DUE CONTI

Asl Pescara, 2015 in rosso: pesano le coccole alle cliniche private

Super consulenza da 1,5 mln alla Kmpg

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Asl Pescara,  2015 in rosso: pesano le coccole alle cliniche private

ABRUZZO. Il dato del deficit del bilancio sanitario per il 2015 anticipato da PrimaDaNoi.it si connota di nuove sfumature che precisano meglio il quadro della Sanità ai tempi di D’Alfonso&Co.

Dopo anni di tasse, lacrime e sangue per riportare in pareggio il bilancio della sanità -vessata da tangenti e politica con gli occhi chiusi-  la giunta Chiodi aveva finalmente raggiunto un equilibrio, seppure precario. Purtroppo, però, dopo un anno e mezzo di governo di centrosinistra si ritorna di nuovo sotto e lo sforamento delle spese potrebbe toccare quota 50mln di euro.

Una cifra che in qualche modo dovrebbe essere ripianata ma non si sa con precisione dove prendere i soldi anche perché non tutte le manovre ipotizzate (i fondi dei progetti obiettivi) si possono prendere per tappare i buchi.  Il deficit poi avrebbe conseguenze nefaste sull’ipotizzato (ma non ancora reale) uscita dal commissariamento, oltre a costringere il governo regionale ad ulteriori tagli e aumento delle tasse.

Ora sembra che una buona parte di questo sforamento sia da imputare alla Asl di Pescara, anche qui dopo qualche anno di sacrifici e sforzi si era andati in  attivo, non questo anno che con buona probabilità si chiuderà in passivo.  

Una delle ragioni che influirebbe è la spesa farmaceutica che è lievitata in questi mesi ma la voce che pare abbia rotto ogni equilibrio è proprio l’aumento del budget deliberato dal commissario D’Alfonso alle cliniche private e nello specifico Pierangeli e Villa Serena che si trovano nella Asl pescarese.

Che c’entrano le cliniche private con il bilancio della Asl?

Anche se l'aumento di budget viene deliberato dalla Regione o dal commissario straordinario, viene pagato materialmente dalle Asl, in base alle prestazioni erogate dalle cliniche.

Dunque aumentando il budget ai privati, aumentano le prestazioni effettuabili da pagare prelevando dalle casse della Asl che contemporaneamente devono fronteggiare anche l’aumento della spesa.

Soldi che arrivano tutti dal fondo sanitario 2015 (ma che devono coprire anche le prestazioni del 2014) che rimane invariato, per cui il maggiore budget alle cliniche di fatto corrisponde ad una minore capacità di suddivisione delle risorse tra le Asl e dell’assistenza pubblica.

Senza contare che proprio quelle prestazioni dei privati potrebbero essere effettuate dal pubblico spendendo molto meno.

Negli uffici si racconta che la Regione, l’imperituro advisor Kpmg e il direttore dell’assessorato alla sanità Muraglia, abbiano consigliato Claudio D’Amario, il manager della Asl di Pescara, di coprire con i residui dei progetti obiettivo il disavanzo ma il direttore amministrativo si sarebbe rifiutato per il momento perché la cosa è delicata e potrebbe portare rogne.

PREZIOSA KPMG

Cambiando palazzo ma rimanendo nell’universo sanitario un’altra persona sembra stia facendo una qualche resistenza alla proposta di offrire una nuova consulenza alla Kpmg.

Il direttore generale della Regione, Cristina Gerardis, si sarebbe trovata sul tavolo la proposta dell’assessore Silvio Paolucci di richiedere ancora altre prestazioni all’advisor mondiale e nello specifico la società che affianca già la Regione nel suo percorso di risanamento sanitario.

La Kpmg ha il compito di guidare, indicare e agevolare il percorso di risanamento della Regione per meglio raggiungere l’obiettivo del pareggio e far fare bella figura con il ministero ed il tavolo di monitoraggio.

Le consulenze preziose (nel senso dei contenuti ma anche del loro costo effettivo) sono pagate con soldi prelevati dal bilancio regionale, così come altri servizi extrasanitari non possono essere pagati con i soldi del fondo sanitario che serve esclusivamente a pagare l’assistenza medica dei cittadini.

Un po’ per il ritardo accumulato, un po’ per qualche imprevisto di troppo che ha intralciato questa sbandieratissima uscita dal commissariamento, la Regione ha chiesto nuovi servigi a Kpmg e l’assessore Paolucci si è detto favorevole anche per tenere vivi i rapporti cordiali con il “controllore”.

Questo accadeva già mesi fa quando Paolucci chiese a Kpmg di predisporre il piano di riqualificazione presentato all'ultimo tavolo romano e subito rinviato per approfondimento a dicembre. Non proprio una “libera” scelta quella di appoggiarsi all’esterno visto che la struttura dell’assessorato alla sanità ha subìto di recenti molti cambiamenti e rinnovando rinnovando si è persa la competenza e la memoria storica. Insomma sono pochi attualmente quelli che masticano la materia sanitaria e sanno come fronteggiare questo straordinario momento di difficoltà.

E siccome la bozza del piano di riqualificazione ha pur sempre un costo in qualche modo bisogna pagare e così sarebbe nata una delibera di giunta, che per ora è rimasta nel congelatore in attesa che i dirigenti appongano la firma, che autorizza il pagamento di 1,5 mln di euro a Kpmg, soldi prelevati dal fondo sanitario.

Non per tutti scelta possibile, di sicuro non condivisibile, poiché si tolgono ulteriori sostanze che dovrebbero essere destinate alla assistenza sanitaria.

Alessandro Biancardi