AMBULANTI CONTROVERSI

Mercatino extracomunitari, c’è la soluzione: «bancarelle nel sottopasso della stazione»

Forconi dice no: «si mortificano esercenti che pagano le tasse»

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Mercatino extracomunitari, c’è la soluzione: «bancarelle nel sottopasso della stazione»

PESCARA. L’amministrazione Alessandrini si dice pronta a risolvere il problema del mercato etnico dell'Area di risulta, che da vent'anni rappresenta una criticità per Pescara.

Sono stati svolti degli approfondimenti e la soluzione che sarà proposta riguarda il terzo sottopasso della Stazione Centrale, attualmente murato e che costituisce un'ubicazione fino ad oggi mai considerata.

«Verificata la disponibilità dell'area in capo all'Ente, nei giorni scorsi abbiamo compiuto diversi sopralluoghi anche con le forze dell’ordine», spiega Alessandrini, «abbiamo interloquito con Asl e Vigili del Fuoco per i profili della sicurezza e della salubrità; l'area risponde, infatti, a una serie di requisiti positivi a partire proprio dalla sicurezza e dalle caratteristiche dello spazio, migliorativi rispetto all'ipotesi dell'area di via De Gasperi adiacente al rilevato ferroviario».

Si tratta di una galleria lunga 90 metri e larga 20, pronta ad ospitare circa 100 postazioni mercatali. Dovranno essere svolti lavori di ritinteggiatura, di potenziamento dell'illuminazione, nonché di realizzazione di due cancelli all'entrata e l'uscita, di servizi igienici e di un impianto di videosorveglianza.

Di tutto ciò è stata messa al corrente anche la comunità senegalese, per mezzo del portavoce dell’associazione che Alessandrini ha ricevuto nella mattina di venerdì per vagliare tutti gli aspetti e a una prima analisi si è detto favorevole a tale ipotesi.

«Ci attiveremo per studiare la miglior formula che assicuri la delocalizzazione del mercato in tempi brevi e in economia per l’ente», spiega il sindaco, «con la necessaria condizione che cessino le diffuse situazioni di irregolarità, per la quale adotteremo rigorosi controlli; vogliamo stabilire un nuovo inizio, lavorando a un progetto sperimentale di quello che dovrà essere un mercato etnico e dell'integrazione. Di tutto questo intendiamo discutere con la cittadinanza nel Consiglio comunale convocato per giovedì prossimo 26 novembre alle 16 per una scelta che possa essere la più condivisa possibile».

La soluzione continua però a non convincere Marco Forconi, portavoce comitato Lib(e)ri in piedi che spiega che se dal punto di vista burocratico ed amministrativo ubicare un tappeto di bancarelle in una galleria può risultare corretto, «non lo è sicuramente dal punto di vista dell'equità commerciale, dove si mortificano centinaia di piccoli esercenti che da anni chiedono più servizi, sicurezza ed aumento del decoro urbano mentre un tavolo istituzionale composto da politica e forze dell'ordine si arroga il diritto di dover trovare necessariamente una soluzione ad un problema ventennale, anche se la stessa può risultare ridicola e discriminatoria. Pensano davvero che la merce contraffatta scomparirà solo cambiando posizione di qualche decina di metri? In che misura pagheranno l'affitto, se lo pagheranno? La luce elettrica fornita sarà gratuita? si doteranno di licenze specifiche o continueranno a vendere senza alcun titolo? a quanto ammonterebbero le spese per la collettività?»

Tutte queste domande saranno ribadite durante il consiglio comunale del 26 novembre: «assicuro», dice Forconi, «che saranno erette barricate contro l'ipotesi di delocalizzazione all'interno della stazione centrale di Pescara dove, è bene ricordarlo, i servizi offerti sono scarsi o addirittura assenti».

«Prendiamo atto del fatto che l'amministrazione comunale abbia ripensato la sistemazione del mercatino in un centro abitato, dove tra l'altro vi sono già altri problemi: di sicurezza, di delinquenza e prostituzione. Ma come cittadini abbiamo l'obbligo di non sottovalutare questa situazione e soprattutto fare in modo che non vengano spesi soldi pubblici per trovare una sistemazione ad un mercatino di per se illegale. Spendiamo denaro pubblico per una situazione illegale», domandano i cittadini riuniti in comitato.

«Va bene mettere in ordine ma ci vuole una sistemazione definitiva di questa faccenda: se il mercato è stanziale deve avere le stesse condizioni degli stanziali italiani, se il mercato è ambulante devono aprire partiva iva e fare i mercati come fanno i nostri ambulanti. Altrimenti il problema rimane, magari non sotto i nostri occhi, sotto le nostre case, ma rimane per la città. E poichè ci riteniamo cittadini che vogliono bene alla città bisogna risolvere questo problema alla radice, non solo all'apparenza».

«Scopriamo che Ferrovie Italiane accetterà e consentirà l’installazione di un mercatino di extracomunitari all’interno di uno dei sottopassi della stazione centrale, mentre, da quello stesso sottopasso, sono stati scacciati decine di senzatetto privi di un riparo», contesta il coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini. «Oggi scopriamo che il Comune di Pescara, dopo aver effettuato per ‘ragioni di sicurezza’ nell’ultimo anno, decine di sgomberi di utenti in condizioni di povertà che avevano tentato un riparo in quel tunnel, pure sbarrato con mura provvisorie, ora spenderà 100mila euro per garantire la funzionalità di quello spazio, con pubblica illuminazione, tinteggiatura delle pareti e allestimento anche dei cancelli per garantire la riservatezza dell’area. Sono queste le aberrazioni politiche inaccettabili della giunta Alessandrini che, mentre non si preoccupa di garantire un ricovero a utenti costretti a dormire sulle panchine o per terra, sull’asfalto, come accade in piazza Sacro Cuore, si affretta a trovare uno spazio per un mercatino, in cui si vende anche merce contraffatta, e questo solo per mantenere quell’equilibrio precario con Sel, in seno a una maggioranza frammentata, e per ordine del Commissario-D’Alfonso. Una politica, però, che viene pagata sulla pelle dei cittadini più indifesi».