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Impianto scioviario Gamberale, indaga l’autorità Anticorruzione

Fascicolo aperto ad agosto dopo una segnalazione

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Impianto scioviario  Gamberale, indaga l’autorità Anticorruzione

ABRUZZO. L’intervento relativo alla realizzazione dell’impianto scioviario da realizzarsi a Gamberale, (tramite utilizzo di fondi Fas), risulta essere oggetto di investigazione da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione presieduta dal magistrato Raffaele Cantone.

A scoprirlo e renderlo noto è il consigliere comunale Carmine Tarantini.  Il progetto definitivo prevede la spesa di 536mila euro, 400 mila euro di fondi pubblici e il resto  con un mutuo acceso dal Comune. La pista ha funzionato per circa trent’anni, fino alla vigilia del 2000 poi è stata chiusa a causa di contenziosi  tra gestore, usi civici e amministrazione.

Cinque anni fa,  quando l’amministrazione comunale è ritornata proprietaria dell’opera, si è adoperata per il rinnovamento dell’impianto da poter ammettere alle provvidenze del piano operativo regionale del fondo per le aree sottoutilizzate (Par Fas 2007/2013). 

Nei mesi scorsi non sono mancate polemiche ed è scattato anche un esposto da parte dei consiglieri comunali di minoranza alla procura distrettuale antimafia de L’Aquila, al nucleo di Polizia Tributaria e ai carabinieri, alla Procura Generale presso la Corte dei Conti de L’Aquila e alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

In quell’esposto, firmato da Tony Ragnelli, Carmine Tarantini e gli ex candidati Aladino Pasquarelli, Michele Di Scullo, Eva Tarantini, Lucio Di Cesar, si contestava lo stanziamento di 400 mila per ristrutturare niente più che «una boscaglia». Ferma l’opposizione dell ’avvocato Alessandro De Iuliis per conto del vicesindaco del Comune di Gamberale, Corrado Varrati già capo dell’amministrazione nella precedente consiliatura che senza mezzi termini fermò gli oppositori asserendo: «hanno letto male le carte».

 

LA VERIFICA DELL’ANTICORRUZIONE

Adesso questa nuova grana. Il fascicolo dell’Autorità Anticorruzione è stato aperto alla fine del mese di agosto ed attualmente si è in attesa delle risultanze. Le contestazioni ravvisate dall’Authority presieduta da Raffaele Cantone sono diverse e spetterà al Comune dissipare ogni dubbio e certificare che tutto sia stato fatto seguendo le norme.

Una prima contestazione riguarda le procedure adottate dallo stesso Comune di Gamberale al fine dell’affidamento dei servizi di ingegneria relativi alla progettazione ed esecuzione dell’impianto.

L’autorità anticorruzione si è interessata del caso dopo aver ricevuto un esposto che ha segnalato presunte anomalie nella procedura dell’incarico dell’affidamento e sono stati segnalati vari profili di illegittimità.

Tra queste la mancata nomina del Rup, in violazione a quanto prescrive la legge, e l’affidamento di contratti pubblici per i servizi di ingegneria da parte del responsabile del settore tecnico.

Inoltre non sarebbero stati determinati i compensi sostenendo «arbitrariamente» che l’importo delle prestazioni fosse inferiore ai 40 mila euro così potendo procedere con una assegnazione diretta.

Ma secondo la segnalazione, invece, gli incarichi affidati supererebbero la soglia dei 55 mila euro.

E non finisce qui: si contesta anche che l’importo delle competenze professionali siano state subordinate all’ottenimento del finanziamento mentre questi corrispettivi devono essere stimati a monte dell’affidamento.

Inoltre la relazione geologica, la relazione paesaggistica e la valutazione di impatto ambientale sarebbero state affidate al geologo invece che al progettista.

Ma sarebbe stato violato anche l’articolo 10 del decreto legislativo 12 aprile 2006  numero 163 e l’articolo 9 del dpr 207/2010 in quanto la stazione appaltante (il Comune) ha affidato l’incarico di Rup al segretario comunale Domenico Acconcia.

Per tutti questi motivi l’Autorità ha chiesto al Comune di dare risposte chiare e predisporre una relazione illustrativa «corredata dalla necessari documentazione» con la quale controdedurre punto per punto le osservazioni mosse.

«Appare del tutto evidente», analizza oggi il consigliere comunale Carmine Tarantini, «che, qualora l’Anac accerti effettivamente che le procedure adottate dal Camune di Gamberale risultino difformi ed in contrasto con il codice degli appalti, ciò potrebbe avere pesanti ripercussioni anche sulla prossima procedura di gara ed esecuzione dei lavori. Infatti, in attesa delle risultanze inerenti le indagini poste in essere dall’Autorità, il Comune ha provveduto lo stesso a bandire gara d’appalto per l’esecuzione dell’opere, ponendo a base di gara proprio il progetto definitivo le cui procedure di affidamento risultano oggetto di indagini e verifiche».