese).

«In quel caso», ricorda De Sanctis, «hanno fatto la Valutazione di Impatto Ambientale integrale volontaria, un volumone di 400 pagine dettagliatissimo, che tutti possono scaricarsi ed esaminare. Ovviamente con fase di partecipazione del pubblico».

Da queste parti invece si resta ancorati agli annunci su albi pretori e quotidiani di carta con la possibilità, come si legge nell’avviso, per tutti gli interessati di andare fisicamente a Roma per visionare i documenti completi sull’opera.

Sempre Terna in Abruzzo si occupa di un altro progetto contestato dalla popolazione ovvero l'elettrodotto Villanova-Gissi che riguarda invece la costruzione di 4mila chilometri di linee elettriche e 110 nuove stazioni, ovvero tralicci.

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