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Inchiesta "Il Vate", l’udienza slitta a gennaio. Via libera alle intercettazioni

Gup dovrà decidere su rinvio a giudizio imputati

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Luigi De Fanis

Luigi De Fanis

PESCARA. È stata rinviata al prossimo 19 gennaio, a causa della sospensione delle udienze dovuta allo svolgimento del Consiglio giudiziario in visita al tribunale di Pescara, l'udienza del processo sulle presunte tangenti nel settore Cultura della Regione, che vede imputati l'ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, la sua ex segretaria Lucia Zingariello, il presidente della Ars "Associazione culturale musicale" Rocco Masci, il rappresentante legale dell'associazione "Abruzzo Antico" Ermanno Falone, il responsabile dell'Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo Rosa Giammarco e l'imprenditore Antonio Di Domenica, accusati a vario titolo di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, truffa, peculato, abuso e falso.

Nel corso della prossima udienza inizierà la discussione e il gup Nicola Colantonio dovrà decidere se rinviare a giudizio gli imputati, se accogliere la richiesta di patteggiamento presentata dai difensori della Zingariello e se dare il via libera alla messa alla prova richiesta dai legali di Masci.

Nel frattempo il perito Caterina Del Zingaro, incaricato di trascrivere una serie di intercettazioni telefoniche, ha confermato i contenuti delle trascrizioni depositate, senza sollevare obiezioni delle parti. Il procedimento, nato dall'inchiesta denominata "Il Vate", mira a fare luce sulle modalità di erogazione dei contributi regionali, in base alla legge regionale n.43/73, che disciplina l'organizzazione, l'adesione e la partecipazione a convegni e altre manifestazioni culturali.

LE ACCUSE
L'ex assessore regionale e' accusato di aver chiesto tangenti all'imprenditore culturale Mascitti per l'organizzazione del concorso internazionale di musiche da film "Mario Nascimbene Award" e per un evento al Salone del Libro di Torino del maggio 2013. A queste accuse iniziali il pm ora contesta a De Fanis anche di aver indotto Rocco Masci, presidente dell'associazione "Ars Associazione Culturale Musicale", impegnato ad organizzare un evento musicale al Salone del Libro di Torino su incarico dell'associazione "Abruzzo Antico", a farsi promettere e dare 1000 euro, denaro che Rocco Masci avrebbe consegnato all'ex assessore presso il casello autostradale Pescara Ovest - Chieti. 
De Fanis, inoltre, avrebbe anche tentato di farsi dare, senza riuscirci, 1500 euro dall'imprenditore Diego Paolini, proprietario del ristorante "Maccherone" di Pescara, che aveva organizzato un evento gastronomico al Salone del Libro su incarico dell'associazione Abruzzo Antico «gestita dallo stesso De Fanis».
Successivamente, De Fanis, avrebbe indotto Diego Paolini, la cui moglie (estranea all'inchiesta) aveva ottenuto un contributo regionale per un progetto riguardante D'Annunzio, a farsi dare 4000 euro. La consegna sarebbe avvenuta nel novembre 2013 all'interno del locale dell'imprenditore. 
Tra gli episodi contestati anche quelle relative alle spese di viaggio e soggiorno per partecipare al Salone del Libro di Torino. In particolare, l'accusa contesta la spesa di 450 euro per il viaggio e di 1622 euro per il soggiorno di persone non titolate ad essere rimborsate. Tra queste persone ci sarebbero anche il marito e la figlia di Lucia Zingariello. L'accusa contesta a De Fanis e alla sua ex segretaria di aver utilizzato la macchina della Regione non solo per andare a Roma alla sede delle Poste con la finalita' di raccomandare «i familiari della Zingariello» e a Bologna per una visita medica dell'ex segretaria, ma anche per accompagnare i suoceri della Zingariello a Fermo e a Roma «per la visita alla sorella della Zingariello che aveva partorito».
Il pm contesta all'ex segretaria di aver fatto figurare di essere regolarmente al lavoro trovandosi invece «altrove per ragioni personali». In alcuni casi la Zingareillo era dall'estetista o dal parrucchiere.