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Discarica Bussi, Lolli scrive al ministro dell’Ambiente: «prenda in mano la situazione»

Bonifica e reindustrializzazione sono al palo

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Giovanni Lolli

Giovanni Lolli

BUSSI. Bonifica e reindustrializzazione del sito di Bussi: la strada è ancora tutta in salita.

Al momento non si vedono spiragli di normalità nel difficile e complesso processo di rinascita, soprattutto dopo l'ultima iniziativa del 30 ottobre scorso quando è saltata la firma che avrebbe dovuto segnare per lo meno l’inizio della fase due, quella del tentativo del ritorno alla normalità.

Già qualche giorno prima il direttore generale del ministero dell'Ambiente, Maurizio Pernice, aveva di fatto bocciato la bozza dell'accordo, avanzando una serie di obiezioni e carenze formali, in particolare l'assenza dei riferimenti normativi che consentano la partecipazione dei privati nella fase di bonifica e reindustrializzazione. Era stata anche constatato che la titolarità dell'istruttoria in materia di bonifica spetta al Commissario straordinario e sono state sollevati dubbi sulla possibilità di procedere al passaggio di proprietà dei terreni, dalla Solvay al Comune, tramite un accordo di programma, visto che solo un atto di diritto privato può produrre tale effetto.

 Adesso il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli chiede al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti la convocazione di un incontro che abbia come unico obiettivo quello di ristabilire con chiarezza compiti e funzioni di ognuno. «La vicenda - scrive Lolli e Galletti - sta vivendo una fase di incertezza procedimentale che necessiterebbe di un raccordo istituzionale tra tutti i protagonisti di questo complesso processo».

L'iniziativa del Vicepresidente deve essere letta come il tentativo di ricondurre sotto la direzione del ministero dell'Ambiente il difficile e complesso processo di reindustrializzazione e bonifica, soprattutto dopo l'ultima iniziativa del 30 ottobre.

Un intervento del Ministro può essere molto importante proprio per arrivare al più presto alla stipula di un accordo tra le parti. «Un accordo - conclude Lolli nella lettera al ministro Galletti - che sia in grado di coniugare sia il processo di bonifica che quello di un'auspicata e indispensabile reindustrializzazione del sito per cercare di dare risposte e garanzie ad un territorio che porta con sé i segni di una profonda ferita».

QUERELE MULTIPLE

Intanto sullo sfondo ci sono le vicende più strettamente locali con il sindaco Salvatore Lagatta che ha querelato la consigliera comunale Sonia Del Rossi, il coordinatore provinciale Pdci Pierpaolo Di Brigida e il coordinatore provinciale di Sel Daniele Licheri per  alcune dichiarazioni proprio inerenti la discarica e la Solvay.

Sinistra Ecologia e Libertà e Pcdi hanno chiesto a Rifondazione di prendere una posizione definendo «vile e inaccettabile» che il sindaco quereli una consigliera di opposizione.

«Non abbiamo letto nessuna analoga dichiarazione di SEL e PCDI quando il Presidente Luciano D'Alfonso da loro sostenuto ha querelato consiglieri regionali di opposizione», fanno notare però Corrado Di Sante, Marco Fars e Maurizio Acerbo. «Auspichiamo che a Bussi si superi questo momento di tensione inutile. Siamo convinti che chi ha dato del bugiardo al sindaco possa chiarire le sue affermazioni riconducendole a termini politici e siamo certi che questo sarà sufficiente per ottenere il ritiro della querela. Il sindaco ha già invitato Sel e PDCI a un confronto pubblico che speriamo avvenga presto».

Da parte loro Del Rossi, Di Brigida e Licheri si dicono pronti ad un confronto ma solo dopo che la querela sarà ritirata. E Sempre sullo stesso caso interviene anche Antonio Saia (PdCI), sindaco di San Valentino: «la reazione del Sindaco mi pare spropositata rispetto a una forte critica politica ed un fermo dissenso rispetto alla soluzione che l'Amministrazione aveva proposto per il problema annoso dei siti inquinati di Bussi e della riconversione industriale degli stessi. Quando ci si candida inevitabilmente ci si espone a consensi e severe critiche. In tal senso mi sento di chiedere a Salvatore Lagatta di ritirare la querela, anche per evitare che si continui ancora a lacerare questa nostra Sinistra già troppo martoriata dalle continue divisioni e diatribe interne che molto spesso hanno a che fare più con personalismi che con vere e proprie questioni politiche».