SCACCO ALLO SPACCIO

Spaccio tra L’Aquila e Roma: quattro arresti per l’operazione “platforms”

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Spaccio tra L’Aquila e Roma: quattro arresti per l’operazione “platforms”

 

L’AQUILA. Su disposizione del Gip de L’Aquila a seguito di richiesta della Procura,  sono state arrestate da parte della Squadra Mobile dell’Aquila in collaborazione con quella di Roma,  4 persone (3 in carcere ed 1 agli arresti domiciliari), per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

In manette sono finiti Luca Di Virgilio, 49 anni, Maurizio Cincis, 34 anni, Stefano Zecca, 45 anni, Fabio Monaco, 35 anni. Indagata a piede libero anche R.G., 35 anni.

Secondo le risultanze investigative, effettuate con attività tecnica, tutti gli indagati si sono resi responsabili in concorso ed unione fra loro di trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina e hashish, per quantitativi variabili, droga acquistata a Roma e smerciata a L’Aquila.

In particolare Di Virgilio, Cincis, Monaco, in 15 circostanze, dopo essersi accordati telefonicamente su tipologia e quantità avrebbero acquistato la droga da Zecca, per poi trasportarla (in autovettura), detenerla e successivamente destinarla allo spaccio nel territorio aquilano.

Secondo gli inqurienti Monaco controllava l'uscita del casello autostradale di L'Aquila Ovest, dopo l'approvvigionamento a Roma per verificare l'eventuale presenza di Forze di Polizia; Di Virgilio effettuava uno squillo telefonico sul cellulare di Monaco quando si trovava nei pressi di Lunghezza (RM), per avvisarlo che si trovava in autostrada ed era in procinto di rientrare in città; da quel momento Monaco si recava presso il casello. Il 25 febbraio scorso dopo un controllo Di Virgilio e Cicis sono stati arrestati in flagranza del reato di detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio.

Di Virgilio tentò di fuggire investendo con l’auto un agente della Squadra Mobile dell’Aquila e venne poi bloccato dagli altri colleghi a seguito di un rocambolesco inseguimento in auto, conclusosi con lo speronamento della sua macchina.

Innumerevoli le successive cessioni di droga immessa nel mercato aquilano e ricostruite dagli inquirenti: in almeno 150 occasioni, infatti, Di Virgilio,  Cincis e Monaco, dopo avere acquistato lo stupefacente a Roma, lo vendevano a svariati acquirenti, circa 30, di cui almeno 12 sono stati ascoltati ed hanno ammesso di averla acquistata.

L’operazione è stata denominata ‘platforms’ perché gli indagati nelle conversazioni telefoniche indicavano la droga col termine criptato di “pedane" (in inglese platforms).