LA SENTENZA

Elettrodotti: clamorosa sentenza della Corte Costituzionale: quale impatto su progetto Terna?

Bocciata una legge del Veneto: «servono sempre le autorizzazioni preventive per la valutazione di impatto ambientale»

Redazione Pdn

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Elettrodotti: clamorosa sentenza della Corte Costituzionale: quale impatto su progetto Terna?

ABRUZZO. Una clamorosa sentenza della Corte Costituzionale in materia di Valutazione di Impatto Ambientale ed elettrodotti può determinare serissimi problemi al costruendo elettrodotto Villanova - Gissi e in generale alle pubbliche amministrazioni che fanno passare varianti alle opere già autorizzate senza tener conto del possibile impatto sull'ambiente delle modifiche introdotte.

Ad analizzare quello che è successo e che potrebbe succedere presto anche in Abruzzo è Augusto De Sanctis del Forum dell’Acqua che mostra la pronuncia 215/2015 depositata lo scorso 5 novembre  e con la quale la Corte ha bocciato una legge regionale del Veneto con cui si stabiliva che modifiche di tracciato minori di 500 metri non dovessero essere sottoposte ad autorizzazione preliminare da parte degli enti pubblici e, nel caso, ad una nuova fase di Valutazione di Impatto Ambientale.

Scrivono i Giudici «Nella logica del legislatore statale, dunque, la modifica del tracciato degli elettrodotti, anche di scarsa entità, non è aprioristicamente esclusa da qualsiasi forma di controllo preventiva, bensì è assoggettata ad una prognosi da effettuare di volta in volta sulle ripercussioni negative che possano nuocere allo specifico contesto territoriale interessato dall’opera (si pensi, per l’appunto, ai siti di importanza comunitaria ovvero alle zone speciali di conservazione). La legge regionale impugnata invece, contemplando tra gli interventi esenti da preventiva autorizzazione o da denuncia tutte le varianti di tracciato degli impianti elettrici esistenti inferiori a 500 metri, a prescindere dal loro concreto impatto sui valori ambientali, ha l’effetto di sottrarre automaticamente tali opere anche alla valutazione d’impatto ambientale, la quale costituisce un subprocedimento che necessariamente si innesta nel procedimento (principale) di autorizzazione o approvazione. La circostanza che la valutazione d’impatto ambientale non possa esplicarsi quando l’attività sia resa “libera”, nel senso di sottratta a una preventiva autorizzazione, esclude che possa essere seguita la tesi interpretativa suggerita dalla difesa regionale».

Ora, l'elettrodotto Villanova – Gissi, analizza De Sanctis, ha subito due varianti principali con cui sono state cambiati, rispetto al progetto originario: tipologia per decine dei 150 tralicci; posizione di diversi tralicci; altezza di decine di tralicci, nella stragrande maggioranza dei casi in aumento anche di metri; profondità di molte fondazioni. Per un elettrodotto non sappiamo cos'altro si possa cambiare».

Per il Forum dei Movimenti dell'Acqua, che ha dedicato ben tre corposi dossier all'incredibile storia di quest'opera che ritiene «inutile e rischiosa»  si tratta di un vera e propria sconfessione per i tre ministeri che paiono far finta di nulla su quanto sta accadendo sul terreno.

«Da quasi un anno», continua De Sanctis, «il Ministero dell'Ambiente, grazie all'azione dei comitati, è a conoscenza delle modifiche apportate al progetto. Lo stesso Corpo Forestale dello Stato a maggio ha fatto presente che i tralicci sono diversi da quelli autorizzati. Diversi comuni hanno evidenziato e segnalato ufficialmente difformità progettuali. A tutto ciò si aggiungano le gravissime criticità sollevate dal Servizio Difesa del suolo della Regione Abruzzo per quanto riguarda le decine di piloni in aree a rischio idrogeologico alcuni dei quali sarebbero stati già realizzati in assenza dei prescritti rilievi tecnici. Addirittura per un traliccio in area a frana attiva, il 74, e stiamo parlando di un'opera da centinaia di milioni di euro in corso di realizzazione ora, si è arrivati da parte dell'Autorità di Bacino a consigliare la delocalizzazione "in aree meno potenzialmente pericolose"».

I ministeri, evidentemente in forte imbarazzo, insiste il Forum, continuano a non rispondere nel merito alle precise, documentate ed inoppugnabili segnalazioni giunte da più parti mentre l'opera va avanti.

«Da lunedì faremo valere questa sentenza in tutte le sedi, compresa quella comunitaria, chiedendo anche di valutare se il comportamento che stanno tenendo i funzionari a vario titolo coinvolti sia legittimo o meno. Alla luce di quanto affermato dalla Corte Costituzionale crediamo che sarà molto difficile per i ministeri coinvolti spiegare il loro atteggiamento dilatorio rispetto alle modalità con cui si sta realizzando quest'opera».

Elettrodotti Pronuncia 215 2015 Corte Costituzionale