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Sociale: Sclocco, risorse per 9,5 mln su non autosufficienza

L’annuncio dell’assessore Marinella Sclocco

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Sociale: Sclocco, risorse per 9,5 mln su non autosufficienza

ABRUZZO. Può contare su una dotazione finanziaria di 9,5 milioni di euro il Fondo per la Non Autosufficienza 2015 riservato alla Regione Abruzzo.

Lo comunica l'assessore alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, che ha sottoposto all'esame della Giunta regionale il Fondo e il relativo riparto tra i 35 Ambiti territoriali sociali. I fondi che sono stati ripartiti dalla Giunta regionale devono essere impiegati dagli Ambiti territoriali per la redazione del Piano locale per la Non Autosufficienza nell'ambito degli indirizzi applicativi indicati dalla stessa Giunta regionale.

«E' una misura che vuole migliorare la qualità di vita delle persone in condizione di non autosufficienza - spiega l'assessore Marinella Sclocco -. Ma soprattutto questo atto è parte sostanziale di quel processo di integrazione socio-sanitaria al quale è chiamato a dare il diretto contributo ogni Ambito territoriale».

Parte centrale di questo nuovo processo di gestione della non autosufficienza è senza dubbio il Piano locale per la Non Autosufficienza (Plna): «E' elemento imprescindibile - chiarisce l'assessore - perché intende evitare ogni ricovero improprio per favorire la permanenza della persona non autosufficiente nel nucleo famigliare, migliorando la qualità delle relazioni con l'obiettivo di alleviare l'impegno quotidiano dei nuclei famigliari nella gestione del non autosufficiente. Non è un caso - aggiunge l'assessore Sclocco - se il Piano locale si caratterizza come strumento di concertazione tra Ambito territoriale e Distretto sanitario di base e stabilisce le modalità operative per l'attuazione degli interventi territoriali e domiciliari per la non autosufficienza».

Dei 9,5 milioni di euro messi a disposizione dal fondo nazionale, 5,756 milioni (pari al 60%) gli Ambiti territoriali sociali dovranno destinarli esclusivamente alle persone non autosufficienti, mentre i restanti 3,837 milioni dovranno avere questa suddivisione: 1 milione per le persone affette da SLA e 2,837 milioni per le persone in condizione di disabilità gravissima.