LA SCELTA

Mercatino senegalesi, Forza Italia: «abusivo e illegale, andava cancellato»

Centrodestra contro la decisione di spostare le bancarelle

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

180

Mercatino senegalesi, Forza Italia: «abusivo e illegale, andava cancellato»

PESCARA. Il mercatino degli extracomunitari sarà trasferito dentro il tunnel della stazione ferroviaria, così come deciso due giorni fa dalla maggioranza di centrosinistra.

 Ma il centrodestra e una parte di commercianti gridano allo scandalo e proprio non riescono ad accettare che l’amministrazione comunale sia disposto a sborsare  100 mila euro per creare un mercato su misura per delle bancarelle che per anni hanno venduto merce contraffatta.

Stando alle nuove linee guida che si è dato il Comune tra quei banchi rimessi a nuovo, con tanto di cancello, orari di apertura e chiusura ben definiti, di merce ‘falsa’ non ne circolerà più. I vigili urbani infatti saranno chiamati a fare verifiche continue.

Ma questo non basta a placare le ire del centrodestra.

 «La nuova localizzazione è una scelta scellerata che viola qualunque norma in materia di sicurezza, ed è uno schiaffo clamoroso nei confronti dei 30 operatori ambulanti di Pescara cui è stata revocata la licenza commerciale solo perché in ritardo con il pagamento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico, mai riscossa dagli stranieri», commenta il capogruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri.

Sospiri ha chiesto al sindaco di produrre subito copia del parere ufficiale delle Ferrovie in merito al trasferimento delle bancarelle sotto i binari della stazione: «vogliamo che le Ferrovie si assumano la responsabilità di certificare il rispetto delle garanzie di sicurezza per la città, oltre che gli oneri dell’allestimento dell’area dedicata, circa 100mila euro preventivati, perché se è vero che il Comune detiene la gestione dei sottopassi carrabili, è vero che quello spazio è chiuso a qualunque accesso, pedonale e carrabile, e quindi la sua gestione ricade sulle casse di Ferrovie e non dei pescaresi».

Ma Sospiri batte forte sulla questione legalità: «non ci sono autorizzazioni, non ci sono contratti, la maggior parte degli ambulanti presenti non ha neanche la licenza per vendere, non emette fatturazione, non paga le tasse».

I SENZATETTO VENNERO CACCIATI

Il coordinatore cittadino Forza Italia, Guido Cerolini, contesta il via libera di Ferrovie Italiane che anni fa cacciò, proprio da quel sottopasso, decine di senzatetto privi di un riparo: «Ferrovie murò quel tunnel  per impedire ai poveri senzatetto di trovarvi un riparo notturno, senza che il Pd o Sel abbiano mai pronunciato una sola parola di protesta. E parliamo delle stesse Ferrovie e dello stesso Comune che, in nome della sicurezza, hanno chiesto, organizzato ed effettuato decine di blitz per allontanare, di sera, quegli utenti avvolti in un giaccone, semiaddormentati sui cartoni, con addosso solo una coperta e pochi stracci accanto, persone sgomberate e allontanate perché la loro presenza era fonte di ‘pericolo’ per gli utenti della stazione, considerato un sito sensibile, e per i passanti. Ora, com’è possibile che cinque, dieci, quindici senzatetto addormentati sotto quel tunnel fossero fonte di pericolo, e 100 extracomunitari con relativo mercatino, posti sotto il tunnel della stazione, quindi fuori dalla vista esterna, sotto i binari, possano essere garanzia di sicurezza per un sito sensibile come la stazione ferroviaria e per tutta la città? E com’è possibile che la giunta Alessandrini abbia a disposizione una liquidità immediata di 100mila euro, dopo aver dichiarato lo stato di predissesto?»

FORCONI: «DECISIONE GRAVISSIMA»

Anche Marco Forconi parla di responsabilità «epocale e gravissima»: «Pescara ha ufficialmente perso la sua battaglia contro l'illegalità, con le merci contraffatte continueranno ad essere vendute, mettendo in serio pericolo la salute degli acquirenti e con danno erariale abnorme per la collettività e gli enti».

Arrabbiato anche Comitato per la vivibilità di via De Gasperi e limitrofe: «la maggioranza che governa la città, andando contro le proposte di tutte le parti sociali coinvolte, Confcommercio, Commercianti, Senegalesi, opposizione, cittadini, che chiedevano una integrazione nei mercati settimanali esistenti, ha insistito in una  decisione che, non solo ghettizza una Comunità da più di vent’anni in qualche modo integrata, ma pone le basi al prosieguo di una situazione di illegalità collusa con le organizzazioni criminali che controllano la distribuzione delle merci vendute in tali mercatini».