NEVICA SUL BAGNATO

Impianto scioviario Gamberale, dubbi anche sulle autorizzazioni ambientali

Il consigliere comunale Tarantini evidenzia criticità e anomalie

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Impianto scioviario Gamberale, dubbi anche sulle autorizzazioni ambientali

GAMBERALE. Non solo una indagine dell’Autorità Anticorruzione ma anche dubbi sulle autorizzazioni ambientali per realizzare l’infrastruttura.

Sembra impervia e in salita il destino dell’ impianto scioviario da realizzarsi a Gamberale su cui anche l’Authority presieduta da Raffaele Cantone ha acceso i riflettori.

All’inizio di novembre il Comune ha pubblicato il bando di gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera. La presentazione delle offerte scadrà il 14 dicembre, poi si procederà all’aggiudicazione. L’opera avrà un costo totale di 536mila euro e sarà finanziata con finanziamento regionale Par Fas per 400mila euro e per i restanti 136mila con mutuo

Dalla visione dei documenti di gara pubblicati sul sito del Comune, rivela il consigliere comunale Carmine Tarantini non risulta né richiamato né pubblicato contestualmente agli atti dell’appalto, alcun tipo di parere o autorizzazione.

«Sembrerebbe che, durante la fase progettuale», spiega Tarantini, «non si sia affatto tenuto conto che l’area oggetto dell’intervento, oltre ad essere vincolata dal punto di vista paesaggistico, essa oltre a ricadere in aree interessata da particolare interesse poiché sottoposta alla Direttiva Uccelli “Important Birds Areas” e “Salvaguardia dell’Orso”. Anzi quest’ultima (Salvaguardia dell’Orso) tutelato da un accordo di programma sotto l’acronimo di PATOM ovvero Piano di azione e tutela dell’Orso marsicano non risulta minimamente né citata, né indicata né tanto meno trattata».

 Infatti dalla lettura del nullaosta del Parco emerge che relativamente alla Direttiva Uccelli si faccia riferimento addirittura alla retrodata Direttiva del Consiglio del 2 aprile 1979 concernente la conservazione degli uccelli selvatici, successivamente abrogata e sostituita integralmente dalla versione codificata della Direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 26 gennaio 2010, serie L 20.

Relativamente alla Tutela dell’Orso «non vi è traccia di alcun elaborato/studio», continua Tarantini, «nonostante l’area in esame risulterebbe sottoposta a tale regime di tutela. Perché?  osservazioni hanno particolare importanza in quanto, dalla lettura sia della Valutazione di Incidenza Ambientale che della Relazione Paesaggistica, non si evince alcuna considerazione in merito alla futura influenza derivante dal funzionamento dell’impianto stesso su tali specie animali di elevato valore naturalistico».

Va rilevato che l’impianto dovrebbe sorgere dove attualmente risulta presente un vecchio impianto in disuso da oltre 15 anni, per cui durante tale periodo è lecito ritenere che nell’area si sia conformato un ben determinato habitat, habitat che sarà sicuramente influenzato non tanto dalla realizzazione del nuovo impianto ma dal funzionamento dello stesso.

IL GRUPPO ELETTROGENO

Altro aspetto che Tarantini mette in evidenza è che a pagina 11 della relazione del progetto definitivo posto a base di gara, risulta non prevista l’installazione di gruppo elettrogeno per il funzionamento dell’impianto, poiché nell’area non risulta esserci presenza linea elettrica a cui collegarsi.

«Per cui, a fronte di un investimento complessivo pari ad 536.000 si è progettata e posta base di gara un’opera non funzionante, tanto è vero che a pag. 11 della relazione viene evidenziato che lo stesso Comune oltre al mutuo dovrà farsi carico in futuro anche dell’acquisto del gruppo elettrogeno».

Tale ulteriore criticità, però porterebbe a nuovi rilievi. Infatti, gli eventuali pareri/autorizzazioni/nulla osta già acquisiti dal Comune, farebbero riferimento sì ad un nuovo impianto ma ad un impianto non funzionante.

Infatti, essendo previsto l’utilizzo di un gruppo elettrogeno, di potenza stimata di circa 45 kW, per consentire il funzionamento dell’impianto stesso, non risulta che negli elaborati progettuali posti a base di gara tra cui la relazione paesaggistica e di valutazione di incidenza ambientale, sia stato valutato l’inquinamento acustico e quello derivante dall’emissione in atmosfera dei gas di scarico prodotti durante il funzionamento del gruppo elettrogeno.

«Di certo tali fattori», chiude Tarantini, «avranno inevitabilmente riflessi sull’habitat dell’area stessa, visto e considerato che il vecchio impianto risulta non funzionante dal oltre 15 anni».